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Taverna dei Briganti

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Khashana
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MessaggioInviato: Dom Mar 11, 15:35:12    Oggetto:  Khashana
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(Gruppo GdR Falcor A, D&D 4 ed - Narrativo)


Fuga da Kalash


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MessaggioInviato: Dom Mar 11, 15:35:12    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Sab Apr 21, 11:21:49    Oggetto:  ...
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Fuga da Kalash


Era buio ormai; Khashana procedeva a passo spedito nei vicoli del quartiere dei maghi, diretta a quello che era una promessa di libertà dalla tirannide.
Al potere c'era la fazione dei kandrathim, che voleva la supremazia del più forte sul più debole. Lei non era così, sentiva che c'era qualcosa di profondamente sbagliato, qualcosa che la spingeva a cercare la libertà per tutti... lei, una figlia della classe dominante che voleva la libertà per gli oppressi. Il solo pensiero la fece sorridere per un istante in modo malinconico, prima di assumere un'espressione triste. Nessuno immaginava che faceva parte dei 'dissidenti', coloro che osteggiavano il regime e che cercavano la libertà; neppure il suo fidanzato Kulash, figlio dell'imperatore; lo sospettava solamente... o almeno così lei credeva. Si sentiva sicura, certa d'aver fatto perdere le proprie tracce in mezzo ai tortuosi vicoli del quartiere, e si diresse a passo spedito verso una porta anonima in una viuzza; bussò una serie di colpi e la porta venne aperta. Senza esitazione entrò e la porta si chiuse dietro di lei.

Sopra il tetto della casa vicina un esploratore, all'inseguimento della donna, osservò attentamente i dintorni della casa e diresse poi lo sguardo corrucciato verso il palazzo imperiale... era stato assoldato per scoprire se la promessa sposa tradiva il principe con un amante, non per scoprire che era una dissidente. Scuotendo mestamente la testa si avviò a palazzo per informarne il principe e la guardia di quanto aveva scoperto.

Entrata nella casa Kashana si tolse il mantello e sorrise a Korath; il giovane la guardò sorpreso, prima di sorriderle a sua volta. Non era avvenente, era un ragazzo come tanti che poteva incontrare al mercato ma aveva occhi che brillavano d'intelligenza, un'intelligenza acquisita con anni di studio sui tomi di magia proibiti dal governo.
<Benvenuta lady Kashana, mio padre vi sta aspettando> le disse lui, distogliendola dai pensieri che stava facendo. <Grazie> rispose lei e si avviò verso la porta della biblioteca, dove sapeva che l'avrebbe incontrato. <No milady, non da quella parte!> parlò nuovamente lui <Mio padre si trova in cantina, è tutto pronto, è per stasera>.
Lei si fermò a guardarlo con espressione stupita, prima che l'eccitazione prendesse il sopravvento. Annuendo si diresse verso la cantina, sapendo che di lì a poco avrebbe ottenuto la libertà.


A palazzo il giovane investigatore finì il suo rapporto al principe Kulash e si ritirò dalle stanze reali.
Il principe era stato fin troppo indulgente con la sua promessa sposa. Sapeva, malgrado i tentativi di fuorviare la sua sonda telepatica (prerogativa del suo popolo) che aveva in mente un tentativo di sedizione o di fuga; tuttavia l'aveva lasciata andare, per prendere in un colpo solo tutti i rivoluzionari e stroncare la 'ribellione' una volta per tutte. Temeva che la loro fuga potesse un giorno essere prerogativa per un loro ritorno, per rovesciare il giusto governo che manteneva l'ordine nella nazione. Dopo qualche tempo chiamò il generale della sua guardia personale e gli ordinò di prepararsi per un'incursione. Nessuno sarebbe sopravvissuto, neppure lei.

Lady Kashana entrò in cantina e si sorprese nel vedere che non era sola. Uno strano vortice era sospeso a mo' di specchio su una parete e persone continuavano a entrarci attraverso. Il mago si avvicinò a lei e le sorrise <Milady, la cerimonia è stata completata e il varco è aperto. Tutti noi stiamo passandoci attraverso per non tornarvi più. Abbiamo stipulato un accordo con esseri che vivono dall'altra parte, un gruppo di monaci, che ci permetterà di sopravvivere in un nuovo mondo senza combattere nuove battaglie di conquista. Ci siamo riusciti!>. Nel sentirlo lei gli sorrise, felice di aver raggiunto tale risultato senza spargimenti di sangue e fece una domanda al mago <E com'è dall'altra parte?> Lui aprì la bocca per parlare quando con un boato e un clangore metallico il figlio del mago piombò giù dalle scale con la testa fracassata, seguito dappresso dal principe infuriato <Lurida sgualdrina! Ti ho dato tutto e tu mi tradisci rinnegando la tua stessa gente!> le disse il principe fissandola con occhi accesi di rabbia. <Tu sei cieco e non vedi la realtà, tu che dovresti diventare il sovrano del nostro popolo! Tu non vedi la miseria in cui è ridotto, le potenzialità che potrebbe sviluppare se fosse unito! Sei più cieco di una talpa! Io non posso amare un principe gretto e idiota che non pensa al bene dei suoi sudditi> gli disse lei guardandosi intorno per poi estrarre un lungo pugnale che aveva alla cintola e che brillava di un'arcana luce dorata. Il principe socchiuse gli occhi, poi volse lo sguardo verso il mago e puntò la mano destra verso di lui sorridendo con cattiveria; un dardo di balestra lo colpì in piena fronte, lanciato dal comandante delle guardie che ora era dietro al principe. Kashana si girò di scatto e si gettò nel vortice, il pugnale ancora in mano. In quel momento, a causa della magia che permeava il pugnale, qualcosa nel vortice cambiò e venne attirata in un altro luogo, mentre ondate sempre più fitte e penetranti di dolore le pervadevano la mente. All'improvviso, dopo quelle che a lei sembraron ore di agonia, sentì una voce parlarle e una luce dorata l'avvolse completamente.
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MessaggioInviato: Dom Mag 20, 18:35:23    Oggetto:  
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MessaggioInviato: Gio Mag 24, 22:18:54    Oggetto:  
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Ivraelle


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MessaggioInviato: Ven Giu 01, 07:02:15    Oggetto:  
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Ivraelle

Era quasi mezzanotte, e Ivraelle era pronta per la sua consacrazione. Ultima della sua famiglia, aveva deciso di consacrarsi a Corellon per portare la luce della magia in tutto il mondo del Faerun. Il suo simbolo sacro, la stella a 8 punte simbolo della sua divinità, splendeva debolmente ai raggi della luna e le infondeva una sicurezza e una pace interiore che non aveva mai provato prima. Sapeva per istinto che quello che stava per fare era giusto, e che le avrebbe portato tra gli eladrin un onore di cui prima non aveva mai goduto. Era considerata una reietta, prima della grande decisione, in quanto tutta la sua famiglia era stata sterminata dagli elfi oscuri un centinaio d'anni prima; una sacerdotessa di Corellon l'aveva trovata tra le macerie fumanti della sua casa e l'aveva portata al tempio cittadino, dove era stata cresciuta come orfana dai tutori del tempio stesso. Nel cammino della sua crescita però, aveva dimostrato con parole e fatti che godeva del favore del grande dio, l'ultimo dei quali la sua consacrazione a paladina. Tante erano state le prove a cui s'era dovuta sottoporre per dimostrare d'essere degna di tale onore, ma lei ora era lì dopo averle superate tutte ed aver dimostrato una volta per tutte che la volontà del dio guidava la sua mano. Fuori dalla piccola anticamera si succedevano senza fine i riti di purificazione della sua veste/armatura e delle sue armi; sentiva il canto magico dei sacerdoti che riversavano le grazie di Corellon sugli oggetti che avrebbe dovuto usare d'ora in poi per servire il suo dio e nello stesso tempo sentiva le grazie che Corellon, malgrado ancora non fosse stata investita paladina, le stava riversando nella mente; incantesimi che le sarebbero venuti utili in ogni situazione. Il suo essere era pervaso dall'energia divina che fluiva in lei dal tempio, e si sentiva bene, in pace con sè stessa e con il mondo circostante. La luna era ormai alta nel cielo quando il gran sacerdote entrò nella piccola anticamera per portarla nel tempio vero e proprio dove si sarebbe svolta la sua iniziazione. Lui stesso, un eladrin anziano di nome Adran, era stupito della precocità dimostrata dalla giovane, e dai poteri che già manifestava. C'era tuttavia qualcosa che non riusciva a comprendere, una sensazione di qualche cosa fuori posto che non riusciva (malgrado tutti i suoi poteri e la sua veneranda età di 305 anni) a definire. In ogni caso contemplò per qualche secondo la giovane raccolta in meditazione prima di schiarirsi la voce e guardarla con un lieve sorriso:
<Ivraelle, vieni. E' il momento>. La giovane si riscosse dalla sua meditazione e annuendo si alzò in piedi per seguire il sacerdote al tempio. Indossava una veste completamente bianca, con un mantello azzurro cielo che risaltava i suoi capelli biondo platino (caratteristica rara negli eladrin, che per alcuni rappresentava una specie di presagio o predestinazione a qualcosa di grande) e gli occhi color azzurro ghiaccio. Il suo corpo perfetto, con le forme femminili non troppo accentuate, si muoveva con grazia dietro al sacerdote. Lei stessa si era stupita di quanto si fosse sviluppata in fretta; non mostrava muscoli ma le sue braccia e gambe avevano forza e destrezza fuori dal comune, come se quel che era carente al corpo fosse compensato dalla grazia che il dio riversava su di lei. La sua fede non presentava incertezze, e il suo spirito non si sarebbe piegato dinnanzi a nulla, a costo di dare la vita per il suo dio.
Entrarono insieme nel tempio, e Ivraelle si andò a posizionare al suo centro, dove un'apertura lasciava passare i raggi della luna piena ormai allo zenit.
Il sacerdote prese posto davanti all'altare e si mise a declamare la formula di rito: <Fratelli e sorelle, dopo tanto tempo siamo qui riuniti per consacrare una nuova sorella al servizio di Corellon. Essa ha dimostrato una grandissima fede, una forza d'animo e una devozione fuori dal comune, e noi l'abbiamo trovata degna dell'approvazione del dio. La presentiamo quindi a voi in questo tempio affinchè tutti voi possiate vederla e conoscere la volonta di colui che è signore della nostra magia>. Terminato di pronunciare queste parole, il sacerdote fece per muoversi verso la giovane, ma una forza lo bloccò sul posto, e così anche tutti gli altri presenti. Solo una persona incappucciata, in mezzo alla folla, prese ad avanzare verso Ivraelle, ferma anch'essa da una specie di magica costrizione. La fanciulla però non provava alcun timore anzi, sembrava quasi che la costrizione le fosse in un qualche modo famigliare. Il personaggio incappucciato si fermò dinanzi a lei, e lentamente si tolse il cappuccio, svelando dei lineamenti eladrin; tuttavia erano gli occhi che stonavano, occhi color oro fuso proprio come i capelli. La sua pelle liscia emanava una lieve luminescenza dorata, e come in un sogno Ivraelle comprese che si trovava al cospetto di un avatar, una manifestazione fisica di Corellon.
<Bambina> disse Corellon <preparati a una sfida che non hai mai affrontato in tutta la tua breve vita. Ti ho allenato e ti ho infuso la mia grazia perchè tu sia pronta per questo giorno. Io ti consacro mia paladina, ti dono i miei poteri, poteri che solo col tempo imparerai ad usare appieno, ti dono...>.
All'improvviso l'avatar si interruppe, mentre un'espressione di stupore dipingeva il suo volto. In pochi istanto un globo luminoso avvolse lui e Ivraelle, rompendo l'incantesimo di stasi che permeava il tempio e facendoli scomparire in un lampo di luce.

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MessaggioInviato: Sab Set 01, 14:06:46    Oggetto:  
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Una nuova rinascita


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MessaggioInviato: Mar Set 11, 18:58:53    Oggetto:  
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Una nuova rinascita

Luce, si sentiva avvolta in un mondo di luce. Non c'era traccia del dolore provato prima, solo luce e pace. Tuttavia sentiva che non poteva essere la fine di tutto. Aveva capito che il suo magico pugnale aveva interferito in qualche modo con la magia del portale, e che adesso si trovava in quel luogo così fuori dal tempo e dallo spazio. Istanti e secoli non avevano nessun significato dentro la luce, solo la luce contava. Improvvisamente Khashana sentì che non era più sola, che qualcun'altro era entrato in quel mondo di luce. La sua mente addestrata percepiva l'approssimarsi di un altro individuo, i cui pensieri erano simili ai suoi e nello stesso tempo alieni. Orientandosi con la forza della mente si girò verso il punto dove percepiva i pensieri e cercò di muovere le gambe per dirigersi verso l'altro essere, ma non riuscì a muoversi dal punto dove si trovava. Interdetta si guardò le gambe, e rimase angosciata nello scoprire che non le aveva più. Era diventata una presenza di puro spirito, un essere senziente di pura energia. Ancora sconvolta da questo fatto sentì tuttavia una presenza che si stava avvicinando a lei, la stessa percepita prima, mentre una sensazione di pace la permeava e la tranquillizzava, come se qualcuno le stesse dicendo che non le sarebbe stato fatto alcun male. Si accorse che le proprie difese psichiche erano alzate, e cautamente le attenuò, per sentire quello che una calda voce le diceva telepaticamente nella testa.
La macchiolina piccola che vedeva in lontananza si avvicinava, permettendole così di distinguere la fisionomia di due persone. Man mano che si avvicinavano vedeva particolari di loro che la lasciavano a bocca aperta: erano un uomo e una donna, con lunghi capelli di un colore quasi bianco, il cui bagliore nell'oceano di luce la accecava, ma erano i loro occhi, una volta arrivati accanto a lei, che l'affascinavano; la femmina li aveva del colore azzurro come l'acqua ghiacciata su un lago d'inverno nella sua terra mentre il maschio li aveva del colore dell'oro fuso. Si fermarono entrambi davanti a lei e il maschio iniziò a parlare a entrambe:
<Per chi non mi conosce ancora> girandosi verso Khashana <io sono Corellon, signore della magia e colei che mi sta accanto è Ivraelle, la paladina che ho prescelto per una missione di grande importanza. Tu Khashana sei arrivata da un portale di un'altra dimensione in questo mondo che è dappertutto e da nessuna parte. Sei qui a causa di un potente manufatto magico, che ti ha separato dal tuo corpo. Io posso farti tornare nel tuo corpo, una volta che tu l'avrai trovato, ma purtroppo non conosco esattamente il luogo dove esso è caduto. So per certo che è nel Faerun, il mondo dal quale proviene Ivraelle.> E si volse verso la donna mentre pronunciava il suo nome. Colei chiamata Ivraelle chino leggermente il capo, in segno di saluto e poi rimase dritta di fronte a Khashana, come un pilastro inamovibile, bella di una bellezza aliena.
Le due donne si squadrarono a vicenda cercando di scoprire i reciproci pensieri, ma mentre Khashana era un libro chiuso, la mente di Ivraelle rivelò alla prima tutte le prove affrontate nella vita, portandola a nuove considerazioni sulla paladina che aveva di fronte e facendole insorgere dentro di lei un sentimento di rispetto.
Corellon sorrise e parlò nuovamente:<Ivraelle, vuoi portare con te una compagna nella missione che ti affiderò? Sappi che potrà esserti di grande aiuto perchè l'incarico che dovrai portare a compimento sarà molto difficile>; poi si rivolse a Khashana <Se seguirai Ivraelle nella sua missione ti garantisco che ritroverai il tuo corpo. Sappi questo, mentre sei qui ho lanciato sul tuo spirito un campo di stasi che influisce sul tuo corpo. Esso non invecchierà, non morirà di fame, sete o malattia. Il campo di stasi influirà solo finchè tu non te ne riapproprierai nuovamente. Non ti chiedo di onorarmi, perchè non credi in me; ti chiedo di rispettare le scelte di Ivraelle perchè dovrai 'convivere' con lei per un certo tempo, se accetterai di seguirla>.
Le due donne rimasero qualche istante in silenzio, un silenzio rotto dalla voce di Ivraelle <Mio signore, io accetto!>. Khashana riflettè ancora qualche istante sulla proposta del dio prima di chinare il capo in segno di accettazione.
Corellon allora alzò le mani e disse con voce tonante <Che gli spiriti si uniscano, che due diventino uno, ma che entrambe mantengano la loro individualità finchè la missione non sia portata a compimento!>
Al suono di queste parole Khashana si sentì come trascinare verso Ivraelle, e all'improvviso si ritrovò dentro un tempio, circondata dai raggi della luna piena e al cospetto di persone che la guardavano in preda allo stupore.
Lo stesso gran sacerdote Adran non sapeva capacitarsi del lampo di luce che aveva fatto sparire la donna per poi farla ricomparire pochi istanti dopo. La sensazione che qualcosa fosse fuori posto lo assillava sempre più, e lo portò ad accorgersi che qualcosa in Ivraelle non andava: la sua postura era cambiata, non mostrava più la grazia eladrin e lo sguardo era meno luminoso e nello stesso tempo più profondo.
Khashana emise un lungo sospiro e mosse lievemente le braccia, riassaporando la sensazione di avere nuovamente un corpo dopo istanti sembrati eoni. Improvvisamente sentì una voce che le parlava dall'interno del corpo:<Khashana, io e te abbiamo una missione, ma se non mi fai riprendere il controllo tutti si accorgeranno di te, e noi falliremo prima ancora di cominciare. Permettimi di finire l'investitura, poi potremo parlare con calma del mondo dove siamo ora>. Khashana si ritirò e Ivraelle riprese il suo posto.
La ragazza si girò verso il gran sacerdote con sguardo interrogativo, mentre lo stesso Adran la osservava perplesso riconoscendo ora lo sguardo acceso e la postura aggraziata. Pensando d'aver avuto una specie di visione dovuta al lampo accecante riprese la cerimonia, consegnando a Ivraelle la sua veste magica e le armi che avevano preparato per lei. Urla di giubilo si propagarono nel tempio una volta concluso il rito, e tutti andarono al banchetto per festeggiare la nuova paladina con gioia e letizia.

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MessaggioInviato: Mar Set 11, 18:59:18    Oggetto:  
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MessaggioInviato: Mar Set 11, 18:59:37    Oggetto:  
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La missione


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MessaggioInviato: Sab Set 29, 09:30:38    Oggetto:  
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La missione

La festa era finita da poco tempo e la luna stava calando all'orizzonte. Si approssimava l'ora fredda che avrebbe preceduto l'alba. Ivraelle era distesa nel suo letto in apparente stato di coma. In realtà la sua anima si era ritirata all'interno del corpo per parlare con colei che doveva aiutare, Khashana. Apprese da lei la storia della sua fuga e la persecuzione di cui era oggetto, e si commosse nel vedere che era un'anima degna del suo aiuto. I minuti passavano, e l'alba ormai era prossima. Improvvisamente uno spiraglio di luce arcana si formò nella sua camera, e ne emersero due figure vestite di nero e armate di lunghi pugnali. I due si guardarono intorno disorientati, prima di accorgersi del corpo dell'elfa disteso nel letto. Si guardarono per un breve istante e poi uno di loro si avvicinò al letto col pugnale pronto a colpire, mentre l'altro si posizionava accanto alla porta nell'eventualità che qualcuno entrasse e rovinasse tutto.
Ivraelle però era conscia di quel che succedeva intorno a lei. Era nello stato di trance eladrin di riposo, e poteva vedere l'approssimarsi dell'assassino (non poteva definirlo in altro modo). Riprendendo il controllo del suo corpo aprì gli occhi di scatto e sorrise all'uomo, prima di sparire nel nulla utilizzando il suo potere di teletrasporto. L'assassino si fermò di colpo, gli occhi stralunati per la sorpresa, e si mise a guardare intorno a se. Ivraelle ricomparve accanto alla sua spada, che sfoderò di colpo emettendo un lieve e minaccioso rumore metallico; si pose poi in posizione di guardia sempre sorridendo ai due assassini.
Il primo cominciò a girarle intorno per prenderla alle spalle, mentre il secondo lanciò un attacco mentale per confonderla, rimanendo fermo al suo posto. Non avevano però considerato Khashana e i suoi poteri, che si attivarono appena l'attacco venne lanciato: un piccolo cerchio dorato si formò intorno alla testa della paladina, e l'attacco andò a vuoto; la paladina si girò di scatto, con la spada improvvisamente illuminata di luce dorata, ed eseguì un affondo perfetto verso il secondo assassino. Trafitto al cuore si accasciò a terra boccheggiando negli ultimi istanti di vita. Il primo assassino iniziò allora una danza intorno alla paladina, il coltello che mulinava in ogni direzione minacciando di ferirla. Ivraelle seguiva la danza con la grazia naturale della sua razza, a volte addirittura anticipando i colpi dell'assassino. Il clangore delle armi era assordante e i minuti passavano, mentre l'assassino cercava inutilmente di colpire la paladina e ucciderla. Finalmente trovò un varco nelle sue difese e affondò per infliggere una grave ferita, ma rimase di sasso nel sentire il clangore del metallo contro il metallo: il suo coltello era andato a colpire una piastra di corazza... dove prima c'era una paladina vestita di semplici abiti ora aveva davanti a sè un guerriero con una formidabile armatura. Imprecando sonoramente riprese con rinnovata foga ad attaccare per uccidere. Dal canto suo Ivraelle attendeva, non voleva uccidere la persona che aveva di fronte senza prima indagare su come avesse fatto ad entrare nella sua stanza, ma Khashana era di altro avviso; mentre infuriava il combattimento lo stile di combattimento del paladino cambiò, ora non si muoveva con la grazia eladrin che doveva contraddistinguerlo, ma con lo stesso stile dell'assassino, come se entrambi avessero avuto lo stesso maestro. Mentre si scambiavano i colpi, Khashana pronunciò un nome arcano, e al suo fianco si materializzò un essere di magia pura, che con un solo gesto annientò il nemico lasciandolo esanime a terra in un lago di sangue.
Annuendo soddisfatta Khashana prese il resto dell'equipaggiamento ed usci dalla sua stanza dirigendosi poi verso l'uscita del tempio per iniziare la sua missione. La sua permanenza in quel luogo era durata abbastanza, l'avevano trovata ed era quindi ora di sparire di nuovo. Corellon poteva dire quel che voleva, ma Lei non si sarebbe fatta uccidere da nessuno, e men che meno trovare dal suo ex fidanzato. Con questi pensieri nella testa salutò distrattamente il sacerdote che stava accorrendo ai rumori di lotta che s'erano sentiti prima e uscì dal tempio, lasciando i presenti esterrefatti.
Non sapeva dove dirigersi esattamente, ma sapeva che i suoi passi sarebbero stati guidati da Corellon e questo le bastava. Con un lieve sorriso uscì dalla città e s'incamminò verso il limitare della foresta, per una nuova vita.

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La Missione 1


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Che l'avventura cominci

Ormai cinque giorni erano passati dalla sua partenza, e ancora Ivraelle trovava 'strana' la convivenza con Khashana. Era una presenza con cui 'parlava' continuamente, dotata di una volontà propria; nel contempo era compiaciuta
che fosse presente dentro di lei; percepiva i pensieri degli occasionali viandanti che incontrava in maniera piuttosto nitida, e questo l'aiutava parecchio per capire le intenzioni degli altri ed evitare le trappole. Una sera un gruppo di coboldi tentò di prenderla di sorpresa, ma lei era riuscita (grazie a Khashana) a lanciare un fortissimo urlo mentale verso di loro, costringendoli alla fuga con la coda tra le gambe.
Fermandosi in alcune città aveva messo le proprie abilità al servizio delle chiese locali, guadagnando quanto bastava per potenziare il proprio equipaggiamento. La grazia di Corellon la seguiva dovunque andasse, e ogni elfo o creatura credente nel suo Dio le portava rispetto per quello che era. In una delle sue innumerevoli avventure (prima di incontrare i suoi attuali compagni) era persino entrata in una catacomba e d aveva sconfitto un gruppo di zombies che voleva ucciderla. Odia i non morti, degli abomini creati dalla magia che non hanno nessun diritto d'esistere, e li combatte in ogni luogo in cui ne ha notizia. Curiosamente nella catacomba Ivraelle vide un simbolo, una s con una v e una z tutte sovrapposte. Non seppe come, ma sentì il fremito di una premonizione dentro di lei. Allo stesso tempo Khashana combatteva al posto d'Ivraelle quando questa era stanca, utilizzando al meglio le proprie facoltà mentali per prevenire i colpi degli avversari e farli fuori facilmente. Le due donne avevano formato una simbiosi perfetta, ognuna con accesso ai poteri dell'altra, trasformandole in una macchina da guerra quasi perfetta. Ma un incontro inaspettato, dopo alcuni mesi dall'inizio della loro avventura, doveva cambiare la loro vita per sempre.
Ivraelle si godeva uno sprazzo di sole in riva al mare, in una spiaggetta solitaria. La voglia di un bagno e del sole l'aveva portata in quel luogo sperduto. Denudatasi completamente la giovane eladrin si era tuffata in acqua per un bagno ristoratore ed ora si asciugava al sole del meriggio, osservando le increspature delle onde che arrivavano sulla spiaggia; senza alcun motivo apparente Khashana interruppe i suoi pensieri entrando prepotentemente al suo posto nel controllo del corpo. <Poi ti spiego> furono le parole di scusa che usò, prima di concentrarsi e fare apparire l'armatura sul suo corpo. Nel frattempo le onde del mare si increspavano in maniera strana, come se qualcosa stesse uscendo lentamente dall'acqua. Khashana si tuffò a prendere la spada, allacciandola velocemente al fianco e infine posizionò il suo scudo sul braccio sinistro, per poi avviarsi verso il mare ed entrando in acqua con un sorriso ferino sulle labbra. <Ti sei smarrito?> parlò ad alta voce verso le onde che si dividevano facendo affiorare una testa metallica. La testa si fermò e guardò verso la paladina per poi dire <Status: riva raggiunta, funzionalità 80%, individuato essere alieno, razza sconosciuta, atteggiamento sconosciuto. Procedere con cautela.>.
Il sorriso si spense sulle labbra di lei, perchè si era accorta sondando il costrutto con cautela che aveva capacità telepatiche. Pensò di prendere tempo per capire meglio la situazione, osservando attentamente la testa (e il resto del costrutto) mentre avanzava per uscire dall'acqua e fermarsi sulla spiaggia. Ispirata dalla sigla (NX9) che vide dietro la nuca del costrutto gli parlò con tono confidenziale e leggermente petulante<NX9 finalmente sei arrivato! quanto ci hai messo per uscire dall'acqua?!?! ti avevo pur detto che ti avrei portato io fin qua, ma no, tu non accetti l'aiuto di nessuno, vuoi sempre fare tutto da solo!>; per impressionarlo attivò il potere dello scudo e come per magia si alzò sull'acqua, riuscendo a camminarci sopra come se fosse solida terra e raggiungendo la spiaggia al suo fianco.
<Ci conosciamo?> chiese lui confuso. <Direi di si!> rispose lei raggiante, felice d'aver anche notato il buco che portava sulla fronte <NON MI DIRE CHE HAI ALTRI PROBLEMI DI MEMORIA A BREVE TERMINE, PERCHè IO NON TI RACCONTO PIù NULLA DELLA NOSTRA STORIA!!!> urlò, prima di tornare a un tono di voce più basso <Non sopporterei di farlo per la milionesima volta>. Lui rimase interdetto qualche istante prima di dire <Status: memoria a breve termine in errore. Essere non riconosciuto. Probabilità che stia dicendo la verità 95%. Errore interno di memoria. Probabilità che perda la pazienza nel riepilogare la situazione 97%. Soluzione: essere classificato come amico/compagno. Mobilità ridotta, urge rimozione degli oggetti estranei che limitano il mio movimento>. Lei sorrise e disse <Ok, ti aiuto io a ripulirti, ma poi ce ne andiamo di qui che abbiamo una missione da compiere, intesi?>. Ivraelle non riusciva a capacitarsi della faccia tosta di Khashana, ma lei la zittì con un pensiero <è una specie di armatura senziente, che nel mio mondo utilizzano per uccidere le persone; io cerco di fare in modo che questo si comporti diversamente quindi assecondami, intesi?> il silenzio della paladina era più eloquebte di mille parole e così, dopo un'ora passata a ripulire il costrutto dalle alghe e dai cirripedi che lo incrostavano, entrambi s'incamminarono nell'entroterra per uscire dalla spiaggia.




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Compagni di viaggio

Erano ormai diverse ore che camminavano insieme nella foresta. Ivraelle non era ancora convinta che fosse stata una buona idea ingannare quel 'forgiato' come lo aveva chiamato Kashana, anche perchè mentre lei si muoveva silenziosamente con la grazia propria della sua natura Eladrin il forgiato chiamato NX9 procedeva in linea retta come uno Juggernout abbattento tutto quello che trovava sul suo cammino. Ivraelle aveva un lieve sorriso stampato sulla faccia, perchè in tutta quella situazione un vantaggio c'era: in quella parte di foresta vivevano goblins, piccole creature verdi nemiche giurate degli eladrin, che si tenevano bene alla larga da loro due. Ne aveva intravisto alcuni che loa osservavano malignamente, forse pensando di attaccarla, prima di vederli sparire a gambe levate al rumore di una pianta che crollava davanti alla potenza di NX9.
Il forgiato tuttavia era un dilemma: continuava a borbottare tra sè e sè una strana litania fatta di 'efficienza dei sistemi' e di 'riparazioni in corso' e altre frasi di quel tenore. Kashana a sua volta si era come ritirata in sè stessa, e quindi Ivraelle si godeva uno di quei rari momenti in cui il corpo e lo spirito erano un tutt'uno. Calava ormai la sera, il bosco s'era fatto d'improvviso molto silenzioso per Ivraelle mentre la pallida luna sorgeva, troppo silenzioso. Solo il rumore di NX9 che procedeva rumorosamente rompeva quel silenzio ovattato e innaturale. Cautamente la guerriera si tolse l'arco dalla spalla e incoccò una freccia, guardandosi intorno con attenzione mista a cautela. Un quadrello sbucò fuori da un cespuglio alla sua sinistra sfiorandole la guancia, seguito da un secondo che la feriva di striscio a un fianco; reagendo quasi d'impulso scoccò una freccia nel cespuglio centrando alla gola un elfo oscuro, incoccando poi una nuova freccia e guardandosi intorno alla ricerca di altri nemici. Tintinnii nella zona dov'era posizionato NX9 indicavano che anche lui era sotto attacco, ma che le frecce non gli stavano facendo gran danno. La ferita al fianco le doleva, e una strana sonnolenza si stava impadronendo di lei. con malcelato orrore capì che il dardo era avvelenato, e che se fosse caduta preda del sonno sarebbe stata catturata e alla mercè degli elfi oscuri. Un nuovo quadrello uscì da un altro cespuglio, conficcandosi profondamente nella coscia destra. Ivraelle si accasciò a terra con un gemito, mentre un terzetto di elfi oscuri usciva cautamente dall'ombra per accostarsi a lei.
<Guarda un pò cos'abbiamo qui, carne di prima scelta, nientemeno che una paladina di quell'insulso Corellon; penso che ti venderemo come schiava, ma prima ci divertiremo un pò con te> disse uno dei tre sghignazzando ed estraendo fuori il suo coltello dalla nera lama. A quel punto però Kashana prese il controllo del corpo di Ivraelle: il colore dei suoi occhi mutò da azzurro ghiaccio a nero profondo, mentre le sue labbra si stendevano a un ferino sorriso. I tre elfi oscuri ora non sghignazzavano più, osservando la paladina eladrin che mutava esteriormente in qualcosa di diverso. Il corpo non si muoveva più con la grazia tipica, l'espressione era dura e fredda, il sorriso ferino s'allargava sempre più e soprattutto l'effetto del veleno paralizzante sembrava svanito. <E così voi sareste elfi oscuri? beh, non siete proprio niente di speciale> disse lei mentre si alzava in piedi, l'arco in terra e apparentemente disarmata e inerme di fronte a loro. <Attenta> prese di nuovo a parlare l'elfo oscuro <potresti prolungare di molto le tue sofferenze se continui a mancare di rispetto, pezzo di carne>. A quell'affermazione ci fu la reazione stupefacente della paladina, che proruppe in una risata di puro piacere per poi dire all'elfo <beh, visto che siete così stolti da corteggiare la morte non vedo come possa non accontentarvi tutti insieme>. Pronunciate quelle parole proruppe in un intenso grido mentale indirizzato verso i tre elfi. In quel grido non v'erano parole, ma solo sentimenti di angoscia, di disperazione e di morte. Due di loro si accasciarono a terra quasi contemporaneamente col sangue che colava da occhi naso e orecchie e il cervello ormai distrutto dal potere mentale di Kashana; il terzo elfo, quello loquace, resisteva stringendo i denti, il sangue che colava dal naso e dalle orecchie, mentre alzava il pugnale oscuro per cercare di porre fine alla sua agonia. Non riuscì però nel suo intento poichè la lama di una falce brillò inesorabile e calò sullo sfortunato elfo, recidendogli la testa e mandandola a rotolare lontano dal corpo. La paladina, sorpresa, osservò lo strano essere di fronte a lei. Con un inchino si presentò come Noub Psycho una creatura dei boschi della razza chiamata wilden. <un vendicatore!> Ivraelle sussurrò a Kashana. Prudentemente Kashana si ritirò lasciando nuovamente il controllo alla paladina. Ivraelle si tolse il quadrello dalla coscia e poi evocò Corellon per guarire le proprie ferite, osservata con una certa curiosità dal wilden. C'era qualcosa però in quell'essere, un che di selvaggio e di oscuro, che mettevano Ivraelle a disagio. In quel mentre Noub si mise in posizione di guardia, mentre con una serie di schianti faceva la sua apparizione NX9. <Status: nessun elfo nelle vicinanze. Attacco respinto. Efficienza ora al 81%. Riparazioni ancora in corso ma solo danni minori ai sistemi secondari> disse il costrutto fermandosi davanti a Ivraelle <Sono stato attaccato, perchè non sei corsa in mio aiuto? non sei mia amica?> le chiese.<Sono stata attaccata anch'io, come vedi, e sarebbe andata male senza l'aiuto di questo giovane wilden chiamato Noub Psycho. Lascia che curi le tue ferite, i miei poteri dovrebbero funzionare anche su di te> rispose lei, e prima che NX9 potesse dire o fare qualsiasi cosa, Ivraelle pose le mani sul torace metallico del forgiato e gli infuse i propri poteri di guarigione. <Verifica stato sistemi: stato sistemi operativi al 100%. Riparazione automatica disattivata. Grazie Ivraelle> disse il forgiato, prima di girarsi verso Noub Psycho per osservarlo bene. Ivraelle però non badava più a loro, erano nel limitare della foresta e intravedeva un campo di battaglia. <Venite, cerchiamo qualche sopravvissuto. Potrebbero spiegarci perchè gli elfi oscuri erano qui>. Silenziosamente si avvicinarono a quello che poteva definirsi un gigantesco mattatoio. Altre due figure si ergevano parallelamente a loro, anche loro uscite dalla foresta ma sicuramente non elfi oscuri, da come si muovevano. Un gemito però attirò l'attenzione di Ivraelle, che si mise a correre verso il corpo di un uomo morente. Indossava la corazza ammaccata di una guardia cittadina con il simbolo di Torm impresso a rilievo. Ivraelle cercò di infondere il proprio potere di guarigione in quel corpo straziato da lame crudeli, ma ottenne solo l'effetto di alleviare temporaneamente il dolore. I due esseri si erano avvicinati, così come NX9 e Noub Psycho cosicchè tutti poterono ascoltare le ultime parole dell'uomo <Vi prego... an...date a sal...vare la sacerd...otessa... un gr...ande p..pericolo ci mi...naccia>. Una nuova sferzata d'energia si infuse dalla paladina nel corpo dell'uomo, facendolo parlare più chiaramente <l'hanno portata... nella grotta della... rovina, a poche... miglia da qui... la stavamo portando a Earthearth... salvatela, o... moriremo tutti... aaaah>. L'uomo esalò l'ultimo respiro. Ivraelle lo ripose gentilmente a terra, ricomponendo il suo corpo e posando sul suo petto la spada rotta accanto a sè. Mormorò una breve preghiera a Corellon per poi alzarsi in piedi e guardare i presenti.
<Non so voi cosa avete intenzione di fare, ma io andrò a salvare quella sacerdotessa. Nessuno mente in punto di morte, e se è vero che una catastrofe incombe su di noi, è mio dovere cercare di fermarla. Venite con me, ci sarà bisogno dell'aiuto di tutti per evitare questa catastrofe>
NX9 si voltò verso di lei e disse <Tu sei la mia compagna, dove vai tu vengo anch'io>. Solo il lieve alzarsi di un sopracciglio di Ivraelle rivelò perplessita nell'affermazione del forgiato, che si poteva prestare a diverse interpretazioni. Noub taceva, mentre i due nuovi venuti li osservavano attentamente, come se si aspettassero qualcosa. Alla fine i due si presentarono come Vondal Claw (<un grosso gattone peloso e morbidoso> fu il commento deliziato di Kashana a Ivraelle) ed Eywa, un essere fatto di cristallo dotato di poteri magici. Inchinandosi lievemente per rendere loro omaggio, Ivraelle si incamminò nuovamente verso la foresta in direzione della caverna, con NX9 al seguito. Noub si mosse dietro alla paladina dopo una lieve esitazione, l'espressione corrucciata. Vondal ed Eywa si guardarono per qualche istante, osservarono poi il corpo dell'uomo morto e infine anche loro s'incamminarono dietro la paladina per andare a liberare la sacerdotessa prigioniera.

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MessaggioInviato: Sab Dic 28, 21:56:31    Oggetto:  
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------------------------------- il salvataggio


In mezz'ora di cammino durante il quale non incrociarono anima viva Ivraelle e gli altri si ritrovarono all'ingresso della grotta. Uno strano silenzio avvolgeva quel luogo, e l'assenza di sentinelle all'imboccatura non faceva presagire nulla di buono. Ivraelle osservò attentamente l'ingresso prima di parlare agli altri sottovoce:<Non mi piace, è troppo tranquillo e la mia vista non può penetrare nell'oscurità della grotta. Non so contro quanti nemici ci troveremo a combattere, quindi dobbiamo giocare prima di tutto d'astuzia>. Eywa annuì lentamente alle sue parole e con una parola di comando sparì alla vista dei presenti. Un mezzo sorriso comparve sulle labbra della paladina, che ringraziò Corellon per aver messo sulla sua strada un mago.
Appostati di fronte all'ingresso, si disposero ad aspettare il ritorno del mago; pochi minuti dopo Eywa ricomparve, riferendo che una pattuglia di nemici faceva la guardia appena dietro la prima curva della caverna, e che altri (almeno una ventina) erano accampati in una sala grande; mangiavano e bevevano, ma due in particolare erano accanto alla sacerdotessa e la stavano crudelmente torturando per farla parlare.
Ivraelle guardò gli altri e disse <bene, direi che la nostra missione principale sia quella di salvare la sacerdotessa prima che la uccidano...> A queste parole NX9 si alzò in piedi e cominciò a camminare all'interno della grotta emettendo forti rumori metallici e pronunciando altre strane frasi <sistemi di attacco attivati e operativi. Missione: salvare la sacerdotessa. Eliminare ogni resistenza incontrata con qualsiasi mezzo. Piano in esecuzione ora>; Ivraelle e Vondal Claw spalancarono gli occhi per la sorpresa e Noub Psycho con una folle risata sollevò il suo falcione e corse dietro il costrutto con il mantello nero svolazzante, in una pallida somiglianza con la morte; Eywa sospirò a sua volta e si mise al fianco di Vondal, aspettando le decisioni di quest'ultimo. Khashana proruppe in una risata mentale alla reazione del costrutto e si mise a spiegare ad Ivraelle:<Gli hai appena dato una missione da compiere, e lui la porterà a termine a qualsiasi prezzo. Conviene che gli andiamo dietro anche noi, se fallisce la missione potrebbe anche autodistruggersi per punizione; lasciami il controllo, ho più esperienza di te in queste cose>. Acconsentendo, l'anima di Ivraelle si ritirò in un angolo della propria mente, e Khashana prese il controllo del corpo della paladina. Gli occhi cambiarono nuovamente colore e le movenze assunsero più quelle umane che elfiche; Khashana si girò verso Vondal ed Eywa dicendo <meglio seguirlo, potrebbe aver bisogno d'aiuto, e se uccidono la sacerdotessa sono guai, fidatevi>.
Vondal socchiuse gli occhi con diffidenza, notando lo strano cambiamento nella paladina, ma poi annuì e la seguirono all'interno della grotta, trovandosi davanti una scena incredibile:
NX9 non stava combattendo, stava semplicemente 'calpestando' tutti e tutto quel che trovava sul suo cammino. La sua avanzata era inarrestabile, e le armi che gli erano comparse al posto dei pugni fendevano la carne con precisione chirurgica, recidendo teste e braccia dal resto del corpo. Quei pochi sfortunati che riuscivano a passare indenni dall'attacco del costrutto venivano poi sistemati dalla falce del vendicatore, che riluceva di energia arcana mentre Noub pronunciava parole di potere che lo aiutavano nel suo combattimento.
Il frastuono creato aveva messo però tutti in allarme, perciò quando arrivarono alla grotta principale si ritrovarono la truppa di goblin ed elfi oscuri pronta ad accoglierli.
NX9 si gettò per primo nella mischia, mulinando le sue armi e utilizzando dei colpi di arti marziali per eliminare il comandante della prima linea, mentre Noub provvide con la sua falce e i suoi poteri a zittire i primi goblin definitivamente. Vondal disegnò qualcosa per terra, e una specie di simbolo (<una runa> disse Ivraelle a Khashana) si illuminò di luce rossastra vicino a un altro gruppo di Goblin, che dopo qualche istante prese fuoco. Eywa lanciò un incantesimo e una parte della caverna si congelò, assieme a tutto quello che c'era all'interno. Khashana a sua volta s'avvicinò alla sacerdotessa prigioniera, che osservava il combattimento minacciata da una lama di pugnale di un elfo oscuro. Fece per avvicinarsi ma si bloccò, mentre una fitta di dolore allo stomaco quasi le tolse i sensi. Un altro elfo oscuro emerse dall'oscurita di fianco a lei, il pugnale luccicante di sangue. <Bene bene bene, cos'abbiamo qui? un'umana alla fine dei suoi giorni direi> disse l'elfo ridendo di gusto alla propria battuta, mentre l'altro taceva, gli occhi rivolti verso il combattimento in corso.<Un ultimo desiderio prima di morire?> le chiese con un sorriso beffardo l'elfo oscuro. Il sorriso nella sua bocca però si spensedi colpo, mentre osservara il corpo della donna davanti a lui cambiare nuovamente e le ferite inferte risanarsi come per magia. Ivraelle sorrise a sua volta all'elfo e sguainò la spada per poi dirgli <Si! Muori! Adesso!>. La spada della paladina prese vita, emettendo una luce accecante simile a quella solare. L'elfo oscuro non potè reagire, accecato com'era dalla luce, e la sua testa rotolò lontano dal suo collo, staccata di netto da un colpo aggraziato infertogli dalla paladina stessa. L'altro elfo oscuro si girò verso di loro socchiudendo gli occhi alla luce accecante, e vide la testa del compagno rotolare verso di lui, ma non potè reagire perchè NX9, approfittando della sua distrazione, gli arrivò accanto sferrandogli un possente colpo di maglio che pose fine alla sua vita.
La sacerdotessa era ancora viva, anche se svenuta. Le sue condizioni erano gravi, e Ivraelle non aveva più la forza di guarire a causa delle energie spese nel combattimento. <Missione compiuta, minaccia eliminata> disse NX9 rompendo il silenzio dopo la battaglia; Noub Psycho si guardò intorno, quasi aspettandosi che qualche goblin si rialzasse in piedi per metterlo nuovamente alla prova; Vondal guardò invece attentamente Ivraelle, socchiudendo gli occhi con fare dubbioso; Ivraelle dal canto suo rimase in silenzio, troppo spossata per dire o fare alcunchè; Eywa allora parlò <Credo che la sacerdotessa abbia bisogno di cure urgenti, sarebbe meglio portarla a Eathearth per farla curare> <E chi ti ha nominato capogruppo a te?> disse Noub Psycho <Non alzare la voce contro di lui, vendicatore, o te la vedrai con me> disse a sua volta Vondal Claw con voce felina e melodiosa al contempo. Ivraelle ascoltò il battibecco per poi replicare a sua volta <direi che, capo o non capo, Eywa abbia ragione. Io sono troppo stanca per poter curare, e la sacerdotessa non ne avrà per molto se non la portiamo da qualcuno che possa farlo. Earthearth è a 2 ore da qui, possiamo farcela. NX9 la porterà, così viaggeremo rapidi e veloci. Se siamo tutti d'accordo allora andiamo, non c'è tempo per i battibecchi>. Dopo un attimo di esitazione, capirono che Eywa e Ivraelle avevano detto una cosa sensata, quindi partirono verso la cittadina a passo veloce per salvare la sacerdotessa ferita.

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MessaggioInviato: Dom Gen 05, 14:41:22    Oggetto:  
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-------------------------- Arrivo in città

Stava quasi albeggiando quando Ivraelle scorse le luci della torre di guardia della città, grazie alla sua vista eladrin. Accelerando ulteriormente l'andatura (erano partiti da quasi 1 ora e mezza) arrivarono davanti alle porte chiuse della cittadella di Earthearth in altri 10 minuti. Un vigile silenzio permeava la zona, ma non un chi va là era stato lanciato, malgrado lo sferragliare meccanico di NX9. Con una certa fretta Ivraelle busso al portone con il pomolo della spada, rompendo quel silenzio vigile con un rumore assordante di metallo contro metallo. <CHI VA LA'!!!!> Intimò una guardia da sopra il parapetto guardando verso di loro. Ivraelle alzò lo sguardo, e la sua vista eladrin vide che almeno 10 arcieri umani avevano le armi puntate su di loro. Sospirando stizzita disse <In nome di Corellon, aprite la porta, abbiamo bisogno d'aiuto!>; pronunciate queste parole Ivraelle si gelò nel sentire la voce di NX9 < Sistemi primari di attacco attivati, modalità ariete inserita, pronto a sfondare la porta>. Ivraelle si girò di scatto verso NX9, e nel mentre Khashana prese il controllo del corpo <NX9 caro, non c'è bisogno di violenza, vedrai che ci faranno entrare. Mettiti in modalità standby e aspetta che ti dica io cosa fare, per questa volta, va bene?> gli disse Khashana, con un sorriso carico di fascino. NX9 rimase qualche istante fermo, per poi dire <Entrato in modalità standby>. I tre membri rimanenti del gruppo guardarono alternativamente la paladina e il costrutto con sguardo dall'incuriosito all'affascinato, incapaci di comprendere per il momento la stranezza che avevano di fronte. Vondal si girò verso Eywa, mentre le serrature della porta cigolavano, per dire sottovoce <Penso che questa cosiddetta paladina stia diventando pazza. Tienila d'occhio e al minimo segno di squilibrio intervieni!>. Eywa annuì serio, e nello stesso tempo Vondal sbiancò in volto girandosi verso la paladina. <Non ti preoccupare, non sto diventando pazza, gatto; sei tu che giudichi cose senza comprenderle, quindi fammi il piacere di non aggiungere ulteriori commenti a quel che già hai detto, siamo intesi?> gli disse Khashana, e Vondal rimase stupefatto nel vedere e comprendere che quanto sentiva era rivolto a lui solo, pensieri che filtravano nella sua testa provenienti dall'eladrin... ma chi era questa paladina?!?!?!
La porta si aprì con un nuovo sferragliare, e un gruppo di armati comparve scortando un ometto piccolo e paffuto, che si mise ad osservare il gruppo uno per uno prima di posare lo sguardo sulla sacerdotessa <Per Thorm! La sacerdotessa! è ferita! presto! venite dentro! dobbiamo portarla al tempio!!!>. Senza ulteriori indugi la truppa circondò il gruppo per scortarlo all'interno della cittadella. Il portone si chiuse con clangore dietro di loro, e l'ometto paffuto correva ansimando per le vie della cittadella guidando il gruppo al tempio di Thorm. Entrati nel tempio un gruppo di preti prese in consegna la sacerdotessa, mentre Ivraelle e gli altri vennero fatti accomodare in un salone del tempio ad attendere il reggente della cittadella. Vassoi di cibo e otri vennero portati agli avventurieri per ristorarli e far loro riprendere energia, in attesa dell'incontro, mentre fuori la cittadella prendeva vita con le luci dell'alba.

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Spostato: Ven Ott 13, 22:31:38 da tdb
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