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Taverna dei Briganti

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Diario di un pellegrino anno 2°...
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MessaggioInviato: Ven Mag 13, 23:24:59    Oggetto:  Diario di un pellegrino anno 2°...
Descrizione: la via Francigena da San Gimignano
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13 Maggio 2011
Sono in treno, un treno che mi porta verso San Giminiano.
Luogo dove un anno fa ho concluso la mai avventura da Pellegrino della via francigena, e dopo un anno ho deciso di riprendere con obbiettivo, ovvio, arrivare a Roma. Facendo due freddi conti con cartine e calcolatrice il numero che appare è 335, 335 km da affrontare, anzi da lasciare dietro le spalle.... Sincero: preoccupato lo sono, ma ho in me molto più forte la convinzione che nulla sarà oltre le mie forze, fisiche e non.
Ho l'esperienza che me lo dice, e so di poter confidare su uno sguardo Materno.

Nei giorni scorsi ho provato a prenotare gli ostelli a san Giminiano ma senza successo....pare che non prendano prenotazioni! Quindi l'unica via possibile è bussare alla porta. Senza poter calcolare quello che succederà.

Questo viaggio in treno mi ha riportato a percorrere alcuni luoghi dove sono passato l'anno scorso e dove con questa ferrovia, si è intrecciato il mio cammino a volte passandoci sopra, a volte passandoci sotto. Vedo scorrere le strade, i sentieri, i crinali che lentamente mi avevano visto passare ora sono io che li vedo passare velocemente dal finestrino di questo treno.

Domani si parte la prima tappa è san Giminiano Monteriggioni, 30 km circa sulla carta. E si narra che sia una delle tappe più belle del cammino verso Roma.
Ancora qualche ora per scoprirlo.
Il tempo non è dei migliori, un velo toglie l'azzurro al cielo e il sole pare abbia messo il cartello “torno subito”.

Siamo in attesa, un attesa emozionata e ansiosa, con la convinzione che sarà un cammino, non privo di fatica, non privo di decisioni, non privo di responsabilità, o con una libertà automatica secondo “Grande Fratello”, perchè se non fosse così non diverrebbe Storia, non sarebbe Storia tutto quello che succederà nei prossimi giorni, non avrebbe senso alcuno per la mia vita, il mio procedere. E tutto alla fine sarebbe ancora una volta uguale a se stesso ogni pietra, ogni granello di polvere, che solleverò con le mie scarpe.

Arrivato a san Giminiano vado dall'ostello dei frati dove trovo un biglietto chiaro come le giornate di sole in estate... Venerdì 13 non ospitiamo!
Allora lemme lemme mi avvio verso le suore Benedettine di clausura, suono e mi apre una suora gentilissima, anzi la sua non era una modalità, ma una condizione reale, e allora dico serena!!!
Scambiamo qualche parola e si rammenta del passaggio di altre Salsesi... 3 anni orsono!!! Sistemato in camera mi avvio per le vie di san Giminiano a curiosare e far foto. Purtroppo la torre grande oggi è chiusa al pubblico.
Bevo su una terrazza panoramica un bel bicchiere di vernaccia e lentamente arriva la sera, alle 18 prendo messa... un po mi scappava da ridere perchè la predica in toscano non sembra una cosa seria!!!!
Per cena una bella fiorentina con un bicchiere di montepulciano!!! Si sa, chi ben comincia è a metà dell'opera!!!
ora sono le 21.30 la stanchezza c'è, la voglia di prendere sonno meno.
Domani sarà una giornata impegnativa, Monteriggioni mi aspetta.
Finisce qui la mia prima giornata di cammino, senza aver camminato per la via, ma per le vie di san Giminiano.

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MessaggioInviato: Ven Mag 13, 23:24:59    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Dom Mag 15, 23:24:19    Oggetto:  
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14 Maggio 2011

La sveglia suona presto... a strapparmi dalle braccia di Morfeo un suono di violoncello con un aria tenue e delicata!!!!!
Subito vado nella foresteria thè caldo della macchinetta e qualche biscotto.
Da una porta esce la Suorina ed iniziamo a parlare... bene, in 5 minuti mi ha detto molte più cose lei sulla mia vita che tanta gente in giorni e giorni... giuro che è stato quasi scioccante!!!

Parto, iniziamo ufficialmente il cammino che mi porterà a Roma, all'uscita dalla porta del convento di San Girolamo,vengo accolto dal rintocco di una campana... anzi da sette rintocchi chiari e cadenzati.
Mi avvio di gran carriera verso porta San Giovanni e accendo il tracciatore gps...
All'uscita da San Giminiano le prime difficoltà, non ci sono segnali, niente pellegrini con il bordone, ma fortunatamente , il book in mio possesso (grazie Teso), ha indicazioni chiare e precise. Dopo un paio di km vedo il primo segno... proprio su una deviazione scritta sulla mia cartina, e abbandono la strada asfaltata, per lanciarmi giù nel bosco.
La giornata è bella, al mattino c'è la giusta aria per camminare. Un verde folgorante mi circonda e il mio passo è spedito. I cartelli sono frequenti e corrispondono alla cartina, ma... quando per la cartina ero al decimo km per il mio gps ero già oltre i 13... e visto il tempo trascorso...

Mi trovo a guadare dei fiumiciattoli, mettendo alla prova il mio equilibrio sui sassi... e provando il goro-tex delle mie scarpe.
E con il petto in fuori e di buona lena, cammino tra campi, ville con cespugli di rose, e inizio così a “sgranare” per 20 volte la mia mano destra!
Cammina e cammina arrivano le 11 e mi trovo davanti all'antica badia di Coneo.., Romanica praticamente originale in tutte le sue parti. Peccato che era chiusa. Pausa di 15 minuti e un po di frutta secca!!!

Mi trovo a scendere per carraie che costeggiano campi ed orti quand'ecco che da lontano vedo un cane bianco, libero di medie dimensioni... che mi guarda. I bastoncini ancora non li avevo usati ed erano attaccati allo zaino. Decido di fare l'indifferente ed il cane devia dalla strada a un campo quasi ad evitarmi... ci passiamo guardandoci con la coda dell'occhio e, passati alcuni secondi mi giro per vedere cosa fa... nello stesso istante anche lui ha fatto lo stesso... ci siamo guardati quasi sorriso, e si è meritato una fotografia!!!
Presto mi trovo a camminare su un antico selciato medioevale, che velocemente mi porta verso il paese di Quartaia dove vedo un bar, e la tentazione di prendere un caffè vince sulla voglia di proseguire...
Io Volevo solo prendere un caffè, ma nella vetrinetta c'era un bignè tutto solo con i suoi capelli di glassa bianchi che mi guardavo con il suo occhio, contornato da un qualcosa di giallo.
Ho cercato di capire se non si era lavato bene stamane, o cosa potesse essere quella cosa giallo crema... ecco sembrava crema! Sprezzante del pericolo decido di approfondire la faccenda e alla barista chiedo un recupero d'urgenza dal fondo della vetrinetta. Me lo porta su un piattino bianco a fianco del caffè.... ebbene si, era crema!!!

Risolto il dilemma riparto in piena forma,e mi trovo a camminare per sentieri in mezzo ai boschi, su strade così antiche i sassi avevano inglobato le conchiglie del mare di chissà di quanti anni fa, poco dopo ho avuto la risposta... credo non tanti anni fa dal terreno spuntava in parte un infradito!

Mi trovo a costeggiare un canale che mi porta al paese di Gracciano sono le 12.15 la fame c'è, e un pezzo di focaccia farcito sparisce nei meandri della mia bocca!!! sosta di 15 minuti
Riparto e subito mi ritrovo a camminare in aperta campagna tra prati e campi di frumento dove le rondini volano radenti a caccia di insetti. La strada diventa presto bianca e polverosa, i prati sono sostituiti da distese di erbacce brulle e campi arati che mettono in evidenza il rosso della terra senese. Al centro di molti campi unici testimoni del mio passaggio spaventapasseri, li a far l'unica cosa che possono fare, attendere ma neppure loro sanno cosa.
Dopo aver superato il caseggiato di Badia isola, entro in un bosco, ascoltando un po di musica per aiutarmi a tenere il ritmo la stanchezza inizia ad emergere.
Se per tutti i passaggi assolati c'ero stato attento, ho sempre tenuto allertati i sensi in modo particolare la vista, stavolta ero distratto... ma fortunatamente non era distratta lei. Una bella biscia verde smeraldo, che mi è partita a razzo a pochi centimetri dalle gambe... io vedendo un movimento così veloce ho preso una paura tale che ho fatto il nuovo record di salto all'indietro con semiurlo e scatto da cobra!!!
Conseguenze dell'evento: verifica istantanea delle zone poste al di sotto dello zaino, e spegnimento lettore mp3! Almeno nel bosco.

Esco dal bosco e davanti a me si erge in tutta la sua maestosità montiriggioni e ci arrivo camminando circondato da campi di verde grano, uno spettacolo che non sono in grado di spiegare, ma alla vista di tanta magnificenza, sono tornate tutte le forze e il passo si è fatto ritmato e deciso... quand'ecco che un odore di stallatico (visione ottimistica) arriva veloce alle mie narici mi guardo intorno e non vedo niente, giro una curva e in un campo con una poccia d'acqua, anzi fango c'è un gruppo di maiali che sta allegramente sgrufolando uno mi viene incontro in posa... fotografato anche lui. Piccola riflessione per le donne che fanno i fanghi per diventare più belle, assicuro che i maiali che di fango erano ricoperti belli belli non erano... simpatici si però!!!!

finalmente davanti a me gli ultimi metri in salita per entrare a Monteriggioni... faticosissimi come se la fatica del viaggio fosse arrivata tutta in un colpo entro da una porta sovrastata da una torre, piccolissimo borgo ma stupendo. Il mio gps segna 37,3 km la mappa (che ho seguito alla lettera) dice 29.7... son sicuro si chi ha ragione!
Vado al centro di accoglienza pellegrini mi dicono che è tutto pieno ma, mi portano, in una chiesa poco lontana dove mi viene data una stanza.

Sono le 20.10 in questo momento... vado a prepararmi la cena
Credo che si concluda qui il mio primo giorno di cammino.

Errata corrige... già avevo conosciuto un pellegrino nella Stanza accanto la mia, Daniel un veneto!
Ma quando arrivo in cucina trovo Altre due signore Venete, una tedesca, un spagnola, l'ospitaliere e da prima uno poi due parroci tra cui don Doriano parroco del posto.
Bella serata piacevole e armonica! Pasta, e di secondo fiorentina, e anche per domani le proteine sono garantite... e aggiungo era pure più buona di quella di ieri sera.
Ora prima di andare a dormire mi aspetta l'operazione di cucitura dei miei piedi... due vesciche sono cresciute, entrambe una sul 4° dito del piede dx, l'altra sul 4° dito del piede sx... almeno non zoppico.
Buonanotte!

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MessaggioInviato: Dom Mag 15, 23:24:42    Oggetto:  
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15 Maggio 2011

La sveglia suona alle 06.10, pimpante mi alzo da letto ed inizio a preparare lo zaino. Ore 06.30 appuntamento con gli altri pellegrini per la colazione.
Latte un paio di fettine di torta.
Si parte mancano pochi minuti alle 07, ed usciamo dalla canonica.
Dobbiamo fare 3 km per arrivare al punto ufficiale di partenza della tappa. Ho usato il plurale, infatti non sono solo ma cammino con Due allegre e pimpanti signore venete, Sonia e Anna e insieme ci lasciamo alle spalle Monteriggioni. Camminando per carrarecce circondati da campi di grano e papaveri rossi (più di mille e questo avrebbe fatto contento il grande Faber), passiamo per il paese medioevale di cerbaie con due castelli non enormi ma suggestivi nel panorama infinito dei campi toscani.
Ci buttiamo su una strada asfaltata con ai lati distese di terre rosse, e con passi n etti e veloci arriviamo presto ad abbandonarla per un altra strada bianca, e dopo poco inizia a piovere, subito quella pioggia sciocca già incontrata tante volte l'anno scorso che come ti tocca la pelle subito evapora dandoti solo la sensazione di bagnato, ma dopo una mezz'oretta la pioggia si fa intensa! Ci fermiamo e indossiamo le mantelle.
Con passo rapido ci lasciamo alle spalle il sentiero che sotto la pioggia sembra non finire mai, si chiacchiera, e insieme si cercano i pellegrini con i bordoni, che ti danno la conferma della giusta via.
Poiché siamo in una zona totalmente isolata, e sbagliare strada vorrebbe dire un sacco di km in più.
A essere onesti avevamo due cartine, una la loro che dava un percorso di 15 km e la mia che diceva 20 km... abbiamo perso l'incrocio giusto e ci siamo ritrovati sulla mia mappa, quindi tappa più lunga.
Stanchi e bagnati arriviamo all'ingresso di Siena il mio gps dice già 23 km meno i 3 aggiunti la mattina dovremmo essere arrivati ma così non è.
Infatti prima di arrivare a piazza del campo meta della giornata ci troviamo a fare latri 5 km circa... e siccome non abbiamo mai sbagliato strada se quello di ieri era un dubbio, oggi è quasi certezza, credo che le cartine siano ottimistiche sulle distanze da percorrere.
Andiamo dalle suore di san Girolamo, ed entrati c'è un immagine del santo che ci accoglie a braccia aperte. Il tempo di posare gli zaini e si va a pranzo. Doccia e riposino meritato.

Alle 18 circa usciamo e si va a visitare la stupenda Siena, con una luce strana creata dai raggi del sole che bucano le nuvole, e un vento forte e gelido, accarezza le piazze e sostiene il volo dei grassottelli piccioni che popolano questa città, e speriamo, porti via il brutto tempo e renda più asciutto il nostro cammino.

Prima di terminare la pagina di oggi aggiungo una citazione “perchè in america lo sanno che i padani sono duri” Dedicata alla Sonia e all'Anna, che nei 28 km affrontati oggi non hanno (abbiamo) fatto nemmeno una mezza pausa... ah non pensate che la citazione appartenga a Bossi o altro personaggio della lega è solo una vecchia canzone dei nomadi.

Finisce qui il secondo giorno di cammino

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MessaggioInviato: Mar Mag 17, 22:58:51    Oggetto:  
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16 Maggio 2010

La sveglia anche oggi di buon ora, dopo una rinfrescata e una notte passata su un divano (ma va benissimo così) Io, la Sonia, L'Anna e le due pellegrine tedesche (Orsola e Sibilla) ci troviamo insieme a far colazione preparata dalle suore la sera prima e lasciata nei thermos...
purtroppo non c'erano biscotti secchi così salutari e leggeri, ma dei pesanti, e ipercaloricii pasticcini di pastafrolla alle mandorle e zucchero, avvolte per metà da un vestitino di cioccolata... preoccupato che il mortal pericolo non cadesse nelle fauci di altri ingenui e semplici pellegrini con ardimento mi sono lanciato all'attacco neutralizzandone diversi.
Finito di mangiare salutiamo l'ursula e la Sibilla che oggi si fermeranno una decina di km prima.
Noi padani indomiti invece facciamo tutta la tappa che, come ieri ha per le due mappe in nostro possesso chilometraggi diversi.
Partiamo di gran lena e usciamo da porta Romana, e distratti dal chiacchierare non vediamo l'incrocio a sinistra e sbagliamo strada. Fortunatamente l'Anna se ne accorge subito e la cosa ci costa solo cinquecento metri.
Ci allontaniamo su una stretta via asfaltata da Siena, alle nostre spalle la torre del palazzo comunale e il campanile del duomo scrutano i nostri passi e si domandano con la certezza dei secoli su cui poggiano, dove stiamo andando, non noi, tre pellegrini dalla meta ideale sicura, ma questo popolo che non sa più riconoscere neppure da dove è venuto.

Ben presto ci troviamo a camminare in campagne verdeggianti, con trionfi di grano orzo e piccoli orti curati come se fossero giardini di re.
Mi viene in mente il giardino di casa mia dove ogni pianta, fiore riceve le tutte le attenzioni che li servono, e l'unico pericolo a cui devono stare attente è il gigante del mio nipotino.
Passiamo da un agriturismo (Renaccino) dove dei bellissimi cavalli fanno colazione nel campo e una cavalla con il suo puledrino si staglia sul crinale della collina offrendo all'obbiettivo della mia macchina fotografica, il bel colore baio, contornato dall'azzurro di una giornata splendida.
Tra una chiacchiera e l'altra, arriviamo al castello di Grancia di Cuna, peccato un po abbandonato e diroccante. Prima pausa su delle panchine, le due nuove amiche su quella di sinistra, io su quella di destra assieme ad un vecchietto del posto, tiro fuori la mia amata frutta secca e inizio a mangiare.
La descrizione potrebbe finire qui, se non fosse che l'anziano signore per tutto il tempo che sono stato li ha scambiato qualche frase, ma tra una frase e l'altra ci piantava delle scatarrate per terra degne dei migliori saloon del far west!!!

Ripartiamo e se fino ad ora era una tappa piacevole, si trasforma in incanto!
Ancora una volta non ho le capacità letterarie di descrivere i panorami, che ipnotizzavano il mio sguardo, con il vento che accarezzava le spighe e i prati stabili formando effetti di luce e ombra che sembrava di essere immersi in un mare di erba. Il canto degli uccellini accompagnava il nostro passo fino a ponte d'arbia, meta della giornata odierna. Sono le 14.10, abbiamo percorso 28 km. Entriamo nell'ostello del grest, doccia bucato e al bar mangiare qualcosa.
Finito il pranzo ci siamo dedicati a un po di relax, e ci è venuto a trovare uno degli ospitalieri del posto, be la sensazione è stata quella di non essere li per caso, ma di essere li perchè attesi. Contento di poterci salutare e di offrirci tutto il suo aiuto, nelle piccole difficoltà che abbiamo incontrato o consigli sulle tappe future.

Poi a cena nel ristorante di fronte all'ostello....ottima! Ravioli tartufo e porcini e tagliata rucola e grana e acqua! Prezzo ridicolo!!!!!

anche la terza giornata di cammino è giunta al termine.

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MessaggioInviato: Sab Mag 21, 14:44:38    Oggetto:  
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17 maggio 2011

Per iniziare la giornata odierna dobbiamo in realtà finire quella di ieri sera, perchè: Dopo che eravamo tutti e tre a letto, la casa inizia a scricchiolare di rumori sinistri e li per li non ci faccio caso.
Ad un certo punto si sente un doppio schiocco come di serratura che si apre, allora le mie compagne di viaggio prendono paura (io per nulla, ma mi sembrava giusto sottolinearlo...Neutral) e mi chiamano per andare a controllare poiché la casa è abbastanza grossa. Esco dalla mia stanza con la pila sulla fronte (stavo ancora leggendo) e con i bastoncini senza gommini, inizio a girare per casa, senza trovare nulla. Sta di fatto che però dal quel momento anche i rumori sinistri sono cessati... un pellegrino con i bordoni accuminati fa paura!

Inizia la tappa
Sveglia ore 06.10, ci si prepara, e si esce dall'ostello, riattraversiamo il ponte dove un volo di colombi, saluta il nostro passaggio. Passato il ponte ci fermiamo e siamo costretti a togliere gli zaini, quello che si era previsto la sera prima è successo veramente... Siamo arrivati al bar per fare colazione bignè alla crema (sempre con occhio cisposo) e un cappuccio.
Si riparte veramente, il primo tratto su una strada bianca in mezzo ai campi, e con l'Anna abbiamo detto le lodi mattutine, e cantato. Lungo il cammino delle belle nutrie rimanevano indifferenti al nostro passare, ma si sa non sono del posto e non sanno che siamo pellegrini!

Arriviamo a buonconvento e li decidiamo di tenere la cassia per un po' (l'alternativa era un tratto in più). Il traffico non aiuta la concentrazione ma dopo pochi chilometri imbocchiamo un sentiero sulla destra e inizia quella spettacolare campagna che ci ha accompagnato fino alla fine.
Ed è ancora un esplosione della natura un falco in spirito santo ci sovrasta, fermo leggero libero nell'aria, in lontananza montepulciano che sulla sommità della collina domina il territorio sottostante. E un passo dopo l'altro lasciandoci alle spalle 25 km, arriviamo a San Quirico. Qui dobbiamo aspettare un oretta prima che arrivi qualcuno ad aprirci l'ospitale, nel frattempo riposiamo e guadiamo la magnifica chiesa della collegiata.
Poi come ad ogni arrivo doccia bucato e riposino. Usciamo prima di cena per visitare il paese, semplicemente incantevole. Un borgo medioevale perfettamente conservato, le chiese le vie i palazzi i giardini, attorniati dalle mura del 1200 hanno conservato lo splendore di un tempo.

Domani tappa dura da san Quirico a Radiocofani... oltre 30 km sulla mappa non oso pensare sul gps!!

finisce qui il quarto giorno di cammino

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MessaggioInviato: Sab Mag 21, 14:45:28    Oggetto:  
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18 Maggio 2011

Sono le 22.15 e le condizioni per scrivere non sono ideali... il perchè lo intuirete solo alla fine. Ma partiamo dall'inizio giornata.

Ore 06.00 sveglia dopo il rito (e assicuro che è tale) della preparazione degli zaini usciamo per far colazione. Il dubbio di essermi dimenticato qualcosa torno indietro e ricontrollo... il mio disordine è tale che a volte avrei bisogno di “rastrelli” a denti fini per raccogliere tutto.

Anche stamattina lodi tutti e tre insieme e un canto che non poteva essere di miglior auspicio. Ave Maria splendore del mattino che da quando faccio questi pellegrinaggi è stata la mia canzone di inizio giornata.
La giornata parte subito bene passiamo per il paese di Vignone alto, piccolo borgo medioevale sulla cima della collina una piccola perla in armonia con la natura, da un arco si scorge la nostra meta... e siccome è infinitesimamente piccola all'orrizonte, qualche domanda ce la poniamo. Ma felici di tutto quello che ci circonda ripartiamo.
Ieri ero in seria difficoltà a descrivere i luoghi in cui camminavo oggi ancora di più... e non sto scherzando, mi sento di poter dire che:
non so come è fatto il paradiso, ma oggi mi sono fatto almeno un idea di come potrebbe essere.
Il cammino è leggero, quelli che erano davanti a noi: castelli, campi, boschetti, guadi, in men che non si dica erano alle nostre spalle, dopo 10 km circa la prima pausa al paese di gallina in un bar dove un bel caffè mi da una carica ancora maggiore di quella che avevo, mi sentivo, anzi mi sento in forma splendida!
Arriviamo presto nel paese di Bricole, e all'improvviso esce da dietro un muro un bel pastore maremmano con fare aggressivo e corre verso di noi. Eravamo già stati avvisati della presenza di questi cani, e io preventivamente avevo tolto i gommini ai bastoni. Fortuna ha voluto che a 4-5 metri ha deviato la sua corsa scartando di lato, probabilmente stava difendendo solo il territorio.

Abbandoniamo le strade sterrate per riprendere una tranquilla strada asfaltata, dove panorami stupendi ci mozzano il fiato, ritengo la val d'orcia uno dei posti più belli che ho visto in vita mia.
A un certo punto due cavalli con sullo sfondo la fortezza di Radicofani (nostra meta odierna) ci ispirano a far delle foto. Ci piacerebbe averne una tutte e tre insieme, ma non esistono luoghi adatti per un autoscatto... Ironico dico “potremmo aspettare un altro pellegrino” (siamo soli o quasi nella tappa), L'Anna dice potremmo fermare una macchina... ci giriamo e una macchina mette la freccia, scende una signora dall'aspetto più che piacevole, e ci chiede se possiamo fargli una foto con quello sfondo... ovvio che gli diciamo di si, chiedendo in cambio che lei ci facesse una foto tutti e tre insieme.. e non aggiungo altro.

Arriviamo a radicofani e troviamo tre signore che gentilmente ci accompagnano all'ostello, bellissimo, curatissimo e pulitissimo. Con tanto di sopralluogo del sindaco con un responsabile “traciatore” della via... a cui spiego tutta la mia esperienza.

Doccia bucato e riposino, oggi sono stati 33 km. Intanto che sono sdraiato, leggo con il cellulare una mail e apprendo una notizia che altri non è che la classica ciliegina sulla torta...
Poi giro, fino alla rocca e al suo mastio da cui domini tutta la val d'orcia... spettacolo!

La cena: Credo che sarà inutile al mio ritorno pesarmi per vedere quanto sono dimagrito... rischio il contrario. Pici porcini e tartufo.... filetto di chianina, patate fritte una bella bottiglia di vino locale e amaro (32°) del posto... prezzo Più che ridicolo

Usciamo ridendo dal locale (immaginate il perchè) e mi diletto a far altre foto al paese in notturna. Poi tutti e tre Felici a nanna...

finisce qui il quinto giorno di cammino, ma non posso non aggiungere una cosa.
Oggi ho fatto il pieno di bellezza.

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19 Maggio 2011

Oggi tappa particolare, di passaggio tra una regione e l'altra.
Abbandono le terre che hanno visto come protagonista la patrona d'Italia, Santa Caterina da Siena, e entro ufficialmente nel Lazio.

La sveglia alle 6.05 un po assonnato ma ci mettiamo subito in marcia per affrontare la giornata. Usciamo dall'ostello e ci dirigiamo di fronte al vicino bar per far la doverosa colazione.
Usciamo presto dal paese lasciandoci alle spalle un luogo che difficilmente dimenticheremo nella nostra vita, e dove sicuramente vorrò tornare.

Presto abbandoniamo la strada asfaltata per immetterci su una carrareccia, e dopo le lodi e il canto iniziale, ci avviamo seguendo sempre i pellegrini con i bordoni che abbondano sull'incalzare dei nostri passi.
Una delle differenzi grandi e positive rispetto l'anno precedente, è proprio quella che se soprattutto in versilia mancavano quasi totalmente i segnali della via, qui a volte si diramano offrendoti alternative. Alternative che fanno mancare gli incontri... ma lo vedremo più avanti.

Mentre camminiamo un leprotto sulla strada ci corre incontro ed faccio segno alle mie due compagne di viaggio di fermarsi e stare fermi.
Questo simpatico leprotto continua la sua corsa verso di noi, infatti non tutti sanno che se le lepri ci vedono bene ai lati, hanno un punto cieco proprio di fronte a loro... e solo quando è a un paio di metri da noi, si accorge della nostra presenza, si ferma si mette di lato e scappa a lato della strada schiacciandosi a terra dietro due fili di erba (posizione chiamata cùbi), con calma estraggo la macchina fotografica e immortalo anche lui nell'album della via francigena.

Riprendiamo a camminare cantando le canzoni degli alpini e prendendocela un po comoda. Dopo aver percorso una decina di km arriviamo a un bivio che si rileverà cruciale, infatti i pellegrini andavano sia a destra che a sinistra. Il mio disegno diceva di andare a destra, mentre le indicazioni scritte dicevano a sinistra, la mappa della Sonia e dell'Anna, diceva di andare a sinistra, e avevano come riferimento il poderetto. Nel dubbio chiediamo al bar vicino... il poderetto è a sx, e il dado fu tratto.

La differenza dei due sentieri era che a sx si manteneva il fondo della vallata, mentre a destra si sarebbe tenuto un crinale.
Dopo un bel pezzo di cassia (non molto trafficata) prendiamo una via laterale che ci ributta in mezzo alla natura.
Nel frattempo mi chiamano i miei amici Teso e l'Elena chiedendomi l'esatta posizione. Quando ad una chiamata mi chiedono se ero vicino a prociano (posto sul crinale) la mia risposta... “si vedo le torri... ma sono in vallata e da li non passo”. Passano pochi minuti e arrivano due sms (Teso e L'elena) “imprecanti”!!!
Ebbene Oggi è il mio compleanno e L'Elena, Teso, e Zana mi aspettavano la!!!! Ma che grandi Amici che ho... Peccato si sarebbe potuto mangiare insieme, e con il senno di poi... si sarebbe dovuto prendere il bivio a dx!

Ci troviamo comunque all'arrivo ad Acquapendente e insieme mangiamo un gelato e stiamo insieme un oretta, poi il lungo viaggio di ritorno li costringe a rientrare!
Io non so come dire grazie a queste persone e a tutte quelle che mi hanno fatto gli auguri in modi diversi, “29 più una sestina” di anni fa Smile nascevo io! Difficile dire perchè sono nato o cosa ha ancora in riserbo per me la vita ma ci sono ed è un fatto reale! Un paio di settimane fa a Rimini ho sentito un prete, che ha detto la seguente cosa...

“Se io non fossi nato, quale meravigliosa cosa ci sarebbe di meno al mondo.
Il compleanno è il giorno in cui ci si sente fatti con stupore non potendoci fare.
Ci sono, sono stato fatto come una cosa buona, ma tutto quello che ho fatto nella mia vita non ha riempito fino in fondo la nostalgia che vive nel cuore...
Non centra nulla quello che abbiamo fatto, perché l'unico dato reale magari dimenticato, nascosto, è che potevo non esserci ma Uno mi ha voluto.”

Sull'argomento mi fermo aggiungendo solo Grazie Teso, Grazie Elena, Grazie Zana!

Accompagnato in macchina fino al convento (foto visibile anche su fb... che verrà sicuramente usata contro di me Smile), Saluto i miei amici e vengo accolto da una suora e un ospitaliere che mi fa vedere le stanze, e dove le mie care compagne di viaggio già erano entrate.
Poi un po di riposo in mezzo a una pace armoniosa, e la cena alla sera pizza e crema catalana gentilmente offerta dalle pellegrine che sono con me.

Finisce il mio sesto giorno di cammino.
Roma si avvicina

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MessaggioInviato: Dom Mag 22, 16:51:02    Oggetto:  
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20 Maggio 2011

Dormire nelle cellette di un convento fa un certo effetto. Soprattutto quando questa hanno conservato il fascino originale dei tempi che furono. Pavimenti in mattone, finestra monovetro in legno di non so quanti anni fa, soffitto con travettini a vista e arredamento diciamo vetusto. Ma tutto questo non è un difetto, anzi! Ti fa apprezzare l'essenzialità delle cose.
In tutti i modi sveglia alle 06.15, prepariamo subito gli zaini e partiamo tutti e tre. chiudiamo la porta del convento alle nostre spalle, e un po dispiace lasciare quel chiostro dove il tempo pareva non avere fretta ed era in perfetta armonia con quel luogo.

Devo dire che l'inizio di oggi è stato teso, perchè pur abbandonando la via cassia da subito, siamo finiti su una strada laterale dove camioncini del mercato sfrecciavano a tutta birra! Facendoti letteralmente il pelo. Fortunatamente dopo poco più di un km abbandoniamo questa strada per buttarci su bei campi coltivati.

Arriviamo di gran lena a San Lorenzo con 11 km alle spalle e dal fruttivendolo compriamo un po di frutta, e poco dopo pausa merenda al bar.
Bella sosta di circa 30'. Ripartiamo e all'uscita del paesetroviamo i cartelle marroni grossi di Via Francigena senza pensarci li imbocchiamo. Mi rendo conto che siamo fuori mappa, ma un anziano el posto ci conferma che la strada è giusta, e poco dopo il segnale si ripete.
I dubbi erano forti chiediamo a un altro anziano e riconferma.
Morale ci troviamo su una via francigena tracciata a cartelli che finisce in riva al lago che è impossibile da costeggiare mentre per le mappe avremmo dovuto tenere il crinale, credo che quei cartelli siano da togliere quanto prima.
L'uniche alternative possibili erano o ritornare in cima salendo di 350 mt e 2,5 km o la via cassia per 10 km chiediamo a una serra e ci indica una alternativa temporanea che ci permette di saltarne un pezzo. Poi non avendo alternative ci buttiamo sulla via grazie al cielo non troppo trafficata ma senza banchine. E altra cosa che sicuramente non aiutava il sole a picco!!!
Dopo circa 3 km troviamo un signore a cui chiediamo consiglio e lui ci indica una possibile via di fuga interna su strade bianche... in quel momento estraggo il supporto tecnologico, battezzato dalle mie compagne di pellegrinaggio il “toseto” (bambino in veneto n.d.r.). Supporto tecnologico che consiste nell'uso di una funzione gps sulle mappe di google. Con le indicazioni del signore e la visuale aerea dei sentieri con il telefonino! Arriviamo alla meta passando per posti veramente belli, con il lago di
bolsena che ci scorreva veloce alla nostra destra.

Anche oggi sono 24 km. Dormiamo dalle suore sacramentine, e riposati un poco, andiamo a fare un giro per il paese. Bellissimo il castello, con visuale sul lago, e il borgo medioevale in ottime condizioni. MA ancor più bella la chiesa di santa Cristina martire del 300 d.C. Circa dalla storia incredibile,raccontataci in modo stupendo dal “campanaro” dell'abbazzia che ne conserva le ossa. Con riferimenti storici reali iscrizioni, e particolari che riescono a dare uno spessore inimmaginabile a una storia che di per se ha dell'incredibile!
Ma aggiungo che non faccio neppure molta fatica a crederlo dopo che ho visto quante cose incredibili sa fare Dio.

La cena: oggi siamo stati più leggeri... almeno di secondo!
Infatti mi sono pappato dei buonissimissimi (buonissimi non bastava) spaghetti alla carbonara... sono i loro posti d'origine, e una bella frittura di pesce! Dopo tanta carne sarete d'accordo con me che era doveroso!

Stanco, oggi anche un po indolenzito, con vesciche nuove sotto le 5° dita dei piedi, non ancora trattate chiudo il mio settimo giorno di cammino.

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MessaggioInviato: Dom Mag 22, 16:52:00    Oggetto:  
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21 Maggio 2011

Stanotte ho condiviso la camera anche con un tedesco di nome Ernesto, ma non credo sia quello del romanzo di O. Wilde.
Lui è partito dalla germania 2 mesi fa e scendendo dalla svizzera è arrivato fin qua.
Mi viene da presumere che non ha famiglia, mentre io che sono lontano da casa da pochi giorni ci penso, e pensando alla mia famiglia ripartiamo io, Sonia e Annamaria per la tappa odierna.... dopo un cappuccio e un cornetto con la crema, non si sa mai che arrivi un attacco ipoglicemico!

Ci portiamo in alto sul crinale, e lo spettacolo del lago di Bolsena alle luci del mattino è veramente una gioia per gli occhi, e per l'anima!
Ave Maria splendore del mattino cantata quest'oggi è più vera che mai!
Nel nostro cammino incrociamo un recinto dove vi è una famigliola di piccoli maiali neri buffissimi, ovvio che il dito da fotografo scatta e giuro avrei fatto meno foto a una modella.

Il cammino di oggi è stupendo, in mezzo a boschi e praterie, un'altra lepre come quella dell'altro ieri ci corre incontro, fotografata al volo!!!
Mentre scrivo riguardo le foto e mi sento appagato. Con paesaggi così chiunque farebbe belle foto, ma il gusto di aver fermato quell'istante per “sempre” è una sensazione meravigliosa.
Attraversiamo il bosco di turona dove un bel gatto ignorandoci totalmente beve direttamente dalla vasca di una fontana, qui decidiamo di fare una pausa quasi 10 km erano già alle nostre spalle.
Dopo essersi ristorati e abbeverati, ripartiamo. E raggiungiamo su carrerecce Montefiascone. Prima dell'arrivo incontriamo il sig. Benini, che ha lavorato alla saipem di Cortemaggiore, e quando sa che sono di Salsomaggiore snocciola nomi di concittadini che detti così credo di non conoscere se non altro per la differenza di età! Con lui ci fermiamo a parlare per più di mezzo'ora.
L'ingresso in città interminabile, sull'asfalto accaldato da un sole quasi estivo, e con alle spalle quasi 22 km (contro i 18 della mappa). Arriviamo alla piazza e contattiamo l'ostello per la notte, un convento di suore.

Dopo il rito del lavaggio di se stessi e dei vestiti, un po di relax e poi a visitare la città. Dal cui castello si vede tutto l lago di bolsena che con le luci della sera è spettacolare!
Ultima nota degna di merito... Ravioli al ripieno di castagne con sugo di porcini... e non aggiungo altro!

Anche l'ottavo giorno è tramontato

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MessaggioInviato: Mar Mag 24, 20:02:52    Oggetto:  
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22 Maggio 2011

La notte in convento stavolta non è stata tranquillissima, non so che orari delle preghiere abbia quest'ordine di suore, ma porte, docce, e rumori vari si sono propagati per tutta la notte... magari erano fantasmi ma non ho avuto il coraggio (e la voglia) di guardare fuori della porta!
Se ci tenevano si facevano vedere loro!
Nel dormi veglia ho sognato, e come al solito non ricordo i miei sogni, anzi non ricordo neppure di sognare! So solo che c'era mia cugina J...

Bene! Lo spettacolo offerto ieri sera dal lago di bolsena è ancora vivo nei miei occhi, Ma oggi si “attacca” una grande città, Viterbo! E come tutte le grandi città avrà il suo contributo di asfalto nelle ore calde del giorno.
Oggi è anche l'ultimo giorno di cammino assieme all'Annamaria, e Sonia, le due pellegrine vicentine incontrate sulla Via.

Partiamo e dopo 200 metri il primo problema, trovare un bar aperto!
Superato questo scoglio che arginava il mare (non me ne voglia il grande Lucio), iniziamo a scendere verso viterbo calpestando la massicciata della vecchia via cassia, ancora usata come strada di campagna. Fa pensare poter calpestare un qualcosa di costruito migliaia di anni fa e che ancora svolge appieno la sua funzione, e ancor di più fa pensare quante persone, e con esse quante storie sono passate su quei sassi. Magari i sassi hanno una memoria interna, una specie di hard disk... e chissà un giorno, se riusciremo anche a leggerla, quante storie incredibili ci racconteranno.
Camminando in aperta campagna tra ulivi e campi arriviamo presto alle terme pubbliche, credo che si chiamino bulicame, qui vediamo un gruppo di 4 pellegrini... e tentati anche noi in meno di un attimo eravamo coi piedi a mollo in vasche piene di acqua solforosa.
Del resto avevamo già percorso 13 km e non ci eravamo ancora fermati.
L'odore ricorda un po l'acqua di Tabiano, ma all'apparenza è più limpida, nella mezz'ora che stiamo li continua ad arrivare gente, e presto il posto si riempie a dismisura, soprattutto dall'accento da persone del luogo, oggi è Domenica e quelle piscinette sono meta di gite domenicali!

I 4 pellegrini si erano già avviati da alcuni minuti, e noi sentendo aperta la sfida ci lanciamo all'inseguimento e nel giro di 3-4 km li riprendiamo superandoli di gran lena! A dir la verità le mie compagne di viaggio hanno seminato anche me, tenendo un ritmo vertiginoso. Ma alle porte della città mi hanno aspettato e riunito quel gruppo improvvisato otto giorni orsono che oggi arrivati alla meta si è diviso! Infatti la Sonia e L'Annamaria devono tornare a casa finiranno il viaggio verso Roma forse ad ottobre! Che dire che fare forse pensare... forse dire semplicemente buon Cammino, sperando che quello che abbiamo vissuto insieme in questi giorni possa arricchire la loro vita anche a casa.

Io cerco ricovero per la notte e alle 17 esco per visitare Viterbo, sede papale per 20 anni e 8 papi!
Visita guidata alla cattedrale, e camminata tra le vie del borgo antico conservato in maniera splendida!
Bella città, tutta circondata da mura

Sono le 22.20 sono abbastanza stanco e domani mi aspettano una ventina di km sulla mappa e stavolta tutti da solo. Oggi erano 17.7 alla fine il mio gps ne ha contati 21.
Sono preoccupato per una nuova vescica, posta sotto il tallone sx uno dei posti peggiori!!! Poco male in fondo fino ad ora mi è andata bene, non posso lamentarmi.

Finisce qui il mio nono giorno di cammino

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MessaggioInviato: Mar Mag 24, 20:03:48    Oggetto:  
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23 Maggio 2011
La sveglia suona alle 06.15 se gli altri giorni mi svegliavo anche per i rumori delle compagne di viaggio, oggi l'unico suono che pervade la stanza è quello dei violoncelli del mio cellulare.

Ho iniziato da solo questo viaggio l'anno scorso, ho avuto delle piacevoli compagne di viaggio per otto giorni, ora torno a camminare in solitaria!

Quasi da subito abbandono le vie trafficate e i cantieri della città, per inoltrarmi in stradine asfaltate scavate nel tufo, e in mezzo a questi luoghi suggestivi inizio le lodi. Presto vengo circondato da campi d'ulivo e quasi per magia sul lettore mp3 inizia una canzone.. “non lo può certo sapere questa foglia dell'ulivo, il nome di quel vento che la vuole far cadere, ma io so, sarà lo stesso che soffierà il mio cuore, in quel luogo dietro i luoghi dove non basterà il mare”
Ancora una volta il grande Davide Van De Sfroos. Io non aggiungo altro

Presto mi trovo a camminare a fianco dell'autostrada per un 3 km circa, alla sinistra lo sfrecciare delle macchine, alla destra la lenta campagna in un tripudio di colori. Il rosso dei papaveri, il viola di alcune liliacee,il rosa della rosa canina, il giallo intenso come il suo profumo delle ginestre, per il rumore anche qui problema risolto con della buona musica!!!!

Sono passati dieci km e mi merito la prima pausa. Sotto una quercia a mangiare frutta secca!
Riparto e trovo un sentiero che mi ricorda i tanti sentieri trovati l'anno precedente, erba alta con tutte le “spighe del diavolo” che mi si piantano nelle calze e punzecchiano le caviglie, e già immagino la fatica oggi per toglierle tutte una a una.
Il sentiero, anzi il quasisentiero, finisce in un campo di olivi con terra nera e soffice, non vedo indicazioni ma riesco osservando il terreno a vedere chiaramente tracce di scarponi con il tacco molto evidenziato... sicuramente portavano qualcosa sulle spalle, sicuramente zaini, sicuramente erano pellegrini passati prima di me, con due possibilità o avevano ragione o abbiamo sbagliato tutti!!! Avevano ragione!

Dall'alto vedo il paese di Vetralla in lontananza, la meta di oggi! E cantando a squarciagola con i passetti corti per l'accavallamento di un nervo nel piede sinistro avanzo come un caterpillar con un cingolo sgonfio.
Entro in paese e ritrovo i 4 pellegrini del giorno prima, che a dire il vero avevo incontrato per Viterbo scoprendo essere di Brescia.
Non so a che volume cantavo e sopratutto come, ma sostenevano di sentirmi. Poveri loro.
Sulla via incontro un signore che mi offre di aprire il duomo,accetto di buon grado, e mi trovo in una chiesa cinquecentesca con quadri molto interessanti alle pareti, peccato le aggiunte barocche, e a me il barocco proprio non piace!
Poi mi dice di andare a S. Francesco a passare la notte.
Entro in un bar e prendo un tramezzino in fondo erano le 12.15 e anche qui mi suggeriscono di andare a S. Francesco.
Dopo due inviti difficilmente si può dire di no. Ebbene definirò l'esperienza di questo luogo surreale, un cristianesimo Vivo, fatto di un esperienza reale, con annessi e connessi. Con tutta la bellezza e bruttezza dell'umanità nella sua completezza.
Nota particolare la chiesa di San Francesco, un tardo romanico bellissimo, in gran parte affrescata con una cripta suggestiva.

Per la cronaca da mappa erano 20 km per il mio gps 19! Per una volta è andata bene.
Ora vado a nanna e chiudo la mia decima giornata di cammino.

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MessaggioInviato: Mer Mag 25, 23:02:54    Oggetto:  
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24 Maggio 2011

Sveglia alle 6.00 e subito in strada! Ovvio pausa per la colazione in un bar che aveva tutto latte parmalat... quasi come essere a casa!
La decisione di partire presto è dettata dal fatto di evitare per quanto possibile il caldo.
Infatti Come già accennato è il peggior nemico, ti costringe a bere in continuazione, e anche se non te ne accorgi ti rallenta i movimenti!
Oggi devo arrivare al paese di Sutri. La partenza è per 3 km su una strada asfaltata, fortunatamente poco trafficata. All'improvviso dietro la curva un grosso cane nero libero, che abbaia e rincorre le macchine cercando di azzannargli le gomme, io intimorito dall'aggressività tolgo i gommini ai bastoncini, e mi avvicino indifferente... “il cane da pellegrino libero” è la peggior specie. Gli sono a un metro e mezzo circa, infatti il cane era al centro della carreggiata, lo passo e lui non mi degna neppure di uno sguardo! Sinceramente mi sono un po' offeso, avevo voglia di punzecchiarlo, ma evidente non era un cane da pellegrino, ma specializzato macchine!!!

Non passa molto ed entro in un bosco secolare e camminando sulla terra resa morbida dal temporale di ieri, raggiungo i 4 pellegrini Bresciani, e con loro condivido un paio di km di cammino, poi intuisco perchè pur partendo presto, li raggiungono chiacchierano, e questo è normale, ma mentre chiacchierano si fermano... ed è un continuo partire e fermarsi!
Dopo aver condiviso con loro un pezzo di bosco riparto con il mio ritmo tutt'altro che veloce, ma non dispersivo.
La via passa sotto i miei piedi come se nulla fosse. Ma dopo circa dieci km incontro un ostacolo sul sentiero. Dei rami pendenti intralciavano la via, ai rami attaccate saldamente (ma non troppo) delle bellissime e succose ciliegie! Non mi sono tolto lo zaino, non mi sono seduto, ma è stata una signora pausa, alla massaia verranno un paio di vasetti di marmellata in meno!
Presto mi raggiunge un signore che scambio per un giapponese, mentre era un Tedesco di Asburgo. In effetti le due razze si assomigliano molto (so di aver detto una cavolata, ma devo pure crearmi delle attenuanti...), ma il problema vero è che gli ho chiesto se era giapponese... Che figura di...
Insieme a lui camminiamo fino al termine della tappa, è partito da Canterbury, Complimenti!
Nel parlare, in inglese, ovvio, sbagliamo un crocevia e ci ritroviamo su un vecchio sentiero della via francigena, segnato si ma ai tempi che furono, allungo di un paio di km, poco male!
Dopo una breve sosta a Capranica, affrontiamo gli ultimi sei km della giornata, e passando per carrarecce e un tre km di provinciale arriviamo a sutri dove ad attenderci vi è un bellissimo teatro etrusco scavato nel tufo.

Il paese di Sutri oltre a questo spettacolare teatro, merita una menzione per la bella cattedrale, per il resto non è nulla di entusiasmante, anzi case scrostrate, e mal tenute. Peccato!

Stanotte dormo nella casetta delle carmelitane, suore di clausura, ne ho viste un paio una giovane giovane e l'altra di mezza età! Se c'è una cosa che ho notato in tutte le suore incontrate in questo viaggio, è che hanno il viso sereno, esprimono con gli occhi una letizia, incredibile! Anche da dietro una grata. Sempre sorridenti e gentili. Sarà che il mio concetto di suore si fermava alle suore punturone (quelle che fanno a a le punture) di Salso!!!

Oggi pomeriggio è piovuto, ne ho approfittato per riposare un poco, anche a cena sono stato leggero un pezzo di pizza da una pizzeria da asporto e ho preso un po di frutta! Domani mi aspettano 24 km voglio partire presto, se mi sveglio anche prima delle 6, con unico limite che ci sia già la luce. Ho già addocchiato un bar che apre alle 4.00 la colazione è assicurata!


Anche il decimo giorno di cammino è giunto al termine!

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MessaggioInviato: Ven Mag 27, 00:27:02    Oggetto:  
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25 Maggio 2011

LA sveglia di stamattina è puntata alle 5.45, lo stesso orario di quando monto di turno in pubblica!
Con la differenza che li generalmente spengo, mi volto e poi arrivo in ritardo, mentre oggi ero già sveglio che aspettavo la sveglia, credo che sia un nuovo paradosso!

La tappa di oggi parte subito su strade secondarie ed io e il mio nuovo compagno di viaggio, il tedesco incontrato ieri, Joshep affrontiamo con tranquillità, e altrettanta tranquillità recito le lodi, Canto Ave maria splendore del mattino, e Joshep per ringraziarmi (probabilmente non sente bene Smile) recita anche lui una preghiera in tedesco, dove nomina più volte il mio nome, e poi recita il padre nostro, sempre in tedesco, è cattolico!

Caminiamo bene insieme, abbiamo gli stessi ritmi e ci divertimo un sacco a parlare in inglese, almeno io ci provo e la stragrande maggioranza delle volte riesco a farmi capire. Se uno pensa a tutte le parole che conosce di inglese perchè di uso più o meno comune, o perchè cantate in qualche canzone, è incredibile! Certo difficile è stato spiegargli che per stagionare il culatello ci vuole la nebbia (frog)... e tutt'ora mi domando come cavolo ho fatto a finire su un argomento del genere! Ma alla fine ci siamo capiti... e intanto sono passati un qualche centinaio o più di metri!

La bella campagna che ci circonda non è sicuramente quella della val d'orcia, ma ciò non toglie che anche oggi sono passato in bei posti!
Macchiati purtroppo da delle persone incivili che usano la strada per abbandonare ceramiche, laterizi, plastica e rifiuti vari! Giuro, mi sono vergognato! A dimostrazione di una mancanza di amore o anche solo di rispetto per i luoghi che ci circondano. Rispetto per la prorpia terra!
I 24 km della tappa odierna, sembrano non passare mai, dopo le 11 il caldo veramente inizia ad essere pesante, e siccome ci trovavamo su un crinale, l'ombra scarseggiava... eravamo solo io, Joseph, la strada bianca ed impolverata... e il sole sopra tutti a ricordarci che le ombre sono li dove ci sono le cose, e le persone. Dove non c'è niente non c'è neppure l'ombra.

Intanto il gps supera i 24 km, ma del paese di Campagnano non ve ne è traccia e solo dopo altri quasi 4 km e una salita in verticale di 200 metri o quasi in 500 metri di salita, finalmente arriviamo.

Il paese molto antico e dalle spiccate caratteristiche medioevali, nulla di particolare da annotare.
Come sempre doccia, pisolino. All'ostello arriva anche un ragazzo bergamasco, in bicicletta. E' in viaggio da 11 giorni, insieme andiamo a cena... buona e assolutamente economica. Prezzo da pellegrino!
Ora sono le 23 circa, gli occhi mi bruciano dalla stanchezza, ma la voglia di scrivere il diario è più grande.
Stanotte dormiamo in una stanza dell'oratorio parrocchiale, e io dormo su due materassi, infatti ho la rete così dura che sembra quasi che sia il pavimento... sembra, perchè per un pellegrino stanco della giornata, anche se fosse veramente il pavimento sembra di essere sul letto più comodo del mondo.

Termina così la mia undicesima tappa del cammino verso Roma

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MessaggioInviato: Dom Mag 29, 09:36:34    Oggetto:  
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26 Maggio 2011

Anche stamane sveglia presto per provare ad anticipare l'arrivo e non soffrire il caldo.
Alle 6.00 usciamo dall'ostello, salutiamo Fabio il pellegrino bergamasco in bicicletta, e partiamo rapidi con la nostra meta chiara in testa.... il bar per la colazione!
Messo in moto l'organismo con cappuccio brioche e succo di frutta, la tappa inizia ufficialmente, con la meta non proprio chiara... la tappa dice La Storta, ma il Cuore grida Roma!

E questa tappa la inizio così.

Benedetta La madre terra, che per tanti km si è fatta calpestare dai miei passi
Benedetti i campi e i loro fiori, che hanno allietato il mio cammino con i loro colori
Benedetti i fiumi, torrenti e ruscelli che ho attraversato, con il loro scrosciare mi hanno tenuto compagnia,
Benedetti gli uccellini che con il loro canto hanno superato la mia immaginazione.
Benedetto il cielo che sempre, imbronciato o sereno mi ha sovrastato ricordandomi che non sono nulla rispetto al Creato, ma che a questo Creato, per una volontà precisa appartengo anche io.
Benedetto il sole che ha dato la luce perchè i miei passi fossero sicuri, proteggendomi dalle tenebre,
Benedetti i miei compagni di viaggio, che per poco o per molto sono stati un Dono prezioso unico ed atteso senza saperlo, per il mio cammino.
Benedetto sia Dio che ha permesso tutto questo!
E Grazie alla Madonna che anche quest'anno, con il suo sguardo materno ha vegliato perchè nulla fosse oltre le mie forze.

E così anche questa tappa tra i canti di uccellini,i prati di mille colori fioriti, tra carrarecce e asfalto è giunta al termine, con il mio compagno pellegrino Jhosep siamo arrivati sotto un sole cocente alla Storta, meta di oggi dopo aver percorso circa 26 km. Arriviamo alla chiesa bussiamo ed esce un signore ci fa il timbro sulla credenziale, e poi ci indica dove possiamo andare a dormire prima di partire per Roma l'indomani.

Sicuramente domani il primo tratto di cammino lo faremo in treno, fino alla stazione di monte Mario. Infatti il percorso di avvicinamento a Roma prevede passaggi strade molto trafficate e senza marciapiedi, e tutte le guide consigliano di saltare il primo pezzo...
E' noto ai più che un pellegrino stropicciato dalla fatica vale molto di più che un pellegrino stirato da un tir!

Ci avviamo verso l'ostello.

Finisce qui la mia dodicesima giornata di cammino.

O meglio, l'idea era già chiara in testa dopo che per 26 km il cuore lo gridava, e dopo pochi passi verso l'ostello ci siamo trovati davanti la stazione dei treni.
Siamo andati al bar e abbiamo comprato i biglietti.

26 Maggio 2011 bis

Già, una seconda (mezza) tappa! Con il cuore nel Petto che pulsava di pura emozione siamo saliti su quel treno che portava verso Roma... e a monte Mario siamo scesi, come consigliato dai libri!
Appena usciti dalla stazione attivo il gps e vedo in base alle piantine dove siamo, iniziando così un vero calvario sull'asfalto trafficatissimo di via trionfale. Il caldo, il rumore erano veramente eccessivi anche perchè abituati a ben altri suoni e paesaggi, ma l'emozione sempre più forte della meta, era adrenalina allo stato puro che ci faceva sopportare ogni cosa! Dopo un ora o poco meno di traffico, finalmente arriviamo all'arco di ingresso di Montemario, ed iniziamo a salire la collina, e all'improvviso dietro una curva... La Cupola di san Pietro, visibile da un bel vedere assieme a gran parte di Roma. La stanchezza, il dolore di piedi... per ben più di un istante dimenticati, perchè ogni neurone del mio corpo era concentrato ad accogliere ciò che gli occhi vedevano!
Piccola pausa su una panchina, il fisico lo pretendeva. La mia cartina diceva circa 4 o al massimo cinque km. Ripartiamo. Interminabile la discesa da monte Mario con i sassi cementati nel vialetto che martoriavano i piedi già cotti dalla distanza e dal caldo dell'asfalto, veramente facevano male, ho seriamente pensato di scendere ruzzolando, o camminando sulle mani.
Arrivati sul vialone finale, in lontananza vedo degli altri pellegrini, belli con i loro zaini, e sullo sfondo La basilica. Riconosco gli zaini e il modo di camminare, sono i 4 pellegrini Bresciani, li raggiungiamo, le loro facce stravolte dalla fatica (hanno fatto le stesse nostre scelte) li rendeva sicuramente meno belli. Ma avevano una cosa che li rendeva meravigliosi, gli occhi! Gli occhi che raccontavano una Storia ed esprimevano un desiderio vero.

Arriviamo davanti al colonnato di S. Pietro alle 16.45 e li ci fermiamo, vi era una fila interminabile per entrare, e il nostro stato fisico con il peso degli zaini non ci avrebbe permesso di resistere a lungo. Rimandiamo tutto a domani... Creando così la magia dell'attesa, come nel “Sabato nel villaggio” di Leopardi.
Andiamo in albergo, Io ho trovato dalle Suore vicino alle mura vaticane, a 5 minuti da san Pietro. I 4 pellegrini, presso un hotel poco distante, ed Jhosep aveva prenotato già da tempo un camping. Ora sono le 23.20 finisco il diario e, son sicuro crollerò dalla stanchezza, non sentendo neppure il mio vicino di stanza che russa... e assicuro, russa forte!

Domani mattina finisce questo viaggio... gli ultimi 1000 metri, che oggi non abbiamo potuto fare.

Finisce così la mia dodicesima giornata bis di cammino!

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MessaggioInviato: Dom Mag 29, 09:37:35    Oggetto:  
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27 maggio 2011

La sveglia alle 07.10, mi alzo calmo e tranquillo, guardo lo zaino e le bacchette,oggi non saranno con me! In san Pietro per ovvie ragioni non possono entrare, e questo mi dispiace.

Vado a fare colazione nella saletta dell'alberghetto, e poi mi avvio verso San Pietro, senza lodi mattutine ma sgranando la mia mano destra. Ero quasi arrivato,il sole era già alto e scaldava l'aria. E io non avevo nulla per ripararmi dal sole... mi mancava il mio cappellino da pellegrino! Senza indugi torno indietro a prenderlo. Niente zaino, niente bastoncini, ma il mio cappello sarebbe entrato con me nella basilica e avrebbe vissuto con me tutta la giornata.
Sicuramente un simbolo, per me un ricordo, legato a qualcosa di palpabile che mi ha accompagnato sempre fin da Santiago di Compostela.

Finalmente entro nella basilica. Mi soffermo davanti la Pietà, scatto una foto. Giro curioso e stupito di tanta bellezza.
Stormi di turisti sono in tutta la basilica, chiacchierano, senza capire realmente dove sono. E su cosa è fondata la basilica, Io lo sapevo, ma avrò modo di scoprirlo solo dopo. Scusate il paradosso!

Mi avvio verso la sacrestia di S. Pietro, dove trovo l'addetto ai timbri... estraggo la mia credenziale, la apro preparo la macchina fotografica e immortalo l'apposizione dell'ultimo timbro. Quello Della Basilica di san Pietro. Il cammino ha avuto il suo sigillo finale.

Chiedo di incontrare Mons. Bruno Vercesi che è il responsabile della accoglienza dei pellegrini. Richiesta accolta, mi indicano dove è il suo ufficio, e mi avvio.
Persona gentilissima, e dopo un colloquio di una decina di minuti, e la compilazione del registro dei pellegrini ci salutiamo dandoci appuntamento per le 11.25 per la consegna del testimonium (una “pergamena” che attesta l'avvenuto pellegrinaggio).
Approfitto del tempo prima dell'appuntamento per continuare il mio peregrinare nella basilica, e mi sento un fesso. Stamattina sono passato davanti alla tomba di Giovanni paolo II e non me ne ero accorto... troppo concentrato nei miei progetti... mi fermo e prego.

Faccio poi un giro nelle grotte vaticane, li sono sepolti molti papi, e in modo particolare il primo, Pietro. Da lontano si vede un mosaico raffigurante Cristo, e sotto un urna con dentro le spoglie di San Pietro. Riscoperte solo recentemente da Pio XII nel 1950 circa.

Arriva l'ora dell'incontro e mi trovo assieme ad altri 9 pellegrini anche loro li per il testimonium. Arrivano da Orvieto, ma in realtà sono di varie parti d'Italia.
Una sorpresa inattesa, un vero e proprio regalo, anzi dono. Mons. Vercesi ci fa uscire in un cortile e ci racconta come la basilica di San Pietro, sia costruita in parte sul circo di Nerone (o Caligola). E su alcune necropoli dove nel primo secolo venivano sepolti i Cristiani. Fu proprio Nerone, quasi sicuramente in quel luogo a far decapitare S. Paolo, e crocifiggere a testa in giù S. Pietro, ed era sempre tradizione per i cristiani del primo secolo seppellire i propri martiri più vicino possibile al luogo del supplizzio.
Poi ci porta nei sotterranei della basilica. Ci fa attraversare un tunnel, e ci mostra le mura dell'antica basilica Costantiniana, che ancora in parte sorreggono le strutture di San Pietro, Passando per un tunnel affrescato arriviamo proprio sotto l'altare maggiore, vicino così vicino da poterla toccare senza osare farlo, alla Tomba di San Pietro.
Michelangelo quando fece la basilica volle che il centro della cupola fosse proprio sopra quella tomba riscoperta solo di recente... e prima ancora quel luogo era il centro della basilica costantiniana... C'è chi sosteneva che era solo una tradizione, invece era una solida realtà.
“Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa” (matteo 16: 14-1Cool. Ecco perchè lo Sapevo... ma l'ho, con stupore riscoperto!
Ci rechiamo poi in una cappella laterale, dove Mons. Bruno legge dei brani del vangelo con riferimenti a San Pietro, e ci lascia cinque minuti in silenzio per riflettere

Finita la visita ricevo il testimonium e mi avvio ad un altare laterale della basilica per la messa del pellegrino dove felicemente rincontro Jhosep.
E con questo gesto realmente si chiude il mio cammino.

Il resto della giornata è semplice turismo per la bella Roma... anche se i km percorsi sono sicuramente degni di un altra tappa!

Concludo questo Diario, che ha atteso più di un anno la sua fine, con una piccola riflessione, che parte da un luogo comune che accompagna da secoli la nostra storia. “Tutte le strade portano a Roma”. Io a Roma ci sono arrivato, ma non credo che sia possibile solo pensare di fermarsi, perchè da qui si vedono tutte le strade, che portano in ogni dove nel mondo e prego perchè sia ancora un Buon Cammino.

“Non nobis Domine, sed nomine Tuo da Gloriam”

Milk

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