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Taverna dei Briganti

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Alla ricerca dell'amico bisognoso - Narrativo
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Falcor

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MessaggioInviato: Sab Apr 25, 21:04:27    Oggetto:  Alla ricerca dell'amico bisognoso - Narrativo
Descrizione: Narrativo
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Narrativo
#0A3AF7



Alla ricerca dell'amico bisognoso


Serata 1

Era ormai calata la sera nella città di Highmoon, e Arnaldo da Pisa girovagava in cerca di una locanda dove riposare e rifocillarsi; aveva viaggiato tutto il giorno e il suo cavallo era ancora più stanco di lui. Le persone si spostavano al suo passaggio, a causa della mole del suo cavallo da guerra e dell'armatura completa che indossava, cosa inusuale per quella città. Le guardie all'ingresso lo avevano a lungo interrogato sullo scopo del suo viaggio prima di convincersi e lasciarlo entrare (grazie anche a qualche moneta passata di mano). Ora s'approssimava alla locanda, dalla quale provenivano urla, schiamazzi e note stonate di uno strumento che provocavano ilarità tra gli astanti. Portato il cavallo nella stalla e dopo aver provveduto alla sua cura, Arnaldo entrò nella locanda, dove una confusione di luci e suoni lo avvolse e per un attimo lo stordì.

Già da due giorni era ad Highmoon, cantando e suonando il suo strumento per guadagnarsi da vivere; aveva chiesto il permesso alla gilda dei ladri della cittadina, naturalmente... Frido figlio di Drigo poteva essere sventato, ma non certo pazzo; con la promessa che non avrebbe rubato nulla e compiuto azioni contrarie alla gilda dei ladri aveva il permesso di rimanere qualche giorno. Non che a lui importasse molto, aveva pianificato di rimanere solo due giorni e invece poteva restarci una settimana, ma così poteva guadagnarsi da vivere; la sua piccola statura halfling gli permetteva, quando voleva, di passare inosservato e il farsi zimbello delle persone della locanda suonando volutamente in maniera stonata e cantando canzoni a volte inappropriate gli aveva fatto guadagnare l'antipatia e la simpatia di gran parte degli avventori abituali del locale. Quella sera si stava esibendo con maestria per un nuovo arrivato, che per la prima volta aveva notato in locanda... all'inizio voleva esibirsi per un altro uomo, un pò inquietante per la verità, ma lo sguardo di quest'ultimo, penetrante e con un non so che di ipnotico, lo avevano fatto desistere e ora cantava per quest'altro avventore, incappucciato e con strani tatuaggi sulle mani; incrociando il suo sguardo da sotto il cappuccio aveva capito subito che non era umano ma una creatura a lui affine, uno dei leggendari eladrin... eppure anche questo tipo aveva un non so che di magico e di soprannaturale, che consigliavano Frido di stare attento e di 'non tirare troppo la corda' come soleva dire suo padre. L'ingresso di un nuovo ospite attirò la sua attenzione: un umano, con una pesante corazza e una spada molto lunga.

Elnar era nella locanda di Highmoon da qualche giorno; stava aspettando notizie dal suo amico di Waterdeep, che lo aveva contattato tempo prima chiedendogli di incontrarlo nella cittadina di Highmoon per un grosso pericolo che minacciava tutti. Partendo dalla foresta di Aglarond il giovane elfo dei boschi era arrivato a destinazione e ora era un pò inquieto in quanto erano ormai due giorni che il suo amico sarebbe dovuto arrivare. La sua attenzione venne attratta dal nuovo entrato, un tipo tutto muscoli (un guerriero sicuramente) e corazza di piastre, che si faceva largo tra i tavoli per andare dall'oste a chiedere una stanza.

Glorfindel sollevò gli occhi dal suo piatto di cibo e guardò senza particolare interesse intorno a sè. I suoi tatuaggi brillavano fiocamente, ma le lucerne riuscivano a mascherare la cosa, e questo lo sconcertava, dandogli la certezza di avere un nemico nella taverna; gli occhi gli caddero su un elfo dei boschi (no, non poteva essere lui il pericolo), un nano silenzioso (no, quello è sempre qui ed è un attaccabrighe), un piccolo halfling bardo che aveva cercato d'intrattenerlo con la sua musica (se quello per me è un pericolo allora devo tornare nel labirinto), un umano silenzioso e incappucciato seduto a un tavolo d'angolo (quello potrebbe essere sospetto, meglio che vada da lui). Si alzò quindi per dirigersi verso la possibile minaccia, ma incamminandosi sfiorò la schiena di un altro umano, e per un breve istante i suoi tatuaggi aumentarono d'intensità. Gli venne alla mente il curioso episodio dell'halfling che si avvicinava all'uomo ma che poi repentinamente cambiava bersaglio dirigendosi verso di lui. Decise quindi anche lui di cambiare posizione e andare verso il bancone (la cena l'aveva quasi finita, quindi non avrebbe destato sospetti).

Felix von Jaeger osservò l'elfo dei boschi. Era lui il suo obiettivo, e l'avrebbe ucciso stanotte stessa per poi tornare a Waterdeep dal suo maestro. Qualcuno lo urtò sulla schiena, un urto leggero e involontario... girandosi vide un essere incappucciato che si stava dirigendo verso il bancone. Lo tenne sotto osservazione per qualche istante prima di concentrarsi nuovamente sul suo bersaglio.

Frido, Arnaldo ed Elnar decisero di dividere un tavolo per conoscersi e scambiarsi qualche racconto di guerra. Erano talmente impegnati nella narrazione da non accorgersi (volutamente da parte di Felix) dell'approssimarsi di Felix. Soltanto all'ultimo si accorsero di lui e del suo sguardo penetrante, quasi ipnotico, che comandava di stare fermi e di non far nulla. <Buona sera signori, sono Felix von Jaeger e sono molto contento di fare la vostra conoscenza. Per caso state aspettando qualcuno o posso sedermi con voi?> disse, preparandosi a uccidere Elnar. Prima che i tre potessero rispondere risuonò una voce dal bancone <Loro non stanno aspettando nessuno e TU non sei il benvenuto>. Girandosi Felix vide finalmente chi era l'essere incappucciato... un eladrin, un maledetto eladrin; per un istante i suoi occhi si dilungarono sui tatuaggi che percorrevano il suo corpo prima di scoppiare a ridere sinistramente <Elfo, tu non sai con chi hai a che fare... io non sarò mai disarmato> e le unghie di Felix si allungarono fino a diventare neri e lucenti artigli. <Pessima idea, creatura maledetta> fu l'unico commento di Glorfindel mentre tre dei suoi tatuaggi s'illuminavano in seguenza e dalle sue dita prendeva forma una lama d'energia dorata. <Se pensi di bloccarmi, elfo, non ci riuscirai. Tu non mi conosci ancora, ma mi conoscerai e con me conoscerai anche l'ira del mio maestro> detto questo Felix decise di non correre rischi e si dissolse in nebbia, filtrando dalle pietre sotto la locanda. <Tsk tsk> Glorfindel si inginocchiava per terra e tracciava una strana runa col dito impregnato di una sostanza brillante; dopo qualche istante si sentì un rumore come di ossa sbriciolate e infine il silenzio. Glorfindel salutò gli avventori e sparì letteralmente nel nulla, mentre gli altri avventori decidevano che di emozioni ne avevano avuto abbastanza e uscivano in tutta fretta dal locale.
Dopo aver un pò parlottato sulla situazione i nostri eroi si proposero che una buona notte di sonno sarebbe stata l'ideale per riflettere sul da farsi...[/i]

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MessaggioInviato: Sab Apr 25, 21:04:27    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Sab Apr 25, 21:18:02    Oggetto:  
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Serata 2

Un nuovo mattino a Highmoon, Frido, Arnaldo ed Elnar scendono per fare colazione. Freschi e riposati decidono prima di tutto di accompagnare Elnar a Waterdeep a cercare il suo amico; per farlo però devono pensare su come raggiungere la cittadina e optano per un percorso via mare fino a Suzail, per poi procedere via terra fino a Iriaebor, ancora via fiume fino a Scornubel e infine via terra fino a Waterdeep. Sarebbe stato un viaggio di diverse settimane, quindi i nostri eroi decidono di far provviste per il viaggio che li attente. Glorfindel compare nuovamente a loro per dargli qualche consiglio, salvo poi sparire brutalmente quando uno dei nostri eroi non gli chiede se Felix era amico suo. I nostri eroi decidono quindi di girare per negozi ad equipaggiarsi per il viaggio e trovare una nave. Il vicino porto fluviale aveva un mercantile pronto a salpare e i nostri eroi ne approfittano. Prendono le loro cavalcature e salgono a bordo, salpando per una nuova avventura. La cavalcatura di Frido, un cinghiale, viene sacrificata subitro il primo giorno di viaggio... perchè per i marinai è inconcepibile un cinghiale da guerra... i cinghiali sono solo da arrosto (ma quattro dei marinai saranno fuori uso per un bel pò di tempo, magra consolazione per Frido appiedato Smile )

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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 21:11:20    Oggetto:  
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Serata 3

La traversata è cominciata bene per tutti, tranne Frido. Mangiava il cosciotto di cinghiale che gli avevano lasciato con uno sguardo melanconico negli occhi, e propositi di feroce vendetta nel cuore verso il capitano e l'equipaggio. Non era bastato l'alloggio lussuoso assegnato a lui e ai suoi amici dal capitano per farsi perdonare del malinteso... li avrebbe depredati di tutto quel che avevano di valore sulla nave e poi se ne sarebbe andato a comprare un'intera mandria di cinghiali da guerra e sarebbe tornato indietro e li avrebbe uccisi tutti quanti e... scuotendo la testa rimase immerso nei suoi sogni fantastici fino alla fine della cena, quando Arnaldo si avvicinò e gli disse <Frido, vieni a dormire o te ne stai a gironzolare per la nave fino al mattino? guarda che la cena è finita da un bel pò!> <Arrivo!> rispose lui con la sua vocetta lamentosa alzandosi in piedi e scagliando l'osso di cinghiale spolpato dall'oblò della nave. Insieme s'incamminarono verso la camera e vi entrarono, accolti dal ronfare di Elnar che pur essendo elfo faceva un baccano del diavolo quella sera, probabilmente a causa della grossa quantità di boccali di sidro bevuti assieme al capitano. Sospirando rassegnato Frido si coricò nel letto e chiuse gli occhi, continuando a sognare la sua atroce vendetta nei confronti dell'equipaggio.
Il mattino dopo i nostri amici si svegliarono con un feroce mal di testa da postumi di sbornia, tutto girava, non riuscivano a stare in piedi. 'ma... un momento... io non ho bevuto' pensò Frido mentre la nave rollava e andava a saliscendi. Le voci allarmate di capitano ed equipaggio raggiunsero le orecchie di Elnar e Frido. <Credo ci sia qualcosa che non va> disse Elnar <sarebbe meglio andare di sopra per vedere se possiamo essere utili>. <Va bene> rispose Arnaldo. <Voi andate pure... io resto qui... non mi sento bene> disse Frido mentre un piano si formava nella sua testolina e faceva strani versi con la bocca per simulare un principio di mal di mare. Gli amici uscirono, lasciandolo solo e Frido sogghignò allegramente. Prese tutta la sua roba ed uscì dalla stanza, si guardò intorno circospetto prima di tirar fuori i propri arnesi da scasso e aprire la porta della cabina adiacente alla sua.

In coperta le cose non andavano bene, tre grossi tornados marini seguivano la nave e le acque erano molto agitate; il capitano e l'equipaggio erano impegnati ad alzare tutte le vele disponibili per sfruttare il vento e sfuggire alla furia di quello che poteva distruggerli completamente. Elnar e Arnaldo rimasero brevemente sul pontile, osservando la concitazione e sentendosi impotenti di fronte a questo caos. Decisero quindi di tornare sottocoperta per prendere il proprio equipaggiamento e informare Frido del pericolo.

Frido entrò nella stanza e si guardò intorno. Era una cabina ordinaria, più povera della loro, ma stranamente la porta era chiusa dall'interno ma dentro non c'era anima viva. La chiave della cabina faceva bella mostra di se su un tavolo e per terra, vicino al tavolo, c'era una sfera luminosa se sembrava brillare di luce propria. Senza pensare Frido si avvicinò alla sfera, toccandola... e il mondo intorno a lui cambiò repentinamente, ritrovandosi in un laboratorio alchemico dove un vecchietto vestito d'azzurro e con la barba argentata sbuffava di fronte a degli alambicchi mentre stava preparando quella che per Frido aveva tutta l'aria di un incantesimo. Gli sembrava vagamente di conoscere il vecchietto, ma non aveva idea di dove potesse averlo visto. <Salve> gli disse con la sua vocetta che voleva essere dolce e rassicurante, ma che ebbe come effetto quello di rovesciare il contenuto di un alambicco che il mago aveva in mano, creando una bella esplosione; il mago con i vestiti anneriti e la barba in disordine si girò verso di lui, e Frido si ritrovò con il desiderio impellente di 'scomparire' davanti allo sguardo assassino del vecchietto.

Arnaldo e Elnar scesero nel corridoio verso la propria cabina, arrestandosi davanti alla porta aperta della cabina accanto alla loro per il forte odore di fumo che proveniva dall'interno. Guardandosi intorno circospetti videro la sfera luminosa e vennero inghiottiti dalla luce, ritrovandosi in un laboratorio alchemico mezzo devastato e con un vecchietto fumante e incavolato che stringeva per il collo Frido. <Razza di piccolo halfling idiota, ti rendi conto di quel che hai fatto?!?!?! Hai rovinato un incantesimo che sto preparando da 2 giorni, adesso per ritrovare tutti gli ingredienti necessari ci metterò altri 50 anni, maledizione!!!!!> <Perdono buon mago> rispose Frido <ma non sapevo che foste sulla nave, la porta della stanza era aperta e io ho visto una bella palla luminosa e l'ho toccata e... volete che vi canti una canzone per distendervi i nervi?> sorrise speranzoso Frido tirando fuori la sua arpa e cominciando a strimpellare alcune note. Il mago lo guardò e gli disse <Avevo chiuso a chiave la porta della stanza, quindi la tua versione è falsa. Dimmi la verità o ti farò molto male!> rispose il mago, lanciando una piccola scarica elettrica che fece gemere e impaurire Frido. Elnar si avvicino e disse <Buon mago, il mio nome è Elnar e vi chiedo cortesemente di lasciar andare il nostro piccolo amico. Con chi abbiamo l'onore di parlare?>
<Il mio nome è Elminster, e sono un mago al servizio di Mystra. Il vostro amico qui ha commesso un'intrusione che definirei imperdonabile, a meno che voi non abbiate a vostra volta un valido motivo per esser venuti qui dentro... o devo supporre che siate cacciatori di tesori come il vostro amico?> disse il mago con voce suadente e un sorriso sulle labbra, ma senza raddolcire l'espressione del suo sguardo ora posato su di loro. <Saggio Elminster, siamo venuti in cerca del nostro amico perchè la nave su cui viaggiamo è in pericolo, tre tornados la stanno seguendo e si avvicinano sempre più. Il capitano dice che verremo fatti a pezzi. Voi che siete potente non potreste aiutarci a uscire da questa pericolosa situazione?> gli disse Elnar. A queste parole Elminster divenne un vortice di attività: il laboratorio ritornò completamente integro e tutti loro si ritrovarono dentro la cabina. La nave ora rollava ancor più paurosamente di prima ed Elminster, dopo qualche istante, si mosse per andare sul ponte, seguito dai nostri tre amici. Giunto sulla tolda si mise a gesticolare con le mani pronunciando arcane parole e i tornados deviarono dalla loro rotta, allontanandosi dalla nave mentre le acque del mare si calmavano. Elminster si girò verso di loro e disse <questo non era normale, un incantesimo è stato lanciato, non so se contro di me o di voi, ma io so della vostra missione, e non potete rimanere qui un istante di più. Vi darò un tappeto volante che vi porterà fino alla foce del fiume, e da lì potrete prendere un altro battello per raggiungere la vostra destinazione> detto questo i nostri eroi si ritrovarono catapultati sul tappeto volante, assieme ai loro averi impacchettati. Il tappeto andava velocemente e presto avvistarono la terraferma. Una volta arrivati il tappeto li depositò a terra per poi svanire nel nulla, lasciando i nostri eroi a preparare un accampamento dove passare la notte. Frido si rigirò nel suo giaciglio, continuando a meditare vendetta verso il capitano e i marinai della nave... ma sarebbe tornato indietro, oh si! e gliel'avrebbe fatta pagare cara a quelli, oh si!! con questi pensieri s'addormentò assieme agli amici, aspettando quel che avrebbe portato il nuovo giorno.

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MessaggioInviato: Ven Ago 28, 21:30:40    Oggetto:  Halfling Bardo Frido figlio di Drigo
Descrizione: Narrativo
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(IV serata)

dal Diario di Frigo figlio di Drigo,
della gente Halfling delle Case sotto la collina,
artista di strada e scassinatore_ancora_non_troppo_bravo.

La Nave scese a tempesta ed io mi ritrovai incuriosito nel laboratorio ricco di un Mago ricco,
Mago ricco barbalunga, uno dei maghi più famosi nel Faerun della gente alta,
e stranamente stavolta non mi si è attaccato niente alle tasche ma ci dovrò ritornare un giorno, troppe cose luccicanti!,
magari ci torno con Arnaldo da Pisa che è un uomo alto della gente alta ed è molto robusto e simpatico,
e poi ha detto che mi aiuterà a radunare un esercito di cinghiali da guerra per attaccare la nave dei marinai assassini di cinghiali da guerra!
Dopo siamo finiti su un tappeto che volava che non avevo mai visto se non per sentito dire nelle terre lontane
dai cantastorie cugini di mio cugino Prigo figlio di Sligo fratello di Drigo delle Case sotto la collina.
Sul tappeto Elnar l'Elfo simpatico che è anche il capo della Compagnia_dei_tre_capi, Arnaldo da Pisa l'omone corazzato della gente alta
secondo capo ed io terzo_capo_quando_siamo_in_tre, ci siamo addormentati e svegliati in una radura nei boschi vicino, dice Elnar,
alla Città di Berdusk, sulla strada per Baldur's Gate e Waterdeep, nostra meta finale dove festeggieremo e gozzoviglieremo tutta notte
ed io canterò le mie canzoni migliori...
Elnar, che è nostro capo ed è simpatico sempre e gran ambasciatore ci ha dato oggetti che è riuscito a fregare parlando molto
al Mago ricco barbalunga, a me un braccialetto tanto bello e poi mi sono ritrovato in tasca i guanti che toccavano a Elnar che
gli ho passato ed all'omone Arnaldo da Pisa una cintura grossa.
Poi Elnar ha magicamente fatto apparire, sicuramente è un grande mago anche lui, un accampamento pieno di tende, servi silenziosi e che non bevono,
e tanto bere e cibo ed io mi ci sono messo subito a mio agio.
poi sono arrivati dal bosco e da direzioni diverse tre nuovi amici, un elfo con lupo simpatico e un umano cacciatore.
Il nostro capo Elnar ci ha parlato, poi anche se qualcuno voleva togliere l'accampamento mi ha detto a gesti
di rimanere all'accampamento a gozzovigliare tutta la notte come capo mentre loro quattro andavano dietro all'altro elfo, ora apparso,
che non gli piaceva molto la mia musica alla taverna della città dove ci conoscemmo tutti.
Figurati se seguivo di notte l'ennesimo elfo e la bestia misteriosa che nel bosco faceva rumore assordante quando posso gozzovigliare
e poi Elnar dice che quando sono da solo sono io il capo della Compagnia!
Un brindisi del miglior sidro al grande mago elfo Elnar capo della Compagnia dei tre capi ed una suonata a contorno...
dleng dleng dleng... la la la...
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MessaggioInviato: Mer Ott 14, 21:50:06    Oggetto:  
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Serata 4

Ormai era buio nella foresta, le creature vaganti durante il giorno si stavano affrettando a tornare nelle tane per lasciare il campo libero ai predatori notturni. Holster era in agguato e aspettava pazientemente che la sua preda, un grande cervo maschio, si girasse per offrirsi come facile bersaglio. La freccia era incoccata e il ranger (perchè di ranger si tratta) era pronto a scagliarla per procurarsi la cena della sera e il pranzo del giorno dopo quando, senza nessun preavviso, il cervo anzò la testa di scatto e scattò via cogliendo di sorpresa Holster. Un rumore nel cielo gli fece alzare lo sguardo, e il ranger vide scendere verso terra uno strano oggetto, che poi con stupore riconobbe come un tappeto magico. 'La solita gente di città' pensò cupamente, sputando per terra con disprezzo. Osservò i tre personaggi mentre scendevano dal tappeto, indeciso se scoccare frecce su di loro per ricompensarli della caccia andata a monte o chiedere ospitalità per la notte dividendo le cibarie che sicuramente avevano portato in mezzo a quei pacchi di roba. 'un halfling bardo?' pensò strabuzzando gli occhi nel vedere il piccolo Frido che prendeva il suo strumento e cominciava a canticchiare scatenando le irate proteste dell'elfo. 'Gente di città' ripensò Holster, adesso in guardia perchè il casino che stavano facendo poteva attirare i predatori notturni. Con un sospiro si apprestò a scendere dall'albero, salvo poi fermarsi di botto per una nuova sorpresa.

Il cervo era nervoso, sentiva che qualcosa non andava ma non sapeva cosa. Il suo istinto gli diceva che c'era un pericolo, ma non sapeva che tipo di pericolo. Tutto il giorno aveva trottato nella foresta, attento ad annusare l'aria per sentire la presenza di predatori... solo una volta gli era parso di captare un lievissimo sentore di uomo, ma si era poi dissipato quasi subito. Un rumore sopra di lui scatenò il suo istinto di conservazione, e scattò in mezzo agli alberi zigzagando in corsa per fuggire eventuali predatori. Preso dalla sua corsa non s'avvide di dove stesse andando, col risultato di sbattere contro un lupo solitario. Il cervo e il lupo ruzzolarono insieme per diversi metri, prima di rimettersi entrambi sulle zampe e fronteggiarsi. Il lupo però non era solo, al suo fianco un elfo vestito con tessuti del colore della foresta; l'elfo fissò il cervo (che si calmò visibilmente) e usò le sue abilità per 'parlare' con l'animale. Fatto questo, il cervo riprese a correre mentre il druido e il lupo si mettevano in cammino seguendo a ritroso il percorso dell'animale. Arrivarono a una radura e lì videro Elnar, Frido e Arnaldo impegnati in una specie di conversazione... ovvero Frido stava cantando e Elnar lo stava prendendo a male parole, mentre Arnaldo osservava i pacchi cercando disperatamente di individuare la sua lucente armatura. Il siparietto tragicomico strappò un sorrisetto al druido che uscì nella radura.

Grom si destò, percependo l'arrivo dei suoi bersagli. Il padrone gli aveva detto che dovevano morire e lui non poteva disobbedire al padrone. 'Maledetti succhiasangue' pensò Grom, che doveva servirli perchè così gli aveva ordinato il suo capo. Lui era un mannaro, e ce l'aveva a morte coi succhiasangue, ma il suo capo era stato assoldato da loro, e il capobranco comanda. Scuotendo la testa si alzò dal suo giaciglio e guardò in cielo la luna piena che stava sorgendo. La vista della luna, malgrado il sole non fosse ancora totalmente tramontato, gli strappò un ululato dal profondo della gola, mentre lentamente iniziava la sua trasformazione. Li avrebbe uccisi e ne avrebbe portato i resti al suo capo, per rendere onore al branco.

Frido si mise a cantare accompagnandosi con lo strumento, mentre Elnar frugava in mezzo ai pacchi per trovare il rifugio dove passare la notte. Arnaldo sempre più disperato cercava invece febbrilmente i pezzi della sua armatura, che erano stati impacchettati separatamente. 'Frido, smettila di cantare e dacci una mano!!' disse seccamente Elnar. 'Ma vi sto dando una mano! questa canzone serve per focalizzare la mente nei compiti più importanti da svolgere! lalalalal lalala lalalalalala lala' rispose Frido, continuando imperturbabile. 'Ci tirerai addosso tutti i predatori della foresta con la tua lagna!!! Smettila!!' replicò Elnar. Dopo quelle parole un ululato distante squarciò il silenzio della foresta. Frido smise subito di cantare, Elnar si drizzò improvvisamente guardandosi intorno e Arnaldo emise un grido di gioia nel trovare il suo spadone.
'Penso sia meglio accamparci qui senza fare rumore, creiamo il bivacco e facciamo turni di guardia' propose Elnar. 'Sono d'accordo' rispose Arnaldo 'e adesso che ho il mio spadone posso proteggerci tutti'. 'Io invece andrei su un albero, è più sicuro' disse Frido con voce leggermente tremante 'anche perchè credo che ci sia il padrone dell'ululato' aggiunse indicando verso un punto dietro ad Elnar. L'elfo si girò e vide un lupo che li osservava da vicino, gli occhi curiosi ma non minacciosi, la bocca semiaperta come a captare gli odori che emanavano e decidere se fossero prede o altro. 'Opul! Vieni qui!' comandò una voce imperiosa e melodiosa allo stesso tempo: un elfo, che come aspetto ricordava ai nostri eroi Glorfindel, vestito con tessuti che rispecchiavano tutti i colori del bosco, li stava osservando con un lieve sorriso di simpatia stampato sul volto.'Bentrovati stranieri, il mio nome è Virtur e sono il druido di questa foresta. Lui è Opul, il mio compagno animale. Chi siete voi e cosa ci fate qui?' chiese il druido ai nostri tre eroi. 'Salute a voi messer druido, il mio nome è Elnar e sono un chierico, e questi sono i miei compagni Frido figlio di Drigo, bardo, e Arnaldo da Pisa, guerriero'. Frido non seppe resistere e al pronunciare del suo nome fece un profondo inchino per poi cominciare a suonare il suo strumento. Ma tosto dovette interrompersi al ringhio di Opul, che si era diretto verso una pianta e adesso ringhiava col muso rivolto all'insù. 'Gente di città... e un druido! Peggio di così non mi poteva capitare' disse una voce proveniente dalla cima dell'albero. Ehi! druido! richiama il tuo lupo o lo faccio scappare io!' disse Holster con tono minaccioso. 'Opul, vieni qui! cuccia!' disse Virtur, richiamando a sè il lupo che, obbediente, lasciò la base dell'albero e si sedette accanto al druido. Holster quindi scese dall'albero e si avvicinò agli altri. 'Salve stranieri, sono Holster e sono un ranger. Devo ringraziare voi gente di città se siete riusciti a far scappare la mia cena di stasera!'. A quelle parole lo sguardo del druido si fece cupo 'Quel cervo non deve essere ucciso, è il maschio più fertile della foresta e deve ripopolarla con i suoi piccoli' rispose Virtur. 'Signor druido, io di cervi fertili non so nulla, so che il mio stomaco brontola dalla fame e per stasera non avrò niente da mettere nello stomaco... e quel cervo sarebbe stato un ottimo pasto, fertile o meno' ribattè il ranger. 'A questo possiamo rimediare noi' disse Elnar prendendo in mano un pacchetto e pronunciando una parola arcana. Il pacchetto si liberò dalla stretta del chierico e prese a dispiegarsi intorno a loro, creando un accampamento con sei tende e un fuoco scoppiettante al centro. Dei servi comparvero dal nulla e si misero a cuocere della carne e altre succulenti prelibatezze sotto gli sguardi stupiti di Frido e degli altri. Il sole era tramontato, la luna piena stava sorgendo nel suo splendore illuminando la radura e i nostri eroi cominciarono a mangiare scambiandosi informazioni tra di loro e aneddoti per conoscersi meglio.

Qualcosa non andava... Glorfindel era certo che qualcosa o qualcuno fosse sulle tracce del gruppo. Lui non poteva aiutarli direttamente, ma nello stesso tempo non poteva neppure lasciarli andare allo sbaraglio. I nemici erano molto potenti, e lui doveva aiutarli per fare in modo che portassero a termine la missione. Concentrandosi disegnò una runa nell'aria e un portale si aprì davanti a lui. Vi entrò e si ritrovò in un bosco, accanto a una radura. Non si sentiva nulla, solo il rumore degli animali notturni, e per un attimo pensò d'aver sbagliato posto o che la sua magia avesse fatto cilecca... un ululato lamentoso però lo convinse d'essere sulla pista giusta. Una nuova runa si accese stavolta sui suoi occhi, che iniziarono a emanare una fioca luce rossastra, mentre dalla mano uscì una lama di energia rossastra, iniziava la caccia, e il cacciatore non sapeva ancora d'essere diventato preda.

Grom si era trasformato e annusava l'aria per percepire le sue prede. Un lungo e lamentoso ululato di trionfo gli uscì dalle fauci quando percepì i loro odori. Impaziente di tornare a casa scattò nella foresta, verso la direzione dove sapeva essere le sue prede. Le avrebbe ridotte a brandelli e le teste le avrebbe portate dal capo come trofei... ma cos'era quella luce rossastra che si stava avvicinando davanti a lui?!

Elnar e gli altri stavano mangiando quando un ululato squarciò la notte. Opul alzò la testa e si mise a ringhiare, ma nello stesso tempo teneva le orecchie abbassate, segno di paura. Virtur guardò colpito il suo lupo, Holster si alzò prontamente in piedi e Arnaldo prese in mano il suo spadone; Elnar si diresse verso l'ingresso dell'accampamento e Frido... Frido aveva una paura pazzesca, stava bene dove stava, non voleva uscire dalla sicurezza dell'accampamento magico e aveva perso la voglia di cantare... ci fosse stato il suo cinghiale da guerra accanto a lui non avrebbe avuto assolutamente paura, ma un lupo... un grosso lupo... beh, lui non sarebbe uscito! nossignore! Neanche se lo pagavano sarebbe uscito, meglio povero ma vivo che ricco ma nella pancia di un lupo. Questi pensieri si agitavano nella sua mente prima di bloccarsi (e bloccare gli altri) di fronte alla stupefacente vista di Glorfindel che compariva dal nulla in corsa, gli occhi rossastri e una lama di luce rossa nella mano destra. Sembrava in caccia, e in brevissimo tempo sparì dalla vista degli avventurieri, correndo in direzione dell'ululato.

Grom vide la luce farsi sempre più vicina, e il suo istinto gli trasmise una certa inquietudine. Non potevano essere le sue prede, quella luce aveva un odore strano, un odore che non aveva mai sentito e... un elfo gli si parò davanti, occhi luccicanti e una specie di lama rossa che usciva dalla sua mano. 'Magia!' pensò Grom, scartando a sinistra per evitare il colpo che era partito dall'elfo in corsa. La lama lo colpì solo di striscio, disegnando una linea retta sul suo fianco e facendolo ululare di dolore. Era peggio dell'argento, e quella maledetta lama d'energia lo feriva senza permettergli di rigenerare le ferite... non poteva stare lì, doveva scappare. Glorfindel sembrò percepire le reazioni di Grom. 'Amico, non crederai davvero di riuscire a scappare da me' gli disse con un sorrisetto malizioso... e la lama di luce si spense di colpo. 'O cavolo... non ho contato il tempo che passava!' pensò con rabbia l'eladrin, mentre un ringhio di gioia scappava da Grom. Il mannaro scartò di nuovo e si avventò verso l'elfo. Iniziarono un duello fisico micidiale, in cui entrambi scalciavano... ma mentre il licantropo poteva contare su artigli e denti, Glorfindel era disarmato. La lotta continuò, con il mannaro che graffiava e Glorfindel che rispondeva coi pugni. Uno di questi colpi andò a segno, lasciando intontito il lupo per qualche istante, e l'elfo ne approfittò per disegnargli sulla schiena una runa con il proprio sangue. Rotolò poi lontano da lui, ma un artiglio riuscì a provocargli una profonda ferita all'addome, che lo fece mugolare di dolore. Grom era ancora vivo, e ormai aveva vinto. Si avvicinò per il colpo mortale... e si fermò interdetto di fronte al sorrisetto ironico dell'elfo. Un dolore lancinante gli squassò la schiena... poi il buio... e l'oblio.
Glorfindel attivò la runa della distruzione disegnata dietro la schiena del mannaro, coprendosi gli occhi per proteggersi dal botto. Un gigantesco boato scosse la foresta, e quando Glorfindel riaprì gli occhi vide il cadavere del licantropo e la terra intorno a lui bruciata nel raggio di diversi metri. Non poteva però trattenersi lì, anche se i suoi poteri rigenerativi si erano attivati era troppo debole per affrontare un nuovo nemico... mestamente riattivò la runa del teletrasporto, ritrovandosi nel suo rifugio.

Elnar e gli altri sentirono il boato dell'esplosione. Avevano seguito le tracce di Glorfindel ed ormai erano vicini alla zona del combattimento. Arrivati in una radura, videro il cadavere del licantropo ma nessuna traccia dell'elfo. Dopo aver pensato per un pò a cosa fare in caso di altri nemici, decisero di ritornare all'accampamento stabilendo dei turni di guardia, Perquisirono il cadavere del licantropo, trovandogli addosso alcuni oggetti interessanti. Rientrarono quindi all'accampamento, per riposarsi nell'attesa di un nuovo giorno.

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MessaggioInviato: Dom Mar 13, 08:30:06    Oggetto:  
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Serata 5 e 6

Il nuovo giorno ritrova i nostri eroi alle prese con il difficile tragitto per arrivare a destinazione alla cità di Waterdeep. Dopo un breve conciliabolo fra loro, s'incamminarono verso la cittadina di Elturel, distante circa 7 giorni di cammino. La giornata trascorre tranquilla, ma la notte li trova alle prese coi primi problemi non morti: un piccolo gruppo di persone incappucciate non morte percorreva la loro stessa strada, e se li ritrovano vicino all'accampamento. I nostri eroi hanno veramente corso il rischio d'essere scoperti, ma grazie alla loro prontezza di riflessi tutto è andato per il meglio.
Sul far del giorno i nostri avventurieri arrivano ad un paesino vicino a Elturel, e per evitare problemi decidono di aggirare la città; passando a sud della stessa arrivano al cimitero, e lì scoprono che le cose non sono proprio quello che sembrano: la magia della morte ha cominciato a risvegliare i cadaveri delle tombe, e gli avventurieri devono affrontarne qualcuna, prima di ritirarsi per evitare ulteriori guai. Giunti alla porta ovest del paese trovano un amico di Holster che li equipaggia per proseguire la loro avventura verso Waterdeep.

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MessaggioInviato: Dom Mar 13, 10:55:48    Oggetto:  
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Serata 7 e 8

I nostri amici, dopo qualche giorno di cammino arrivano finalmente a Elturel. Trovano alloggio per la notte in una locanda vicino al cimitero, dove i morti si sono risvegliati e stanno facendo ingenti danni. I nostri eroi, dopo un breve riposo e una cena si trovano alle prese con un'invasione di non morti all'interno della locanda; i nemici scavando al di sotto del cimitero sono arrivati alle cantine della locanda, e i nostri eroi devono intervenire per evitare che escano e si disperdano per la città, portando panico e morte. Dopo un cruento combattimento riescono a far crollare il tunnel e salvano la città e la locanda.

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MessaggioInviato: Dom Mar 13, 11:05:38    Oggetto:  
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Serata 9

Un nuovo giorno è sorto ad Elturel, e i nostri avventurieri, galvanizzati dalla vittoria della sera precedente, decidono di avventurarsi nel cimitero per capire contro chi devono combattere e far cessare, almeno in questa cittadina, la minaccia non morta.
Un paladino locale li scorta fino al cimitero, dove i nostri amici iniziano il combattimento contro i non morti che vi si stanno aggirando senza meta. Il mago rosso del Cormyr supporta i compagni dall'ingresso del cimitero, lanciando palle di fuoco a ripetizione che sterminano letteralmente i cadaveri ambulanti più deboli, mentre nei mausolei si riparano esseri più forti e pericolosi, che comunque i nostri eroi affrontano e sconfiggono senza troppi problemi. Un vampiro consegna a uno degli eroi un oggetto per poi sparire nel nulla, mentre gli altri avventurieri esplorano le macerie dei mausolei alla ricerca di oggetti e tesori.
All'uscita del cimitero vengono avvicinati da un emissario di Castel Spulzeer, che li invta al castello dove, dice lui, sono partiti gli incantesimi che hanno animato i morti. Dopo aver discusso un po' sul da farsi, decidono di partire per il castello per porre termine alla minaccia non morta una volta per tutte.

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MessaggioInviato: Lun Mar 06, 19:16:44    Oggetto:  
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Riassunto delle Serate finali 10 e 11 e 12 e 13 e 14 e 15

Arrivati davanti al castello i nostri eroi fanno la conoscenza con i suoi guardiani, due splendide viverne, destate dalla voce stridula di Frido. Dopo molte difficoltà (e la prima morte di Frido, poi risorto grazie a un rubino magico donatogli da Elminster) i nostri eroi riescono a sconfiggere le viverne e all'ingresso del castello fanno la conoscenza con la sorella di Chardath, l'attuale signore del maniero... o almeno con il suo fantasma (lei infatti è morta da un bel pò di tempo). Esplorano il castello in lungo e in largo, invaso dai non morti e da altre creature infernali, e vengono a conoscenza dei segreti riti che vi si svolgevano all'interno (festini di sangue per gli ospiti, dove venivano sgozzati elfi e altre creature per il loro divertimento). La sorella di Chardath infine li indirizza verso il luogo dove risiede Karthak, il lich malvagio che sta cercando di risvegliare i cadaveri in tutti i cimiteri. In un epico scontro finale vediamo tutti gli attori principali affrontarsi per la supremazia: Marble (sorella di Chardath) per avere giustizia, Chardath per liberarsi dell'avo che lo ha costretto a sacrificare sua sorella per farlo rivivere, Karthak che vuole liberarsi di tutti per essere libero di conquistare il mondo. Dopo una lunga e cruenta battaglia a colpi di armi magiche e d'incantesimi lo scontro ha termine con Elnar che infligge il colpo di grazia a Karthak... ma non vi è proprio un lieto fine: sferrato il colpo di grazia, Elnar vede Karthak e Chardath avvolti in una specie di nebbia grigiastra che in breve di disperde e li fa sparire senza lasciare traccia. Marble invece con un sospiro si dissolve nell'aria, ringraziando gli avventurieri per aver fatto giustizia e risanandoli dalle loro ferite.

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Spostato: Ven Ott 13, 22:31:38 da tdb
da Cronache di Gioco di Ruolo de la Taverna dei Briganti... a Narrativi e GdR pbf
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