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Taverna dei Briganti

Games in Taverna & due chiacchiere con l'Oste... Congrega ludico-culturale-antagonista-et danseurs...

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il viaggio
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Milk

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MessaggioInviato: Mar Mag 11, 11:40:13    Oggetto:  il viaggio
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Diario di un pellegrino

Lunedì 10 maggio 2010

alle ore 06.20 inizia questo viaggio. Il mio amico teso mi passa a prendere direttamente a casa, destinazione Fornovo.... luogo designato per partire.
Dopo aver bevuto un gingseng gentilmente offerto ed essersi salutati, m'incammino.

E subito inizio ad incontrare le prime difficoltà.
In Fornovo non ci sono indicazioni i segni... scruto con gli occhi ogni angolo ogni muro... ma senza trovare il pellegrino con il bordone.
Decido allora di fare la cosa più semplice del mondo ma tutt'altro che scontata
chiedo informazioni.... le prime sbagliate, ma me ne accorgo quasi subito. Poi grazie ad un dipendente comunale intraprendo la retta via (ah i dipendenti comunali).
La salita verso il monte della croce è in asfalto e costante nessuna difficoltà da segnalare. Arrivati alla croce piccolissima sosta il tempo di fare una fotografia alla valle del fiume taro che scorreva sotto di me.
Finalmente sulla strada iniziano a comparire i segni, il pellegrino con il bordone.. sui muri su paletti ad ogni svincolo e per chi cammina sapere che la strada è quella giusta scalda il cuore e rende deciso il passo!
E' una strana sensazione, ma quando anche non ci sono stati svincoli per tanto tempo...cerchi comunque i segni per dar conforto al tuo cammino i dubbi ti vengono!!!

Arrivo agevolmente a Sivizzano e li si pone un problema.
Il percorso ti fa passare il fiume su un ponte. Un ponte che la piena ha portato via... dall'altra parte ci sono i cartelli... bisogna passare, ma l'acqua limacciosa delle limpide piogge dei giorni passati scorre impetuosa... come faccio.. e poi osservo nella terra dei passi.. i pellegrini dei giorni scorsi che hanno fatto con dei sassi un passaggio sul greto più a valle... non prorpio a garanzia di non bagnarsi... ma raduno il mio senso di equilibrio e un balzo dopo l'altro passo!
Dopo una camminata di un chilometro tra l'erba alta il sentiero si riperde... non ci sono segni...guardo la cartina si deve passare di li... ma il bosco ha inghiottito tutto... di tornare indietro non se ne parla... quindi esploro i dintorni per trovare il passaggio. Dopo 30' di ricerche e ansia decido di riguadare il fiume in un punto che sembra propizio... ma stavolta non c'è nessun passaggio ufficioso da poter sfruttare... l'unico punto dove gli argini scavati dalla forza del fiume sono agibili, ha l'acqua che ad occhio e croce arriva al ginocchio... e allora via calze e scarpe e a piedi nudi si ripassa il fiume con l'acqua fredda che ti fa pulsare le vene dei piedi.
Riesco a recuperare un sentiero parallelo alla statale dove non chiedetemi come ma ricompaiono i nostri pellegrini... ma ancora una volta mi portano in altro attraversamento del fiume...e anche qui il ponte è crollato... sconfortato osservo l'impossibilità di passare, corrente veloce e tratto profondo... ma ecco che arriva un scoiattolo (bellissimo) che tranquillamente passa il fiume approfittando di un tronco di quercia abbattuto che passa sopra l'acqua...e squittisce. Il tronco di una quindicina di centimetri di diametro mi mette in tentazione... l'aquilotto che c'è in me mi dice FALLO FALLO FALLO... ma il mio senso del reale mi fa osservare il corpo snello e sinuoso dello scoiattolo che sarà pesato forse un kilo... Io che non un corpo sinuoso (tralascio lo snello) avrei fatto la fine della nutria... rinuncio e faccio una deviazione (cartina alla mano) di un paio di km e mi riporto più a monte sulla retta via.

Si inizia a salire... e arrivo al paese di Bardone dove mi accoglie una stupenda pieve romanica... unico rammarico; chiusa... qui attraverso campi gialli di fiori..e pieni di rondinelle che volano radenti a velocità che nelle terre verdiane avrebbero fatto impazzire i flash dei nostri vigili... e mi tagliano letteralmente la strada, mi circondano.

Dopo una mezz'oretta arrivo al paese di Terenzio (fa comune e non ho incontrato anima viva...), piccola pausa, un pò di frutta secca e leviamo i pantaloni lunghi...riparto e iniziano i tratti su carraie e sentieri.
La nebbia anzi le nuvole che mi circondano, condensano piccole particelle d'acqua sopra il viso.. e tra i capelli, le lumache con le loro antenne mi attraveravano la strada a velocità infinitesimamente piccola...
con la loro casa sulle spalle ben arredata con televisori al muco 42 mignoli... e le antenne quelle due antenne già predisposte a vedere il digitale terrestre.
Continuo a salire (lo ammetto con un po di fiatone e le amate bacchette alla mano), e qui magicamente al lato della strada appare un cerbiatto che mi guarda, nel prato a fianco altri 4-5 cerbiatti accolgono il mio passaggio con un grido strano che posso defire con un suono ibrido tra una o e una u tutta leggermente rauco. Gli sorrido, scappa... penso “avro qualcosa tra i denti!”Qui la strada è attraversata da ruscelli che con il loro scrosciare ti chiedono il permesso di passare... concesso!
Il fango: nessuno ha mai pensato quanto si affettuoso il fango si aggrappa alle tue scarpe e non ti molla più... e ogni passo diventa più pesante e faticoso..e visto che di fiato ne ero già a corto...non ho apprezzato questo “amore”.
arrivo al castello di Casola e prendo una ripida discesa che mi porta a villa... particolare nullo se non fosse che ho rischiato una balta storica, sull'erba e il fango viscido sono scivolato giu per una decina di metri.... rischiando seriamente di girare il ginocchio... ma salvando la parte sacra!!! Decido di togliere i gommini alle bacchette (moderni bordoni dei pellegrini). E di sfruttare le punte metalliche per impuntarmi!!!

A villa trovo una panchina vicino la strada tolgo lo zaino e mangio ancora un po di frutta secca (sono le 12.30) parlo con un signore del posto che mi racconta che tutti i pellegrini si fermano su quella panchina e bevono dalla fontana vicina... del resto è l'ultimo tratto prima di Cassio... dopo una quindicina di minuti riparto..se il tempo era stato clemente fino a quell'ora il cielo iniziava a preoccuparmi alquanto.
Passo per abetaie dal profumo di resina che mi riempie la punta del naso, le radici e quasi lo sento nei polmoni... a differenza di prima un soffice manto di aghi di pino accompagna i miei passi...e se prima ad ogni dura pietra era uno sforzo per le caviglie ora sembrava di camminare con delle scarpe ultra ammortizzate.

Riprendo la statale alla mia sinistra i famosi salti del diavolo... queste roccie che si ergono dal nulla attraversano la valle da una parte all'altra formando una piccola cascata nel fiume che scorre in basso.
Ore 14.00 arrivo a cassio e subito trovo una signora che dall'apparente età di 200 anni, potrebbe anche aver conosciuto Garibaldi... è la proprietaria del negozio di alimentari.... anzi come dice l'insegna commestibili!!!! un negozio così antico che la Germana di scacciapensieri (mitica), sembra un centro spaziale.... un panino con la coppa e un dolcetto...meritato credo!
Cento metri dopo mi attende l'ostello e un signore gentilissimo che mi accoglie mi fa il timbro sulla credeziale... mi accompagna in camera. Doccia, Bucato (calze mutande e maglietta) e pisolino. Ora sono le 19.30 e mentre scrivo un pallido sole fa capolino tra le nuvole... la foschia avvolge le montagne tutto intorno, le rondini volano allegre, i passerotti cantano... i merli fischiano e io aspetto di andare a cena. Finisce qui la mia prima giornata di cammino.

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Capitan Milk
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MessaggioInviato: Mar Mag 11, 11:40:13    Oggetto: Adv






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MessaggioInviato: Mer Mag 12, 22:45:18    Oggetto:  
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Martedì 11 maggio 2010
Se la sera prima mi sono addormentato al canto del Ciò (l'assiolo), la mattina è stata con Have You Ever Seen The Rain dei Credence....ognuno ha la sveglia che merita...
Raccolto le cose fatto il punto della situazione esco dall'ostello tirandomi dietro la porta... e mi avvio verso il bar... sono le 06.50... il bar è chiuso, un gatto (bellisimo) miagola e viene a prendere le carezze... e mi accontento di un po di frutta secca...per colazione.
Mi avvio.
il cielo non promette nulla di buono... lampi all'orizzonte nuvole che salgono le montagne come scalatori esperti, ed ecco puntuali le prime goccie.
Subito indosso il poncho e con esso inizia il dramma... bagnato fuori per l'ancora leggera pioggia, bagnato dentro per la traspirazione... abbandono presto la strada dopo e inbocco un sentiero pieno di pozzanghere e ad ogni pozzanghera un piccola sosta per valutare come passarla indenni.... e ancora una volta i miei moderni bordoni mi sono venuti in aiuto. Il fango ieri affettuoso e attaccato alle mie scarpe oggi è affezzionato alla sua terra ma tenace vuol trattenere ogni mio passo come fosse mastice... la fatica e la salita iniziano a farsi sentire.
Arrivo a castellonchio... purtroppo anche qui la chiesa chiusa mi fermo sotto un portichetto per 5 minuti e riparto. Da qui decido di mantenere il cammino sulla strada asfaltata non per la fatica della salita sotto la pioggia e il fango ma, per il rischio in discesa di scivolare e farsi male.... e siccome sono da solo non posso prendere questo rischio. Anche se questa decisione mi costa qualche km in più.

I caprioli nei campi a lato della strada mi guardano passare, e ascoltano il tintinnare dei miei passi...o meglio il tintinnare delle mie racchette sull'asfalto bagnato. E io ascolto il tamburellare della pioggia sul cappuccio della cerata... e inizia a piovere cosi tanto che a malapena vedo i miei passi... e i tuoni come ciliegina sulla torta.
Qui una scoperta fantastica... le scarpe in gorotex tengono l'acqua fuori ma quando piove... la tengono tutta anche dentro!!! Cammino al ritmo delle canzoni del grande Davide van de Sfroos (chi non lo conosce non sa cosa si perde), e con passo ritmato raggiungo il paese di Berceto.
Riesco a entrare nel Duomo (bellissimo)..e raccogliere un po di forze... ma fermandosi viene freddo... del resto non c'è nulla di asciutto tranne (giustamente ) lo zaino. Entro in un bar “la taverna del Leone Rampante” qui Silvia, una signora gentilissima mi fa un cappuccino bollente che accompagno con una pasta... e inizio a cercare di contattare l'ostello ma nulla da fare l'ufficio di promozione turistica mi dice che è aperto ma il panettiere che tutti i giorni gli porta il pane dice che è chiuso...perchè al martedì non porta il pane. Ottengo il cellulare del custode ma non è raggiungibile...non vale la pena di rischiare sotto la pioggia battente di arrivare all'ostello e trovare chiuso. Silvia mi suggerisce di provare dal parroco... provo ma non c'è; sconfortato ma non abbattuto mi sfogo su un enorme piatto di spaghetti al pesto... fatti da Silvia...eccezzionali, e un caffettino...
Riprovo dal parroco c'è! E mi dice di ripassare tra 30'. La notte di oggi ha un giacilio assicurato. Ora sogno solo un bella doccia calda e un po di riposo. Domani devo allungare una tappa che già da sola era di 9 ore.
Avevo l'intenzione di chiudere qui la pagina della giornata di oggi... ma credo che non si possa fare.

Il parroco è arrivato alla taverna e gentilissimo mi ha offerto non solo il caffè ma tutto il pranzo. Io senza parole ho potuto solo ringraziare. Poi mi ha accompagnato alla casa dove passerò la notte... l'acqua calda e un letto ci sono... non c'è bisogno d'altro!

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MessaggioInviato: Gio Mag 13, 22:01:14    Oggetto:  
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Mercoledì 12 Maggio 2010
Prima del racconto odierno devo dire che la tappa di oggi ha un titolo, merita un titolo.... “ma non avere paura”.

La giornata è iniziata presto. Sveglia alle 6.15.
Oggi devo recuperare gli 8 km persi ieri, e in più mi aspetta dalla cisa a pontremoli che si presenta come la tappa più difficile del percorso.
Parto e mi reco al bar del giorno prima che mi aveva assicurato di essere aperto alle mezza...peccato che alle mezza fosse chiuso. Attendo un po e poi ed estraggo il mio sacchettino di frutta secca.
Parto verso le 6.50direzione passo della Cisa.
Ancora in berceto mentre calpesto il selciato della via romea incontro una signora (dettaglio non trascurabile molto carina) che mi chiede dove stavo andando... Alla cisa rispondo, poi lei indicami con un dito la cisa mi dice “tu sei matto...” e in effetti più che la cisa aveva indicato un muro grigio e impenetrabile di nuvole...l'ultimo ricordo di berceto è un camino fumante, che lasciava nell'aria il caldo profumo della legna che arde.

Pieno di entusiasmo (ohhh) mi avvio con passo deciso... dico le lodi mattutine in tono retto e intensamente... faccio un percorso misto sentiero statale, e in alle 08.50 arrivo alla chiesetta sul passo. Dalla strada si intravedeva era tutto avvolta nelle nuvole. Ero entrato nella casa delle nuvole e neppure me ne ero accorto...erano tutto intorno a me.
Inizio la discesa, sulla statale, il sentiero vi passa a fianco, e un vento freddo che arriva dal mare mi fa venire i brividi... quindi estraggo il mio libretto dei canti verde, lettore mp3 con la cartella già preparata e via inizio a cantare rendendo realmente leggero ogni passo, fregandomene del fatto che avevo appena iniziato la tappa ufficiale del giorno. Poco sotto un bar ristorante dove ho potuto prendere un caffè e una fiesta... ritemprato riparto.
Arrivo al passo del righetto e un branco di cavalli mi guarda incuriosito.. scatto un paio di foto e saluto ringraziandoli delle pose perfettamente equine che mi hanno offerto.

Mi ritrovo presto su un crinale, dove praterie sono sorvolate a bassissima quota dalle rondini... i fiori gialli, lilla, bianchi, viola, su un tappeto verde, con il grigio del cielo, bucato a sprazzi da timidi raggi di sole formavano un abbinamento di colori che neanche dolce e gabbana oserebbero fare. Ma nulla era fuori posto, tutto era armonioso e bello, semplicemente e puramente bello, a testimonianza di un disegno più grande della nostra fantasia.
Arrivano le grandi discese e con esse le prime difficoltà. Aiutato dai bordoni scendevo lentamente il crinale, stando ben attento a non caricare le ginocchia, che oltre a sostenere il mio peso dovevano sostenere 11 kg di zaino.
Seguendo i segnali bianco rossi del cai, mi addentro presto nel bosco, dove ad attendermi trovo ruscelli e cascate in concerto fragoroso di acqua che scroscia... con il cinquettio degli uccelli a completare la sinfonia.
In questi paessaggi circondato da mure antiche di pietra ricoperta di muschio, tra le fronde degli alberi appaiono im lontananza i piloni dell'autostrda... in un parallelo tra vie antiche e vie moderne, con il vantaggio delle prime di essere li da quasi mille anni. E forse ancora per altri mille.
Tra sentieri dove non vi alcuna distinzione tra ruscello e cammino arrivo al primo paese, Cavezzana d'Antena. Ad accogliermi un raggio di sole, la parietaria fiorita attaccata ai muri e poco più avanti una sorpresa...

E' difficile da spiegare, ma sono convinto che uno sguardo Materno, e sottolineo la M maiuscola stesse vegliando su di me.
Semplicemente mi sono fermato e ho guardato a terra... li dove avrei messo il mio passo, vi era una vipera... una grossa vipera che prendeva quel poco di sole che le nuvole facevano passare.
Il sangue mi si è gelato, se ci sono animali che mi danno molto fastidio sono le serpi in genere...
Ho provato a lanciargli dei sassi ma questa proprio non si spostava... al che ho valutato la situazione. Due erano gli elementi a mio favore i miei bordoni... e un bel rotolo di carta igienica nello zaino.
Mi sono avvicinato, e con la punta del bordone l'ho letteralmente sollevata e lanciata lontano.
Scoprendo così il terzo elemento a mio favore,essendoci ancora freddo, la vipera era poco reattiva... ma questo è il senno di poi.
Non l'ho uccisa (rompendo una tradizione familiare in modo particolare mio nonno materno montanaro doc). Non ne avevo alcuna ragione, in fondo lei si trovava a casa sua.
Proseguo per quelli che definirò i ruscelsentieri, che mi accompagneranno per tutta la giornata.

Passo per il paese di Groppoli, dove incontro due signore e chiedo loro come era il guado a valle... guardandomi mi dicono “voi giovani le fate quelle cose li, certo si dovrà togliere le scarpe”... non so perchè ma la cosa non mi lasciava tranquillo!
Scendo fino al guado per un ripidissimo ruscelsentiero, mancano pochi metri quando ecco la seconda sorpresa della giornata... a sinistra il fiume, a destra la parete della collina quasi a 90° davanti a me il passaggio del guado ma tra me e il guado un grosso capriolo...
Semplicemente ci guardiamo io gli sorrido... ma questi non ricambia.
Abbassa la testa, piega le gambe e con un balzo mi carica... una frazione di secondo e sfreccia tra me e la parete... io non mi sono mosso...ma la parete per forza si! Stando fermo in posizione allungo il braccio destro e tocco la parete, non so dove è passato, ma è passato... e ancora il mio pensiero va alla carta igienica nello zaino.

Arrivo sulla sponda del torrente da guadare, dall'altra parte i segni.
Non so che giovani abbiano da quelle parti, forse Chuk Norris è di Groppolo perchè con il bastone non tocco il fondo del torrente e l'acqua scorre impetuosa con una forza evidente!
Rimango a guardare la scena e penso... tornare indietro vorrebbe dire fare una deviazione di almeno 3 km... e risalire una settantina di metri di dislivello. Il fatto che non ci fossero soluzioni però me lo ha fatto capire il capriolo, perchè: come noto i caprioli sono animali molto timorosi, e se lui ha preferito caricarmi piuttosto che attraversare... il guado non si può fare.
Anche questa cosa forse casuale casuale per me non è stata.
Torno indietro e mi avvio per il paese di Molinello.
E' mezzo dì quando arrivo in paese e ad accogliermi vi è una trattoria... le campane fanno dodici rintocchi e il mio stomaco sussulta!
Entro, arredamento tardo ottocentesco, l'ostessa (a naso 120 kg) credo madre di Anita Garibaldi, mi accoglie con un sorriso... non 32 denti ma 2-3 sinceri...quelli che poteva insomma!
Gli chiedo un bel panino con il salame e in men che non si dica mi trovo servito... e siccome del maiale non si butta via niente sul salame ci ha lasciato anche la pelle...
Mangiato il panino (nella sua interezza) riprendo il cammino. Pontremoli è lontana.
Inizio così a passare tra boschi stupendi di faggio e castagno e quercie... dietro ogni angolo mi aspettavo di vedere elfi o folletti.... anche qui torrenti stupendi scendevano i canaloni, compiendo balzi anche di qualche metro. Son passato sopra ponti medioevali a schiena d'asino che ancora non so come facessero a stare in piedi, ricoperti di muschio e di rampicanti... mi sembrava di essere entrato in un racconto di Tolkien.
Finalmente in lontananza si vedeva il castello di Pontremoli.

Ed entusiasta di una giornata stancante ma strepitosa, gongolavo ripensando alla predica del prete di Berceto alla messa della sera prima.
Aveva parlato delle 4 virtù Cardinali, e la cosa mi ha colpito perchè io dico sempre che il mondo di oggi apprezza le virtù che non è virtù possedere.
Esaltato pensavo che almeno 3 oggi le avevo vissute appieno!
La prudenza: io oggi sono stato attento
La fortezza: non mi sono scoraggiato davanti agli imprevisti e alle
difficoltà
La giustizia: Ho rispettato il creato, non uccidendo la vipera che era li
dove giustamente doveva essere
La temperanza: forse solo presa di striscio...

E sicuro scendevo un ruscelsentiero, appoggiando i miei bastoni tra i sassi più saldi del selciato... ma ecco la quinta virtù, che non è cardinale solo perchè è al centro. Nel luogo dove partono le altre 4....mi ha colpito!
Una virtù timida, che non ama essere nominata. Quella mi mancava proprio, e giustamente, sopravalutando il mio grado di attenzione, senza alcuna valutazione dell'imprevisto “è scivolato il mio passo, e per terra sul bagnato si è appoggiato il mio osso sacro!!!”
La quinta virtù...l'umiltà del cuore e dell'anima!

Arrivo a pontremoli accolto dal profumo dei glicini in fiore.
Sono le 15.30. Vado all'ostello dei capuccini, doccia e bucato.
Poi è passato un mio amico collega di lavoro a prendermi, bevendo un aperitivo con un altro collega, e mi ha portato a visitare il paese dove abita, ponticello (in cui passerò l'indomani), borgo medioevale stupendo. Poi ho cenato a casa sua (ottimo) con sua moglie e le pesti delle sue figlie!

Ore 22.30 la giornata finisce, con il ritiro del bucato che un vento marino aveva già asciugato, e con ago e filo.
Non è che mi diverto a fare ricami, o meglio, si! Ho ricamato le vesciche dei miei piedi cotti dalla giornata di ieri. Finalmente si dorme.

“Ma non avere paura” come la canzone di Chieffo. Io mi sono limitato a vivere il Reale che avevo davanti, e non mi è mancato niente. Credo si chiami Provvidenza. Ma spesso ce ne dimentichiamo, o non ci fidiamo, fidandoci dell'effimero.

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MessaggioInviato: Gio Mag 13, 22:01:53    Oggetto:  
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Giovedì 13-Maggio 2010

La destinazione di oggi o Terrarossa o poco più avanti Aulla!
Esco dal convento dopo le lodi, e mi accoglie subito “quella pioggia sciocca”, che non è piano non è forte... quindi poncho.
Sono le 07.20, mi avvio e vado a far colazione non casualmente in un distributore. Perchè:
I primi due km di oggi sono su una statale traficata simile alla via Emlia, anzi più stretta. Quindi uscito dal bar, ho osservato chi faceva benzina, e a quello all'apparenza più disponibile e posato, gli ho chiesto se mi accompagnava fino al punto in cui la via francigena si addentrava nell'interno. E' sciocco rischiare inutilmente.

Subito inizio a percorrere ruscelsentieri, dove il fango rende lento e pesante ogni mio passo. I piedi neanche a dirlo già fradici dalla pioggia e dai passaggi in prati con erba alta (altro problema che scopriremo stasera). Scoraggiato e afflitto perchè la resa era scarsa, le vesciche chiacchieravano con i miei recettori del dolore come se fossero stati amici da una vita! Si un po abbattuto lo ero, anche perchè pensavo alla tappa di ieri.
Ho visto una lumaca per terra l'ho presa in mano, attendendo che rimettesse fuori le sue antennine per fargli una fotografia,
mi è arrivato un pensiero, un semplice pensiero che mi ha detto “noi lumache siamo più lente di te, ma arriviamo sempre dove dobbiamo arrivare, da migliaia di anni! Potrebbe sembrare pura immaginazione, ma non è così, ho ringraziato, appoggiato la lumaca su una bella foglia grassa e mi sono riavviato con il mio passo quasi perfetto lungo la via!
Tappa semplice senza grandi difficoltà se non per la pioggia a tratti il conseguente fango, e i guadi! Sono arrivato davanti a un discreto torrente da attraversare, con le scarpe non potevo... a piedi nudi con le vesciche era dura e a rischio di cadere... la civiltà e possibile deviazioni lontane lontane... urgeva una soluzione. Ho osservato, pensato, immaginato il possibile senza sbrogliare il nodo della matassa... quando la soluzione l'avevo dietro di me e più precisamente nello zaino sulle mie spalle!!!! I sandali!
Tolgo scarpe e calze, infilo i sandali... e l'acqua fresca ha ritemprato i miei piedi... anzi con soddisfazione mi sono fermato al centro del torrente... finchè i piedi non hanno iniziato a farmi male dal freddo!
Poi ho fatto asciugare i piedi e rimesso le scarpe. Non è possibile fare sentieri in sandali...peccato! Poi camminando per prati ho perso il sentiero, e qui il gps del mio cellulare mi è venuto in aiuto facendomi ritrovare la via... e facendo un paio di km in più li stessi risparmiati la mattina...non la inganni la Provvidenza!!!!
Abbandonato i sentieri mi rimanevano gli ultimi tredici km su asfalto... sono stati abbastanza difficili vuoi per la pioggia, vuoi per i muscoli irrigiditi, vuoi per le chiacchiere delle vesciche. Erano le 13 e mi sono fermato a prendere un gelato (il mio pranzo), e con passo perfettamente lento e costante mi sono avviato verso il borgo di Lusuolo molto carino. Poi purtroppo ho camminato per un 4 km a con a destra l'autostrada con una pioggia battente! Quindi cuffie buona musica e canto a volontà!!! Sono arrivato a Terrarossa... che era tappa ufficiale (26 km circa) ma testone ho deciso di arrivare ad aulla alle 17.00 (tappa ufficiale secondo altro book). Molto stanco arrivo dai cappuccini, visito il museo dell'abazia di san pancrazio e una signora gentilissima mi accompagna all'ostello doccia bucato... cucito sui piedi, e caccia alla zecca... quando si cammina in prati con l'erba a mezza gamba è un attimo che le zecche si attacchino alle gambe, e infatti ne avevo già 3 nonostante una doccia attenta e accurata conscio della cosa. Infine una bella cena!

Così finisce il quarto giorno di cammino.

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MessaggioInviato: Sab Mag 15, 18:57:39    Oggetto:  
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Venerdì 14 maggio 2010

La sveglia suona alle 06.15...ma ho optato per una musica diversa... oggi ho messo il canone di Pachebel per arpa e archi.... sicuramente un risveglio dolce e armonioso. Armonioso era anche il suono della pioggia che tamburellava sul tetto..purtroppo! Mi preparo e all'ultimo quando è stato ora di uscire decido di non mettere il poncho... esco dal portone e non pioveva più... anche se le nuvole in cielo non facevano presagire nulla di buono.
Mi avvio verso un bar e faccio colazione... passo il ponte sul fiume in piena e subito la strada inizia a salire mi addentro presto in un bosco con l'erba alta bagnata che strusciandomi mi bagna i piedi... e anche oggi di tenerli asciutti non se ne parla. Arrivo con alcune difficoltà per il sentiero bagnato e sporco al paese di bibola, e subito svolto a destra su una strada quasi asfaltata... quand'ecco che dal cielo scende una pioggia scrosciante...e inizia tuonare!
Arrivo al paese di vecchietto, dove mi fermo sotto il portico di una casa a consultare la mappa, so che a breve mi aspettano dei guadi... quando da una porta esce una vecchietta di vecchietto, ricordando le esperienze precedenti, titubante gli ho chiesto... “ma i guadi come sono? Li salti con un passo! È il sentiero che sarà duro!”
Difatti faccio i due guadi senza alcuna difficoltà, e passando per un sentiero stretto e pieno di grossi rami che bloccavano il mio passo pensavo... è duro ma non impraticabile!
E tranquillo inizio a cantare la rivista dell'armamento... quando vedo il segno del pellegrino con la freccia rivolta a destra, guardo e mi rimangono le parole della canzone in gola! Ho capito la vecchietta!
Davanti a me si ergeva una parete a 45° circa, di pura terra fangosa, con i rivoli d'acqua che scendevano verso il basso.
Riguardo il segnale, e mi conferma che devo andare su di li... in lontanaza a 50 mt circa c'erano i segni bianco rossi su un albero.
Inizio la salita ma i bordoni troppo lunghi non fanno presa e mi sbilancio all'indietro... e giu per 4-5 metri fino al punto di partenza.... riprovo, ma con lo stesso risultato, sporco di fango e desideroso di vittoria accorcio i bordoni (sono telescopici) e li uso quasi come picozze... e a 4 ruote motrici, riesco a salire la parete!!! Fortuna che era una tappa semplice.
Il sentiero continua a salire, ma almeno non piove più. Con le scarpe colme d'acqua i miei piedi chiedevano pietà...mi sentivo un “pista pucì senza pucì”.
Arrivo su una stradina e ritorna a diluviare... da qui imbocco un ripidissimo sentiero affrontandolo con molta cautela che mi porta in poco tempo a ponzano superiore... dove entro dopo tanta fatica ascoltando il toreador di
Bizet... e dove decido di premiarmi con una rosetta alla mortadella. Le campane suonavano le 11.30.
Mangio in cammino per approfittare della tregua data dalla pioggia, e come ingurgito l'ultimo boccone, ritorna a diluviare...e inizia una ripida discesa fino ai ruderi del castello della brina... e credetemi ruderi è essere ottimisti!

Arrivo a valle e mi avvio sul duro asfalto verso sarzana dove mi attende una bella sorpresa, passo il ponte che da l'ingresso alla città, e vedo arrivare un cavaliere templare, sul suo destriero da 80 cavalli...con la sua armatura color del cielo!!!
Con un gesto antico si solleva la visiera per mostrarmi il volto d'amico che vi era celato...”lo stesso gesto che fanno oggi i militari quando si salutano” Ciao Teso!!!
E così caricato sulla moto ce ne andiamo al mare a mangiare il pesce... il resto poi non conta.... (il filetto al pepe verde della sera però merita una menzione...ottimo!)
finisce la mia 5° giornata di pellegrinaggio...
Questa tappa la dedico al mio amico Teso che per venirmi a trovare si è preso anche lui un acqua da paura sul bratello!!!

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Sabato 15 Maggio 2010
stamattina ho dormito un po di più. Fino alle 06.30... mi preparo e un cielo bigio e una pioggia timida accolgono la mia giornata di cammino. Entro in un bar per fare colazione, e infilo il poncho.
Tappa molto cittadina totalmente su asfalto che ha martoriato i miei piedi!!! mentre scrivo loro stanno ancora “friggendo”. Cosa positiva è che la pioggia ha subito smesso alla mattina, anzi quasi quasi non è piovuto! “Ma di sole neanche l'ombra”.
La tappa mi ha fatto passare per tanti paeselli dove ricordo il profumo delle rose nei giardini.... ma ancor di più ricordo i cani da pellegrino.
Non si pensi al cane da pellegrino come il fido destriero che accompagna i viandanti... magari con la fiaschetta di acqua fresca al collo (la grappa solo a ai San bernardo). Ma a cani addestrati per aspettarti dietro le siepi delle loro case, o gli angoli ciechi... tu cammini radente alla cinta della casa perchè sei in strada e improvvisamente questi ti abbaiono... e (vedi il dobberman di stamane) ti mostrano fieri i dentini... con il labbro tremulo e la bavetta!!! Sono molto vari nella loro fisionomia... grandi piccoli chiari scuri... ma la caratteristica che li unisce è che tutti una volta riusciti a farti prendere uno spavento, si dirigono fieri verso la cuccia e fanno un'altra x!!! E ci scommetto alla sera ne ridono con gli amici!!!!

In conclusione posso dire che la tappa è stata semplice fisicamente... ma la più difficile mentalmente, perchè dopo aver visto i meravigliosi paesaggi dei giorni scorsi...nonostante la pioggia, era deprimente passare per paeselli pur carini che fossero!
Nota dolente della giornata è stata l'assenza di segnali da avenza a massa... e sono essenziali al cammino di un pellegrino.

Domani mi attende una tappa da 30 km circa... molto asfalto ancora, ed entro ufficialmente in Garfagnana!
Anche il 6° giorno di cammino è archiviato
P.s. Frase del giorno, detta dal signor Claudio... arzillo signore incontrato sulla via “Gli anni passano, basta saper aspettare”!

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MessaggioInviato: Mar Mag 18, 16:42:40    Oggetto:  
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Domenica 16-05-2010

La tappa odierna prevede 30 km quasi tutti su asfalto... la sveglia alle ore 06.00 intona “la regina della notte, dal flauto magico di Mozart! Ma la deve intonare più volte prima che mi decida ad alzarmi. Inizio il cammino alle ore 06.45, speranzoso cerco un bar, ma la triste sporca e disordinata periferia di Massa Carrara non offre quello che cerco... portiamo pazienza e passando per luoghi un po tristi passa via la prima ora di cammino.
Finalmente passo la ferrovia e mi dirigo verso le montagne, il panorama migliora, e diventa ottimo quando alla mia sinistra appare un baretto di campagna, entro e una signora mi accoglie con un sorriso! Caffè e kraphen...potevo forse negarmelo?
Riparto un più carico e arzillo... e mi avvio verso le apuane passo per i paeselli di Montignoso e prato, molto carini, passo dal castello degli Aghinolfi dove c'era un panorama mozzafiato, il golfo di la Spezia, con porto venere, la palmaria e il tino!... peccato un la foschia, giro una curva e verso sud-est la visuale si allarga a tutta la Versilia! Vengo raggiunto da un signore con un segugio, che sta facendo la sua camminata quotidiana... 20 km (mi sono sentito una nullità... ma non aveva lo zaino!) cerco di tenergli il passo e per un paio di km, chiacchiero del più e del meno con lui... poi fortunatamente le strade si dividono, alle ginocchia avevo già una rivolta popolare, per il ritmo sostenuto!
Poco dopo da una casa esce il signor Carlo, Carlino per gli amici... e iniziamo a parlare del più e del meno, camminando nella stessa direzione, a un certo punto lui mi dice che in guerra era un alpino e che cantava in un coro... io (chi mi conosce sa la mia passione per tutta la musica) inizio a intonare un “ponte di perati”, lui prosegue e la cantiamo quasi tutta... insieme, anche questa una emozione strana... per chi non la conoscesse ne consiglio l'ascolto, semplice e toccante.
“È il lutto degli Alpini che va alla guerra, la miglior gioventù che va sotto tera.”

In rapidità passo il paese di Strettoia e arrivo a Vallecchia dove entro in una chiesa fuori non eccezionale, ma dentro bellissima, con una statua di una Madonna con il bambino che ridono (mai vista)! La mess aera appena iniziata... mi fermo, oggi è Domenica! Alla fine della messa vengo travolto dai parrocchiani che mi riempiono di domande...e il chierico, di santini, e mi spiega tutta la chiesa!

Mi riavvio su un argine al fianco di un torrente, dove due cagnetti liberi mi corrono incontro abbaiando... è vero che sono piccoli ma generalmente sono anche i più cattivi... libero le mani dalla maniglia dei bordoni e li tengo pronti... a due metri da me i cagnetti si fermano e si guardano e tornano indietro... si sono resi conto che avevano guadagnato la loro x sulla cuccia!!!
Dopo un paio di km da un cortile esce un atro cane che veramente cattivo mi punta i polpacci... subito gli incrocio i bastoni davanti, ma lui no demorde io inizio a camminare all'indietro per non dargli le spalle... quad'ecco che dal cortile esce un anziana signora con un girello che chiama il cane, e mi dice...”ha paura dei basoni per quello fa così li tolga vedrà... io provo a sollevare i bastoni e il cagnetto non più spaventato dai bordoni provava a attaccare i miei cosciotti!!! Riassumendo la scena... io che camino al'indietro... tenendo i bastoni a x per tenere a distanza di sicurezza il cane... e dietro il cane un'anziana che ci insegue con il girello chiamando il cane (briciola)... fatti una 50ina di metri decido di fermarmi... il cane si ferma (sempre mostrando i denti e il labbro tremolante) e la signora ci raggiunge, mettendosi tra me e il cane... al che scatto in avanti e distanzio il cane... che non mi segue più!
Precisazione sui cani da pellegrino
ce ne sono di due specie... quelli chiusi nei cortili, e quelli liberi... preferisco i primi!!!
Arrivo a Pietrasanta (e sono le 12.45) mi fermo a prendere uno tramezzino... cittadina bellissima, ben tenuta, piena di opere d'arte (alcune discutibili) e un Duomo tardo romanico meraviglioso..purtroppo chiuso.
Passando per ville stupende mi avvicino a Camaiore... gli ultimi 4 km non bellissimi, un po stile periferia Carrara (leggermente meglio) finchè non entro in città molto carina e accogliente! Vicino all'albergo dove alloggio c'è una lavanderia self-service e ne approfitto per lavare le cose... qui incontro una signora che mi attacca un bottone pazzesco... ora so tutti i problemi di lavaggio, asciugatura, e stiraggio di ogni suo capo di abbigliamento...
faccio un giro per il paese, e stanco mi dirigo all'albergo attendendo la cena...
Nota negativa della giornata anche qui la presenza scarsa di segni, e la loro non corrispondenza con i passaggi delle cartine... portano il pellegrino a prendere decisioni sul percorso da seguire... io le ho azzeccate tutte...le più lunghe!!! Very good!
Anche la settima giornata è finita! Domani destinazione Lucca!

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Lunedì 17-05-2010
Anticipo di qualche minuto la sveglia... la voglia di arrivare a Lucca è tanta... esco dall'albergo, colazione e partenza! L'orologio dice che sono le 07.00!!! Davanti a me circa 23 km che inizio a percorrere di gran carriera, il primo tratto su statale... non molto trafficata. Finalmente arriva un bel sentiero, ma poco dopo rimpiango la statale... il sentiero si nasconde tra una selva di erbacce che mi arrivano al collo... sotto i miei piedi un terreno viscido e bagnato... a fianco delle mie gambe ortiche e rovi... finalmente riesco a sbucare sulla strada e inizio a contare i graffi (non le pizzicate di ortica...), smetto quando mi rendo conto di aver finito i numeri che conosco!!!!
Arrivo a montemagno e per rifarmi dei graffi mi faccio un altro caffè... sono le 08.20 poi parto per i paesi di Valpromaro e Volpicciano in un percorso misto sentieri asfalto... sempre accompagnati da un verde reso più vero da timidi raggi di sole che ogni tanto fanno capitolino sulla mia strada bucando le nuvole.... Vengo raggiunto da due Belghe, Alte bionde e … (Lucio Dalla Docet)! Vengono dalla francia e si faranno più di mille km per arrivare ad assisi...complimenti!
Non so cosa avessero mangiato la mattina ma sull'asfalto volavano... ma sui sentieri erano abbastanza impacciate e mi riprendevo la rivincita di sorpassarle... ovviamente ho sfoggiato il mio eccelente inglese, e a tratti i ricordi degli studi di francese delle medie!

Poco prima di ponte San Pietro... i piedi e il ginocchio destro iniziano a fare i capricci il ritmo cala vertiginosamente... mi devo fermare. Provo con un po di frutta secca a vedere se è solo un calo di zucchero... (sono le 12.30) Riparto ma poco dopo il problema il problema ai piedi si fa insistente... semplicemente mi fanno male!
Mancano ancora 5 km circa... per arrivare a Lucca! Mi devo fermare altre due volte...poi finalmente vedo le mura antiche della città! Mi dimentico dei piedi ed entro! Bellissima! Vado subito all'ostello doccia 15 minuti di relax e poi esco, affitto una bici e felice come un bimbo il giorno che impara ad andare senza rotelle.... giro prima tutte le mura, poi entro nel centro e vedo tutto ciò che si può! San Michele, la basilica con il volto del Santo, un museo, scavi archeologici... e in ogni angolo un palazzo una chiesa, una statua, un semplice capitello o davanzale... per i quali vale la pena fermarsi e guardarlo. In ogni chiesa Madonne con il bambino, medioevali e rinascimentali... sono tra le opere d'arte che preferisco perché tutte esprimono una tenerezza incredibile! Credo i essermi innamorato di Lucca!
Torno all'ostello sfinito...mi preparo per la cena, e scrivo queste pagine.
Oggi concludo con una frase di Giorgio Gaber, sul cammino a Montemagno c'è una sua statua.
“La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, libertà è partecipazione!”

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MessaggioInviato: Ven Mag 21, 18:40:12    Oggetto:  
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Martedì 18-05-2010

La giornata di oggi parte leggermente più tardi e senza sveglia, nell'ostello della gioventù dove ho alloggiato stanotte vi erano altre 2 persone, un olandese che si stava perfezionando in archittettura, e un altro signore arrivato nel cuore della notte... che mi limiterò a chiamare capitan fracassa..., la ragione la potete immaginare.
Mi sveglio da solo e con il telefonino a portata di mano aspetto le 6.45 per alzarmi. Lo zaino quasi tutto fatto e in poco tempo sono fuori dell'albergo.
Colazione: un caffè e siccome le paste ancora non erano arrivate, mi sono dovuto accontentare di una torta tipica lucchese a base di noci, miele, amaretti....posso assicurare che esistono destini peggiori!

Mi avvio e sperduto tra le vie di Lucca cerco La porta giusta per uscire, porta Elisa. Dopo aver chiesto nell'ordine: al Barista dove ho fatto colazione, ad un avventore di un altro bar, lo spazzino comunale, un passante, ed aver ricevuto 4 indicazioni e direzioni opposte e contrarie... trovo un classico “voi siete qui” su un cartello e mi avvio finalmente nella direzione giusta. Con un po di tristezza lascio lucca alle mie spalle.

L'Uscita dalla città è come ovvio un po caotico, il traffico è abbastanza intenso, ma apprezzo molto di più la periferia di Lucca, che bella bella magari no, ma almeno è pulita ed ordinata, rispetto alla periferia di Massa.

Mi avvio in strade di campagna dove tantissime maestà accompagnano con lo sguardo il mio passaggio, e un passo dopo l'altro con un buon ritmo arrivo al paese di Porcari, sono circa le 10 e mi fermo a prendere un gingseng. Oggi il sole splende alto, ma decido di non usare gli occhiali da sole per apprezzare ciò che in questi giorni è stato così raro... rendendo vero ancora per un altra giornata che gli occhiali da sole, sono stati la cosa più inutile che ho portato con me!
I segni sulla strada sono pochi, a volte gialli, a volte rossi, a volte bianchi, senza uno stile uguale, ad alcuni incroci si ad altri no... sta di fatto che cartina alla mano sbaglio un incrocio, errore non vitale semplicemente mi ritrovo su una statale mediamente trafficate anziché su strade interne, alla prima traversa riesco ad entrare in un paesello, Badia Pozzeveri e riprendere il giusto cammino unico rammarico ho saltato una bella chiesa romanica. Alle ore 11.40 entro nel paese di Atopascio, che è la meta di oggi! La tentazione di andare avanti è tanta,ma il prossimo punto tappa possibile sarebbe tra dieci chilometri, e siccome oggi i piedi grossi problemi non li hanno dati decido di non tirare, e dedicare la giornata di oggi al riposo... per affrontare tranquillamente i 25 km di domani.
La giornata di oggi mi ha fatto passare per terre bonificate una volta paludose, lo si intuisce dall'elevato numero di fossi e fossati presenti. Moltissime chiesette tardo medioevali, ma come sempre o almeno troppo spesso chiuse.

Ho approfittato della giornata tranquilla per perfezionare una regola dall'elevato valore scientifico, che da ulteriore conferma alla teoria della relatività di Einstain!
La regola dell'anziano!

Ho intuito l'esistenza di questa regola fin dal cammino di santiago di compostela, questo a dimostrazione che non è un fenomeno locale ma qualcosa legato al DNA di tutti gli anziani.


Classica domanda: quanto manca al paese di pincopallo?
Risposta temporale:
Da qui saranno circa venti minuti. Se la persona a cui hai chiesto (uomo o donna è uguale) ha da 80 anni in su aspettati almeno che i 20 minuti siano un ora. Sopra i 70 anni i venti minuti non scendono mai sotto i quaranta reali...



Risposta di tipo metrico decimale
Ma da qui saranno non più di due chilometri.
Se dopo un venti minuti di cammino (e quindi teoricamente un chilometro percorso) vedi un altro anziano della stessa età e gli fai la stessa domanda lui risponderà sempre “ma da qui saranno non più di due chilometri... e diventa drammatico quando (episodio reale) da qui saranno due chilometri e mezzo...e siamo sinceri un po' di nervoso ti viene, e ti rendi conto che anche einstain ha fatto almeno un pellegrinaggio per arrivare alla teoria della relatività!!!

Ma sono convinto che alla sera quando vanno al bar e portano con se il loro cane da pellegrino... sotto il tavolo i cani si raccontano quante x hanno segnato quel giorno sulla cuccia, ma sopra il tavolo con un bicchiere di vino davanti, e le carte nella mano destra... si raccontino di quanti pellegrini, hanno ingabolato quel dì

Il giovane: Se la stessa domanda “quanto manca a pincopallo” la fai a un giovane dall'età di circa trent'anni qualsiasi sia la distanza, si limiterà a dire “un pochino ancora c'è” i più sintetici, “abbastanza”...con lo sguardo distrutto come se dovessero fare loro il percorso... e poi scopri che pincopallo è dietro l'angolo!!!
Come è strano il tempo! Ogniuno ha il suo!

Finisco il diario di oggi con la nota: Volevo riposare, e sono nella foresteria del comune di Altopascio... peccato che nella stanza a fianco giovani esordienti provino ad imparare pianoforte chitarra … e batteria!!!
Ma non mi lamento va bene così!!! Sono stato esordiente anche io e i timpani e qualcos'altro con la chitarra li ho fracassati a un sacco di gente!

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MessaggioInviato: Ven Mag 21, 18:40:43    Oggetto:  
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Martedì 18-05-2010

La giornata di oggi parte leggermente più tardi e senza sveglia, nell'ostello della gioventù dove ho alloggiato stanotte vi erano altre 2 persone, un olandese che si stava perfezionando in archittettura, e un altro signore arrivato nel cuore della notte... che mi limiterò a chiamare capitan fracassa..., la ragione la potete immaginare.
Mi sveglio da solo e con il telefonino a portata di mano aspetto le 6.45 per alzarmi. Lo zaino quasi tutto fatto e in poco tempo sono fuori dell'albergo.
Colazione: un caffè e siccome le paste ancora non erano arrivate, mi sono dovuto accontentare di una torta tipica lucchese a base di noci, miele, amaretti....posso assicurare che esistono destini peggiori!

Mi avvio e sperduto tra le vie di Lucca cerco La porta giusta per uscire, porta Elisa. Dopo aver chiesto nell'ordine: al Barista dove ho fatto colazione, ad un avventore di un altro bar, lo spazzino comunale, un passante, ed aver ricevuto 4 indicazioni e direzioni opposte e contrarie... trovo un classico “voi siete qui” su un cartello e mi avvio finalmente nella direzione giusta. Con un po di tristezza lascio lucca alle mie spalle.

L'Uscita dalla città è come ovvio un po caotico, il traffico è abbastanza intenso, ma apprezzo molto di più la periferia di Lucca, che bella bella magari no, ma almeno è pulita ed ordinata, rispetto alla periferia di Massa.

Mi avvio in strade di campagna dove tantissime maestà accompagnano con lo sguardo il mio passaggio, e un passo dopo l'altro con un buon ritmo arrivo al paese di Porcari, sono circa le 10 e mi fermo a prendere un gingseng. Oggi il sole splende alto, ma decido di non usare gli occhiali da sole per apprezzare ciò che in questi giorni è stato così raro... rendendo vero ancora per un altra giornata che gli occhiali da sole, sono stati la cosa più inutile che ho portato con me!
I segni sulla strada sono pochi, a volte gialli, a volte rossi, a volte bianchi, senza uno stile uguale, ad alcuni incroci si ad altri no... sta di fatto che cartina alla mano sbaglio un incrocio, errore non vitale semplicemente mi ritrovo su una statale mediamente trafficate anziché su strade interne, alla prima traversa riesco ad entrare in un paesello, Badia Pozzeveri e riprendere il giusto cammino unico rammarico ho saltato una bella chiesa romanica. Alle ore 11.40 entro nel paese di Atopascio, che è la meta di oggi! La tentazione di andare avanti è tanta,ma il prossimo punto tappa possibile sarebbe tra dieci chilometri, e siccome oggi i piedi grossi problemi non li hanno dati decido di non tirare, e dedicare la giornata di oggi al riposo... per affrontare tranquillamente i 25 km di domani.
La giornata di oggi mi ha fatto passare per terre bonificate una volta paludose, lo si intuisce dall'elevato numero di fossi e fossati presenti. Moltissime chiesette tardo medioevali, ma come sempre o almeno troppo spesso chiuse.

Ho approfittato della giornata tranquilla per perfezionare una regola dall'elevato valore scientifico, che da ulteriore conferma alla teoria della relatività di Einstain!
La regola dell'anziano!

Ho intuito l'esistenza di questa regola fin dal cammino di santiago di compostela, questo a dimostrazione che non è un fenomeno locale ma qualcosa legato al DNA di tutti gli anziani.


Classica domanda: quanto manca al paese di pincopallo?
Risposta temporale:
Da qui saranno circa venti minuti. Se la persona a cui hai chiesto (uomo o donna è uguale) ha da 80 anni in su aspettati almeno che i 20 minuti siano un ora. Sopra i 70 anni i venti minuti non scendono mai sotto i quaranta reali...



Risposta di tipo metrico decimale
Ma da qui saranno non più di due chilometri.
Se dopo un venti minuti di cammino (e quindi teoricamente un chilometro percorso) vedi un altro anziano della stessa età e gli fai la stessa domanda lui risponderà sempre “ma da qui saranno non più di due chilometri... e diventa drammatico quando (episodio reale) da qui saranno due chilometri e mezzo...e siamo sinceri un po' di nervoso ti viene, e ti rendi conto che anche einstain ha fatto almeno un pellegrinaggio per arrivare alla teoria della relatività!!!

Ma sono convinto che alla sera quando vanno al bar e portano con se il loro cane da pellegrino... sotto il tavolo i cani si raccontano quante x hanno segnato quel giorno sulla cuccia, ma sopra il tavolo con un bicchiere di vino davanti, e le carte nella mano destra... si raccontino di quanti pellegrini, hanno ingabolato quel dì

Il giovane: Se la stessa domanda “quanto manca a pincopallo” la fai a un giovane dall'età di circa trent'anni qualsiasi sia la distanza, si limiterà a dire “un pochino ancora c'è” i più sintetici, “abbastanza”...con lo sguardo distrutto come se dovessero fare loro il percorso... e poi scopri che pincopallo è dietro l'angolo!!!
Come è strano il tempo! Ogniuno ha il suo!

Finisco il diario di oggi con la nota: Volevo riposare, e sono nella foresteria del comune di Altopascio... peccato che nella stanza a fianco giovani esordienti provino ad imparare pianoforte chitarra … e batteria!!!
Ma non mi lamento va bene così!!! Sono stato esordiente anche io e i timpani e qualcos'altro con la chitarra li ho fracassati a un sacco di gente!

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Mercoledì 19maggio

Mi alzo di buon ora... e subito mi rendo conto di non sentire i piedi!!! non avverto alcun fastidio, non so dire se la cosa è positiva o negativa... non mi pongo neppure il problema tanto bisogna semplicemente camminare!!!
Colazione, e alle 07.10 circa inizia il viaggio.
L'uscita da altopascio è su una statale mediamente trafficata ma presto il percorso devia su sentieri immersi nel verde, e nella tranquillità più totale. Posti bellissimi...calpesto l'antico selciato della via francigena...un gattone saluta e non potrò andare all'avis per i prossimi 90 giorni. Il prelievo oggi me lo hanno fatto le zanzare!!!
Dal comune di Altopascio i segni sono tornati ad essere chiari, ed ad ogni incrocio... quindi perdo meno tempo a guardare la cartina, e in men che non si dica arrivo al paese di Fucecchio... qui pausa caffè e spuntino! Dopo quindici minuti circa riprendo il cammino san miniato è vicino, con un percorso misto campi, carrarecce, argini e strade arrivo al paese di San Miniato, scoprendo che in realtà esiste San Miniato basso e San Miniato Alto! Neanche a dirlo il mio target, è l'alto.
Di buon carriera inizio a salire i sentieri che mi portano sulla sommità della collina, ad accogliermi, mura antice e un arco, dove passo e scopro un piccolo borgo medioevale, molto bello con diverse peculiarità artistiche. Imponente è la mole della torre di Federico che altissima domina tutto il territorio.

Mi avvio al convento di san francesco, luogo dove avevo prenotato per il pernottamento,e vengo accolto con molta gentilezza, e accetto di cenare con i frati la sera. Si chiude la porta del convento e fuori inizia a piovere.

Il primo frate che incontro lo battezzato frate Tac! Come nel celeberrimo cartone animato. Doppio mento, labbra grosse e carnose, sguardo genuino e sincero... e una lunga corda che gli faceva da cinta, lunga per via delle dimensioni della sua pancia! Simpaticissimo. La cena semplice, ma più che apprezzata, è semplicemente armoniosa, si scherza si ride, si parla. Alla fine della cena Frate guardiano porta me e un altro pellegrino presente a visitare i sotterranei del convento. Viaggio affascinante nella storia, il più grande convento dei capuccini conventuali della toscana, costruito intorno al 1260. Veramente bellissimo scoprire i segreti della struttura...gli archi le volte le pietre... e la cisterna di raccolta delle acque non dei tetti ma della trasudazione dei muri, opera d'ingenieria di difficile realizzazione anche oggi! Di li nel 1212 è passato San Franceco, e ha chiesto a due dei suoi di fondare un convento. Così è stato.

Vado nella mia stanza, apro la finestra e finalmente il cielo ha iniziato a sputare le stelle... davanti a me sopra il chiostro la luminosa venere mio augura la buonanotte... Anche oggi la giornata è stata pienamente vissuta.

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Giovedì 20 Maggio 2010

La sveglia del cellulare stavolta è stata anticipata largamente... da un canto di uccellini di tutti i tipi quasi assordanti, il sole stava sorgendo qualche nuvola ma prevalentemente sereno... erano le 05.30... apprezzando nel profondo il canto dell'usignolo, mi rigiro dall'altra parte, ma di prendere sonno non se ne parla proprio. Arrivano le 06.20 e mi alzo. Preparo lo zaino vado nel refettorio e mi faccio un te con due biscotti secchi... ma secchi!!!! parto!
Primo tratto asfalto, dopo un chilometro trovo un segno bianco rosso, lo imbocco... e scendendo per una collna mi viene un dubbio... la direzione non è proprio corretta... trovo un contadino e chiedo!!! e in toscano verace mi risponde “oh che tu hai sbagliato strada!” torno indietro... dall'uno ai due chilometri in più fatti. Un po arrabbiato torno sulla via. Ma Anche questo errore avrà un suo perchè!
L'arrabbiatura mi passa quando lascio nuovamente la strada, ma per il sentiero corretto e mi trovo immerso in una campagna stupefacente... le dolci colline toscane, baciate da un bel sole deciso, e i colori vivi e brillanti. Il verde ma ancor di più il lilla di un fiore che riempiva colline intere, non so che fiore sia, sicuramente appartenete alla famiglia delle liliacee... Il terreno fangoso dalla pioggia di ieri è molto argilloso e fa da collante ai miei passi ma non mi nuoce.
Accompagnato dal gracchiare delle rane nelle miriadi di laghetti e acquitrini che incontro sul cammino su un sentiero ad ogni mio passo vedo muoversi l'erba davanti a me lucertole e ramarri a miriadi... e inizio un giochino, che ho chiamato “ad ogni passo”: ramarro, ramarro, lucertola, niente, ramarro, lucertola, niente, lucertola, niente niente, vipera , niente nie.......aaaaaaaaaahhhhh! Ebbene altro incontro poco simpatico, era li a lato della strada, indifferente al mio passaggio una vipera di quelle classiche marrone, maculata e testa perfettamente triangolare!!! Temibile ma con il suo fascino.
Girando a distanza di sicurezza riprendo il mio cammino stando attento a dove metto i piedi. Poco dopo il sentiero perde la caratteristica di essere un luogo di passaggio e l'erba alta si mescola alle tracce dei pellegrini dei giorni precedenti. Cammino con l'erba alla vita, che bagnata mi bagna le scarpe e i piedi. Pur sapendo l'improbabilità di trovare una vipera in condizioni simili, sereno sereno non lo ero, e tastando con i bordoni procedevo aspettando momenti migliori.
Finalmente il sentiero torna ad essere una carrareccia, e più tranquillo mi riavvio di buona lena... ma dopo una pausetta di riposo per piedi che iniziavano a farsi sentire!
Presto arrivo sulla strada asfaltata che li a un paio di chilometri mi avrebbe fatto entrare a gambassi terme... la meta di oggi, sono le ore 12.30 circa!
All'improvviso alle mie spalle arriva il suono rombeggiante di un destriero famigliare... uno solo con 80 cavalli!!! mi giro e rivedo con piacere l'antico gesto dei cavalieri quando si alzano la visiera!!!! RiCiao Teso!!! Ancora una volta in questo pellegrinaggio il mio amico mi viene a trovare... un casco in più salgo in moto (recuperando i chilometri persi la mattina...ma sarà sempre una casualità), del resto gli avevo promesso una fiorentina pagata..e così è stato, con vero e sommo piacere.
Vorrei poter trasmettere nelle parole di questo diario la sua tenerezza e sapore... ma non è possibile, accontenttevi di sapere che ancora un po' e non rimaneva nemmeno l'osso!

Il resto della giornata è semplice riposo e relax.
Domani le torri di San Giminiano mi aspettano....

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MessaggioInviato: Ven Mag 21, 18:45:17    Oggetto:  
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Venerdì 21 Maggio 2010

La tappa è breve, e non dovrebbe presentare difficoltà.
Mi alzo comunque presto. A voglia di arrivare a San Giminiano è tanta.
Dopo tanta fatica, dopo tanti chilometri, dopo tanta pioggia, la meta è vicina.
Parto sono le ore 07.00 circa.
Un breve tratto di strada asfaltata accolglie l'inizio del mio cammino. Ma presto entro su una carrareccia, circondato dagli ulivi. La prima sorpresa della giornata sono due grossi cani da pastore mi vengono incontro di corsa (uno in realtà era un cucciolone da 20 kg), preparo i bordoni e spero che siano buoni, la x sulla cuccia già se la sono garantita!!!!
Si sono avvicinati e uno ha iniziato a piangere camminandomi al fianco, finchè non gli ho fatto un po di complimenti. Mi accompagnano per circa un chilometro muovendo la coda festosamente.
Imbocco un sentiero nel bosco, e il fango rosso inizia ad attaccarsi alle mie scarpe, ma per poco, infatti passo un fiumiciattolo, e dal fango rosso mi trovo a camminare su una terra grigia e argillosa... che sembra mastice, entro in alcuni campi con l'erba alta e inizio a salire la collina con la fredda rugiada mattutina che mi bagna le gambe, e naturalmente le scarpe. Nei tanti laghetti e stagni che passo il gracidar delle rane è continuo, giro una curva ed ad accogliermi ecco un ruscelsentiero... mi mancava... peccato che fosse molto fangoso.
Insomma nel giro di un paio di chilometri ho riassunto tutti i miei giorni precedenti di cammino, perchè anche se la meta è vicina, non bisogna scordare da dove si viene.
Mi ritrovo su una bella carrareccia, e mi ritrovo a camminare tra vigneti, cipressi, e uliveti in un armonia incredibile. Dopo un quattro chilometri riprendo la strada asfaltata. Di fronte a me le torri di San Giminiano.
Solo pochi chilometri ancora, che passano veloci sotto la suola delle mie scarpe.
Sono le ore 11 circa quando entro passando le mura antiche della citta da porta san Matteo, e vedo davanti a me quelle torri, proiettate verso il cielo.
Giro tutta la città, visito la pinacoteca, il museo delle torture, diverse chiese tra cui naturalmente il duomo dedicato a Santa Maria Assunta, la rocca o quel che ne rimane. Citta bellissima e piena di fascino,e tra le torri medioevali, anche una torre di babele per le miriadi di lingue che senti parlare. Per i vicoli, nelle piazze senti suonare in modo lieve, chi l'arpa, chi il violino, chi il flauto o la chitarra... in modo lieve mi sono seduto sugli scalini del duomo e ho ascoltato una violinista... molto brava ha meritato la mia pigione, con un medley di Rossini, Mozart, Brhams.
Dagli scalini del duomo osservavo la gente e i piccioni, mescolati tra loro senza mai scontrarsi, i primi a cercar con lo sguardo la bellezza pura di questi luoghi, i secondi a cercar con lo sguardo le briciole cadute di un panino... e a giudicare dall'aspetto dei piccioni di san Giminiano...direi che hanno vista buona, o la gente con i loro panini è molto distratta!
Direi che si può concludere qui la giornata... intensa di oggi.

É finito un cammino, almeno per ora, Roma è poco più avanti.... rimangono ricordi di visi, luoghi, profumi, sensazioni. Ma ancora di più rimane un esperienza unica, di quanto è inutile il nostro affannarci, non è quello che ci rende “bella” la vita!
Esiste un tempo, anzi esiste il tempo! Che va amato così com'è ! Inesorabile come il suo passare. Sicuramente però non va sprecato, perchè non torna più... molto spesso con noi e intorno a noi abbiamo tutto quello che ci serve. Il difficile è vederlo.

Ringraziamenti:
Tutte le persone che mi hanno chiamato, via skipe, via telefono, con un sms o messaggio di conforto e incoraggiamento su Facebook.
Il mio amico Teso che per due volte è venuto a trovarmi sul cammino...la seconda vale meno, sapeva di avere una fiorentina pagata eh eh eh!!!
La pioggia (questa non se l'aspettava nessuno), che ha reso tutto sicuramente più difficile ma tutto più vero e affascinante.

Le persone che sulla via hanno condiviso un tratto con me.
Le lumache per il gentil pensiero.
I cani da pellegrino, che facevano sussultare il mio cuore al loro guaito!
I ruscelsentieri, che con il loro scrosciare rendevano allegro il cammino
I preti di Berceto, per il pranzo pagato e per la predica sulle 4 virtù cardinali!
Il Frate guardiano del convento di san Miniato,
I passerotti le rondini e le rane che hanno sinfoneggiato per tante ore del mio cammino, migliaia di note intonate ai luoghi dove passavo.
Una menzione hanno anche ai miei moderni bordoni, che mi hanno risolto un sacco di situazioni difficili senza non ce l'avrei fatta.
Un Grazie a tutto il Creato che mi ha circondato senza farmi sentire mai solo, in modo particolare nei luoghi lontani dall'opere brutte dell'uomo.
Un grazie a una cultura vera che nei secoli ha saputo creare posti incredibili, ed armoniosi. Con un amore che oggi troppo spesso manca quando si fanno le cose, non vi è più la propensione all'infinito!
E infine ringrazio senza timore di essere tacciato di ipocrisia, la Madonna. Son sicuro ha vegliato sul cammino di questo cattolico zoppicante che son io, ma sincero nel suo procedere.

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